Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

Giornata mondiale contro la tubercolosi 2014

Antonietta Filia - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps – Iss

 

20 marzo 2014 - “Reach three milion” è lo slogan della Giornata mondiale contro la tubercolosi 2014 che ricorre il 24 marzo. La frase scelta è un vero e proprio appello, rivolto a tutte le istituzioni, le organizzazioni di cittadini, le associazioni e gli operatori sanitari, ad impegnarsi maggiormente per “raggiungere” i malati di tubercolosi nel mondo, soprattutto quelli che non hanno accesso ai servizi sanitari. Infatti, tra gli oltre 9 milioni di persone che ogni anno contraggono la tubercolosi, circa un terzo viene letteralmente “perso” dai sistemi sanitari. In particolare sono persone che vivono in aree povere del mondo, in comunità a rischio o tra categorie emarginate (come i lavoratori migranti, i rifugiati, gli sfollati, i detenuti, le popolazioni indigene, le minoranze etniche e i consumatori di droghe).

 

Il World TB day, promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’organizzazione Stop TB Partnership, rappresenta dunque un momento di riflessione collettiva sugli sforzi necessari e le azioni collettive da intraprendere affinché a tutti i pazienti affetti da Tb venga garantita una diagnosi corretta e l’accesso alle cure necessarie.

 

La situazione in Europa

Nonostante i progressi dell’ultimo decennio la Tb rimane un problema di sanità pubblica nella maggior parte dei Paesi della Regione europea dell’Oms. Come riportato dal rapporto “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2014”, pubblicato dall’Ufficio europeo dell’Oms, nel 2012 nei 53 Paesi della Regione si sono verificati un numero stimato di nuovi casi di tubercolosi pari a 353 mila (circa il 4% del totale mondiale), che equivale a un’incidenza media di 39,4 casi per 100.000 abitanti). L’84% dei casi si è verificato nei 18 Paesi cosiddetti “ad alta priorità” (per necessità di interventi di sanità pubblica).

 

I dati sull’incidenza della malattia all’interno dell’Oms Europa mostrano, per l’ultimo decennio, una riduzione annuale del 5% nell’incidenza della Tb. Nei Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) la riduzione annua è stata del 6% (68 mila casi segnalati nel 2012). Anche se i Paesi fuori dall’Ue/See riportano incidenze maggiori di Tb e Mdr-Tb, rispetto ai Paesi dell'Ue/See, questi ultimi riportano un numero elevato di casi di Tb tra gruppi di popolazione vulnerabili, come gli immigrati e i detenuti. Inoltre, sempre nei Paesi dell'Ue/See, solo un paziente su tre (34%) con Tb multiresistente completa con successo il trattamento. Oltre la metà muore, non completa il trattamento o viene perso al “follow-up”.

 

Visti i dati epidemiologici, i principali sforzi per combattere e prevenire la tubercolosi nella Regione devono continuare ad essere concentrati nei 18 Paesi della Regione Europea “ad alta priorità” dove l’impatto di salute della malattia è maggiore. Tuttavia, la parte occidentale dell'Europa, richiede ancora attenzione, in particolare le grandi città.

 

Sfide aperte

Nonostante negli anni l’impegno profuso a livello mondiale contro la Tb abbia portato a una notevole riduzione di incidenza e mortalità (dal 1990 ad oggi la mortalità per tubercolosi è diminuita del 45%), i dati epidemiologici rimangono preoccupanti.

 

Nel 2012, nel mondo, sono stati diagnosticati circa 8,6 milioni di nuovi casi di Tb e 1,3 milioni di pazienti sono deceduti, soprattutto in Paesi a basso a medio reddito (95%). Inoltre, se le comunità povere e i gruppi a rischio sono i più colpiti, è anche vero che la trasmissione per via aerea della malattia espone tutta la popolazione al rischio di contagio.

 

I dati dell’Oms riferiscono inoltre che, a livello globale, la Tb è tra le prime 3 cause di morte per le donne di età compresa tra 15-44 e che, nel 2012, ci sono stati circa 500 mila casi tra bambini e 74 mila decessi.

 

È quindi necessario:

  • raggiungere i 3 milioni di malati (una persona su tre che contrae la tubercolosi) attualmente non seguiti dai sistemi sanitari
  • migliorare l’identificazione e la gestione dei casi di Tb multi-resistente ai farmaci (Mdr-Tb). Attualmente, 3 casi su 4 di Mdr-Tb non vengono diagnosticasti e circa 16 mila casi di Mdr-Tb, segnalati all’Oms nel 2012, non sono stati trattati: è essenziale che gli operatori sanitari siano messi in grado di sostenere pienamente tutti i pazienti con Mdr-Tb durante l'intero corso del trattamento e assicurarsi che lo completino con successo.
  • aumentare la possibilità di accedere alle terapie antiretrovirali per i pazienti che presentano una coinfezione tubercolosi/Hiv.

La strategia dei Cdc

Negli Stati Uniti, i Centers for disease prevention and control (Cdc) hanno creato una campagna sulla malattia chiamata “Tb Personal Stories project”. Si tratta di un progetto che, attraverso il racconto delle esperienze personali di alcuni pazienti, sensibilizza la popolazione sul rischio di contrarre la patologia.

 

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