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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

chikungunya

L’Europa deve affrontare un rischio sempre più alto di epidemie trasmesse da vettori

I cambiamenti climatici e ambientali potrebbero aumentare il rischio di malattie trasmesse da vettori in Europa. È la conclusione principale di una prima valutazione dello European Center for Disease Control (Ecdc) sull’importanza e l’espansione di patologie diffuse da zanzare, mosche della sabbia, zecche e roditori. Malattie come la dengue, la febbre del Nilo occidentale, la febbre chikungunya, la nefropatia epidemica e l’encefalite da morso di zecca (Tbe) hanno il potenziale di scatenare epidemie in alcune parti dell’Europa. Un esempio concreto di questo rischio è rappresentato dall’epidemia di chikungunya esplosa nell’estate 2007 in Italia, nella zona di Ravenna.


Secondo il direttore dell’Ecdc Zsuzsanna Jakab, «in futuro assisteremo con molta probabilità alla diffusione di malattie in luoghi dove non sono mai state presenti. La causa non è solo legata ai cambiamenti climatici. Anche la globalizzazione, l’aumento dei viaggi e dei commerci stanno rapidamente incrementando il tasso con cui le malattie possono diffondersi in nuove aree geografiche. È necessario comprendere meglio come questi cambiamenti stanno alterando il rischio di malattie, per indirizzare meglio sorveglianza e controlli e potenziare la reattività nei Paesi dell’Ue».

Un esempio di come la globalizzazione può favorire l’espansione di queste patologie è la diffusione su scala internazionale della zanzara Aedes albopictus (meglio nota come zanzara tigre), responsabile della febbre chikungunya. Negli ultimi decenni, questa specie di zanzara si è diffusa in gran parte dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe, così come in alcune aree dell’Europa, compresa gran parte dell’Italia. Nell’estate del 2007, un viaggiatore proveniente dall’India ha trasmesso la chikungunya alle zanzare tigre presenti nella zona di Ravenna, scatenando un’epidemia che ha poi colpito circa 250 persone.

I fattori chiave che provocano un aumento del rischio

I vettori delle malattie sono estremamente sensibili ai mutamenti climatici e ambientali, in particolare a variazioni di temperatura e umidità. Autorevoli scenari climatici per il futuro predicono che molte parti d’Europa diventeranno più calde e umide e questo potrà avere un impatto sui vettori di malattia come le zanzare che trasmettono febbre del Nilo occidentale, chikungunya e persino dengue e febbre della Rift Valley.

La globalizzazione e l’aumento dei viaggi internazionali stanno inoltre contribuendo alla diffusione dei vettori e delle malattie che trasmettono. È documentato che la zanzare tigre è stata introdotta in Europa dall’industria di pneumatici usati, che sono un eccellente sito riproduttivo per le zanzare. Nell’incrementare il rischio di queste malattie infettive sono importanti anche i fattori umani. Per esempio, più tempo le persone trascorrono nelle aree forestali, maggiori probabilità hanno di essere esposte alle malattie trasmesse dalle zecche, come la Tbe, o dai roditori, come la nefropatia epidemica.


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