Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malattie muscolo-scheletriche

Informazioni generali

Revisione a cura del Registro italiano ArtroProtesi (Riap), Istituto superiore di sanità (Iss)

 

20 marzo 2014 - Le malattie muscolo-scheletriche (Mms) costituiscono un gruppo eterogeneo di patologie a carico dell’apparato osteoarticolare, associate a sintomatologia dolorosa e limitazioni funzionali, che possono comprendere anche manifestazioni sistemiche. In questo gruppo sono incluse sia malattie con insorgenza acuta e breve, sia malattie croniche come mal di schiena, artrosi, osteoporosi e artrite reumatoide.

 

Le Mms possono avere importanti ripercussioni sulla vita sociale dell’individuo e condurre, con tempistiche e modalità differenti tra loro, a una condizione di disabilità, e all’inabilità al lavoro. Uno stile di vita inadeguato – in particolare obesità e ridotta attività fisica – e l’avanzare dell’età contribuiscono ad aumentare la prevalenza di molte di queste patologie; così, nei prossimi anni, a causa del graduale invecchiamento della popolazione e della diffusione di abitudini progressivamente più sedentarie, si prevede un notevole incremento delle Mms.

 

Nel panorama dello stato di salute della popolazione italiana, non bisogna infine trascurare di menzionare le Mms da sovraccarico bio-meccanico e movimenti ripetuti, che costituiscono una delle principali cause di assenza per malattia in molte attività e la cui incidenza è aumentata progressivamente negli anni. Come riportato nella relazione annuale Inail 2012 (pdf 3,2 Mb), si tratta principalmente di artrosi e affezioni correlate, affezioni dei dischi intervertebrali, tendiniti, affezioni dei muscoli, legamenti, aponeurosi e tessuti molli (sindrome del tunnel carpale).

 

Impatto sulla salute

Tuttavia, queste malattie hanno già un peso considerevole sullo stato di salute della popolazione: si stima infatti che, in termini di impatto sulla salute globale, siano seconde solo alle patologie mentali e ai disturbi del comportamento. Nel decennio 1990-2010 questo insieme di patologie (quali mal di schiena, cervicalgie, artrosi, artrite, osteoporosi e altre Mms), è risultato essere tra i più invalidanti in termini di anni di vita persi a causa della disabilità (Dalys, Disability Adjusted Life Year) e di anni di vita vissuti con disabilità (Ylds, Years of Life lived with Disability).

 

Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato comporterebbero una riduzione della disabilità e un miglioramento della prognosi e dell’aspettativa di vita, con conseguente abbattimento anche dei costi indiretti: la disabilità e i costi economici e sociali di gestione delle Mms, infatti, sono direttamente proporzionali al loro stadio di progressione.

 

È utile riaffermare che le misure di prevenzione più efficaci nei confronti di artrosi, osteoporosi e di fratture nei pazienti ultra 65enni – con conseguente miglioramento della qualità della vita e riduzione dei costi diretti (farmaci, trattamenti chirurgici, cure riabilitative) e indiretti (giornate di assenza dal lavoro) – sono rappresentati soprattutto dall’adozione di adeguati stili di vita, dal contrasto alla sedentarietà e dal controllo del peso.

 

Il ricorso alla protesizzazione

Strettamente correlato alle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico è il ricorso alla protesizzazione, tendenza in continua crescita dovuta da una parte all’aumento dell’aspettativa di vita, dall'altra ai continui miglioramenti apportati sia alla tecnica chirurgica sia alle caratteristiche dei dispositivi impiantati.

 

Come riportato nella letteratura internazionale, per le patologie riguardanti l’articolazione del ginocchio, dell’anca e della spalla, l’impianto di un dispositivo protesico ha come risultato, nella quasi totalità dei casi, un miglioramento della qualità della vita dei pazienti in quanto viene ripristinata la funzionalità articolare e abolita la sintomatologia dolorosa.

 

La diffusione di questo fenomeno negli ultimi anni e il notevole impatto che produce sulla spesa sanitaria, ha suscitato l’interesse delle autorità sanitarie e ha portato all’organizzazione di registri regionali e provinciali, necessari per monitorare l’utilizzo dei dispositivi protesici valutandone, come end point, la sopravvivenza in vivo. Questo processo ha portato, nel 2005, a gettare le basi concrete per la nascita di un Registro nazionale, gestito dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Il progetto Registro italiano ArtroProtesi (Riap) è dunque uno strumento di coordinamento pensato per:

  • tenere sotto controllo costante l’uso degli impianti protesici
  • tutelare la sicurezza dei pazienti
  • interagire con i Registri già attivi in altri Paesi.