Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malattie muscolo-scheletriche

Aspetti epidemiologici

In Italia

 

Revisione a cura del Registro italiano ArtroProtesi (Riap), Istituto superiore di sanità (Iss)

 

20 marzo 2014 - Secondo l’indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”, realizzato annualmente dall’Istituto nazionale di statistica (Istat, 2013), l’artrosi/artrite e l’osteoporosi interessano rispettivamente il 16,4% e il 7,4% della popolazione, risultando tra le malattie o condizioni croniche più diffuse in Italia. La prevalenza di queste patologie aumenta con l’età e presenta nette differenze di genere (tra gli over 75enni, il 68,2% delle donne e il 48,7% degli uomini dichiarano di soffrire di artrosi/artrite e il 49% delle donne e l’11,1% degli uomini di osteoporosi).

 

Protesi d’anca e di ginocchio

Dal 2006, l’Iss è coordinatore del progetto Registro italiano ArtroProtesi (Riap), finanziato dal ministero della Salute con lo scopo di monitorare l’utilizzo degli impianti protesici, garantire la rintracciabilità del paziente e tutelare la sua sicurezza. Il Riap, organizzato come una federazione di Registri regionali, monitora al momento gli interventi di protesi di anca e ginocchio e, a partire da febbraio 2014, ha iniziato a gettare le basi per il monitoraggio degli interventi di spalla.

 

Informazioni utili sullo stato di avanzamento dell’implementazione del Riap, con riferimento agli interventi di protesi d’anca, sono disponibili nel rapporto Istisan 12/32 “Progetto registro italiano ArtroProtesi (Riap): risultati della fase pilota sugli interventi di protesi d’anca” (pdf 2,7 Mb), che riporta un’analisi dei dati raccolti dalle Regioni partecipanti al Registro fino al 2011: si tratta di circa 60.000 interventi, effettuati in 220 strutture.

 

Un ulteriore approfondimento sugli interventi di protesi d’anca, con un’analisi del database nazionale delle schede di dimissione ospedaliera (Sdo), è disponibile nell’articolo “Il Registro italiano ArtroProtesi (Riap): stato dell’arte” (pdf 288 kb), contributo pubblicato nel giugno 2013 sul Giornale italiano di ortopedia e traumatologia (Giot), da cui emerge che in Italia nel 2010 sono stati effettuati oltre 90.000 interventi di sostituzione della protesica articolare dell’anca. Di questi, la maggior parte ha riguardato interventi primari di sostituzione totale dell’anca (59.631) seguiti da quella parziale (23.916) e dagli interventi di revisione (7342).

 

I dati contenuti nel rapporto Istisan 12/43 “Progetto registro italiano ArtroProtesi (Riap): basi operative per l’implementazione di un flusso informativo per gli interventi di protesi di ginocchio” (pdf 1,3 Mb) permettono di fornire un quadro generale sugli interventi di protesi di ginocchio realizzati nel nostro Paese. L’età media dei pazienti che ricevono un impianto di protesi di ginocchio per la prima volta è 70 anni; le donne rappresentano circa il 71% dei pazienti operati, con un’età media di circa 71 anni (gli uomini hanno un’età media di circa 69 anni). Tra le diagnosi identificate la più frequente è l’artrosi localizzata primaria del ginocchio (78%, valore che supera il 90% se vengono considerate anche le diagnosi di artrosi localizzata secondaria del ginocchio e l’artrosi localizzata, non specificata se primaria o secondaria). Per quanto riguarda gli interventi di revisione di sostituzione del ginocchio, l’età media dei pazienti è di circa 69 anni. Anche in questo caso le donne costituiscono oltre il 71% dei pazienti, con un’età media pari a 70 anni, superiore a quella degli uomini (66 anni).

 

Circa il 70% delle cause di revisione è rappresentato da “complicazioni meccaniche di dispositivi, impianti e innesti ortopedici interni” (codice di diagnosi 996.4, Classificazione internazionale delle malattie ICD9-CM). Questo codice è utilizzato anche quando è presente la mobilizzazione asettica (la causa più frequente di revisione), situazione in cui la protesi, anche se integra, non è più stabile all’interno dell’osso e quindi è necessario sostituirla. Tra il 2001 e il 2010, la Lombardia è la Regione che ha eseguito il maggior numero di interventi protesici sul ginocchio (18,9% di tutti gli interventi effettuati nel 2010), seguita dal Veneto (10,9%), dalla Toscana (9,5%), dall’Emilia-Romagna e dal Piemonte (circa l’8%). In generale, la maggior parte degli interventi viene effettuata in strutture del Nord Italia, seguite da quelle del Centro e da quelle del Sud Italia.