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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Sintesi della dichiarazione del XXIII Comitato di emergenza previsto dal Regolamento sanitario internazionale sulla diffusione internazionale del poliovirus

 

Ai sensi del Regolamento sanitario internazionale (RSI), l’11 dicembre 2019 si è svolta la XXIII riunione del Comitato di emergenza sulla diffusione internazionale del poliovirus.

 

Durante la riunione il Comitato ha espresso grave preoccupazione per il significativo aumento dei casi di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) in Pakistan e Afghanistan: all’11 dicembre 2019 sono stati identificati 113 casi, 85 in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Infatti, le ultime rilevazioni (di novembre 2019) confermano che il WPV1 continua a essere isolato in questi due Paesi e che, sulla base del sequenziamento dei virus, è stata dimostrata la diffusione internazionale di virus dal Pakistan all'Afghanistan e viceversa. La Nigeria, dove l’ultimo isolamento di WPV risale a settembre del 2016, potrebbe ricevere la certificazione di polio-free nel corso dell’anno.

 

A ottobre 2019 l’OMS ha dichiarato che il poliovirus di tipo 3 è stato eradicato, una certificazione accolta con favore dal Comitato poiché conferma che l’eradicabilità dei poliovirus.

 

Poliovirus derivati da vaccini circolanti (cVDPV)

Il Comitato di emergenza ha esaminato anche i dati relativi ai poliovirus derivati da vaccini circolanti (cVDPV). In particolare, destano preoccupazione i molteplici focolai di cVDPV in corso in quattro Regioni dell'OMS (Africa, Mediterraneo orientale, Sud-Est asiatico e Pacifico occidentale), con sette nuovi Paesi che hanno segnalato focolai rispetto alla precedente riunione del Comitato (Ciad, Costa d'Avorio, Malesia, Pakistan, Filippine, Togo e Zambia) a causa delle basse coperture vaccinali nazionali.

 

Per quanto riguarda il cVDPV2, il rischio di epidemie in nuovi Paesi è considerato estremamente elevato, anzi probabile. Per questo motivo il Comitato sostiene con forza lo sviluppo e la proposta di utilizzo in stato di emergenza di sanità pubblica (WHO Emergency Use Listing procedure) del nuovo vaccino orale OPV2, che dovrebbe diventare disponibile verso la metà del 2020 e che dovrebbe causare molti meno focolai (o addirittura nessuno) da cVDPV.

 

Il Comitato ha preso in esame diversi fattori quali l’aumento del rischio di diffusione internazionale del WPV1 e di cVDPV, la presenza di focolai multipli di cVDPV2, le lacune nei sistemi di sorveglianza in alcuni Paesi a rischio, le migrazioni e la diminuzione dell'immunità della popolazione esacerbata dalla scarsa copertura vaccinale dovuta a criticità organizzative e strutturali dei programmi vaccinali (incluso il mancato accesso ai vaccini) e a fenomeni di rifiuto vaccinale. Il Comitato ha quindi concluso all'unanimità che il rischio di diffusione internazionale del poliovirus rimane un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Public Health Emergency of International Concern-PHEIC) come dichiarato nel 2014, prorogando di tre mesi le Raccomandazioni temporanee, che comprendono il mantenimento dello stato di emergenza nei Paesi coinvolti, l’implementazione dei sistemi di sorveglianza e le misure di profilassi vaccinale per residenti e viaggiatori internazionali.

 

Al fine di fornire le corrette raccomandazioni temporanee, il Comitato ha suddiviso i Paesi interessati in tre categorie

 

1 - Stati con isolamenti da WPV1, cVDPV1, con potenziale rischio di diffusione internazionale.

 

WPV1

  • Afghanistan (ultima rilevazione 10 novembre 2019)
  • Pakistan (rilevamento più recente 12 novembre 2019)
  • Nigeria (rilevamento più recente 27 settembre 2016)

cVDPV1

  • Indonesia (ultima rilevazione 13 febbraio 2019)
  • Malesia (ultima rilevazione 26 ottobre 2019)
  • Myanmar (ultima rilevazione 9 agosto 2019)
  • Filippine (ultima rilevazione 28 ottobre 2019)

2 - Stati con isolamenti da cVDPV2, con potenziale rischio di diffusione internazionale.

  • Angola (ultima rilevazione 21 ottobre 2019)
  • Benin (ultima rilevazione 15 ottobre 2019)
  • Camerun (ultima rilevazione 20 aprile 2019)
  • Repubblica Centrafricana (ultima rilevazione 6 ottobre 2019)
  • Ciad (ultima rilevazione 9 settembre 2019)
  • Costa d’Avorio (ultima rilevazione 26 settembre 2019)
  • Cina (ultima rilevazione 25 aprile 2019)
  • RD del Congo (ultima rilevazione 26 ottobre 2019)
  • Etiopia (ultima rilevazione 9 settembre 2019)
  • Ghana (ultima rilevazione 8 novembre 2019)
  • Mozambico (ultima rilevazione 17 dicembre 2018)
  • Niger (ultima rilevazione 3 aprile 2019)
  • Nigeria (ultima rilevazione 9 ottobre 2019)
  • Pakistan (ultima rilevazione 27 novembre 2019)
  • Filippine (ultima rilevazione 25 ottobre 2019)
  • Somalia (ultima rilevazione 10 novembre 2019)
  • Togo (ultima rilevazione 16 ottobre 2019)
  • Zambia (ultima rilevazione 25 settembre 2019)

3 - Stati senza isolamenti da WPV1 o cVDPV, vulnerabili alla reinfezione da WPV o cVDPV.

 

WPV1

  • Nessuno

cVDPV

  • Kenya cVDPV2 (ultimo campione positivo ambientale 21 marzo 2018)
  • Papua New Guinea cVDPV1 (ultimo campione positivo ambientale 6 novembre 2018)

In conclusione, la situazione attuale è straordinaria, con un continuo rischio di diffusione internazionale che necessita di un’adeguata preparedness, un coordinamento internazionale, una risposta rapida ed efficiente alle emergenze, fondi per la sostenibilità del programma di eradicazione della polio, contrasto all’esitazione vaccinale attraverso campagne di comunicazione e miglioramento dei sistemi sanitari.

 

Risorse utili

Data di pubblicazione: 16 gennaio 2019

Sintesi a cura di: Andrea Siddu e Fortunato “Paolo” D’Ancona – Dipartimento Malattie infettive, ISS