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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

Aspetti epidemiologici: la tubercolosi multi-resistente (Mdr) ed estremamente resistente (Xdr)

Revisione a cura di Antonietta Filia, Iss

 

22 marzo 2018 - La resistenza ai farmaci antitubercolari è un problema globale e i dati di sorveglianza indicano che la sua prevalenza è elevata in vari Paesi, inclusi molti Paesi ad alta incidenza di Tb nella Regione europea dell’Oms.

 

 

In Italia

Secondo i dati riportati nel rapporto Ecdc-Oms “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018” (pdf 16,4 Mb), pubblicato a marzo 2018, in Italia, nel 2016, la percentuale di casi di tubercolosi multiresistente (Mdr-Tb) è stata pari al 2,6% (70 di 40.321 casi notificati per cui sono disponibili i risultati dei test di suscettibilità). Di 70 casi Mdr-Tb, 7 (10%) sono risultati estremamente resistenti (Xdr-Tb).

Non sono disponibili dati sull’esito del trattamento dei casi Mdr e Xdr.

 

 

Nella Regione europea dell’Oms

Secondo il documento congiunto Ecdc e Oms Europa “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018”, circa un quarto dei 480.000 casi mondiali stimati di Mdr-Tb nel 2016 si sono verificati nella Regione europea dell’Oms. Se si combinano i dati di tutti i Paesi della regione, si stima che il 15% dei casi nuovi nel 2016 e il 48% dei casi precedentemente trattati abbia avuto una forma multiresistente della malattia.

 

Nel 2016 sono stati identificati in totale 51.752 casi di Mdr-Tb, che corrisponde al 73% dei casi stimati (N=71.000, se tutti i casi di Tb polmonare notificati nel 2016 fossero stati testati per la suscettibilità all’isoniazide e alla rifampicina). La proporzione di casi Mdr tra gli 86.797 nuovi casi di tubercolosi polmonare testati nella Regione europea per la sensibilità ai farmaci di prima linea è stata del 17,7% (simile al 18,4% dell’anno precedente). La percentuale di casi Mdr-Tb tra i 46.272 casi precedentemente trattati e testati è stata pari al 51,9%, più elevata rispetto al 2015 (46,3%). È degno di nota che ben 9 dei 30 Paesi nel mondo con il burden più elevato di Mdr-Tb si trovano nella Regione europea.

 

Nei Paesi Ue/See, l’87,4% (36.071 casi) dei 41.273 casi confermati di Tb sono stati testati per la sensibilità ai farmaci di prima linea. La Mdr-Tb è stata segnalata nel 3,7% dei 36.071 casi complessivi testati, e nel 10-20% dei casi testati in Estonia, Lettonia e Lituania. La percentuale di casi Mdr-Tb tra i 4022 casi di Tb polmonare precedentemente trattati e testati è stata pari al 15%.

 

Nel 2016, la Xdr-Tb è stata rilevata nel 13,1% dei 37.663 casi di Mdr testati per sensibilità ai farmaci di secondo livello nell’intera Regione e nel 20,1% dei 984 casi di Mdr testati nell’Ue/See.

 

 

Nel mondo

Il “Global tuberculosis report 2017” (pdf 7,6 Mb) stima che nel 2016 si siano verificati 600 mila nuovi casi di Tb resistenti alla rifampicina (RR-Tb), 490 mila dei quali rappresentati da casi di Tb multiresistente (Mdr-Tb).

Più della metà dei nuovi casi (47%) si sono verificati in 3 Paesi (India, Cina e Federeazione Russa). Il 6,2% dei casi di Mdr-Tb è rappresentato da casi di Tb estremamente resistente (Xdr-Tb).

Globalmente, il 4,1% dei nuovi casi e il 19% dei casi precedentemente trattati ha mostrato resistenza alla rifampicina.

 

Nel 2016, solo 129.689 (22%) dei 600 mila casi totali stimati eleggibili al trattamento per Mdr-Tb hanno iniziato la terapia. I dieci Paesi dove è maggiore il divario tra casi notificati e casi stimati di Mdr-Tb sono: India, Indonesia, Nigeria, Filippine, Sud Africa, Pakistan, Bangladesh, Repubblica democratica del Congo, Cina, Repubblica Unita di Tanzania. Il divario tra numero stimato di casi di Mdr/RR-Tb e numero di pazienti che hanno iniziato la terapia per Mdr-Tb, invece, è maggiore nei seguenti Paesi (in ordine di grandezza del divario): India, Cina, Federazione Russa, Indonesia, Filippine, Pakistan, Nigeria, Myanmar e Uzbekistan.

 

Nel 2016, l’Oms ha pubblicato nuove raccomandazioni per le forme resistenti di Mdr-Tb che prevede un regime di durata più breve (9-12 mesi vs circa 2 anni) e meno costoso in caso di sensibilità ai trattamenti di seconda linea e un test diagnostico rapido per identificare questo sottogruppo di pazienti. Queste indicazioni sono state recepite da più di 35 Paesi in Africa e Asia.

 

I pazienti con Xdr-Tb non sono candidati a questo trattamenti, bensì a un regime con uno dei due nuovi farmaci (bedaquilina e delamanid). A giugno 2017, 89 Paesi avevano introdotto la bedaquilina e 54 il delamanid).

 

A livello globale, solo il 54% dei pazienti con Mdr-Tb e il 30% dei pazienti con Xdr-Tb, hanno completato con successo il trattamento.

 

Per quanto riguarda la Xdr-Tb, 123 Stati membri hanno notificato casi entro la fine del 2016. Di questi, 91 Paesi hanno riportato dati rilevati attraverso una sorveglianza continua oppure da indagini ad hoc. Tali dati mostrano che in media, il 6,2% delle persone con Mdr-Tb siano affette da Tb estremamente resistente (Xdr-Tb), in lieve riduzione rispetto alle stime relative agli anni precedenti (9,5% nel 2015 e 9,7% nel 2014).

 

Questo è il secondo anno in cui l’Oms fornisce le stime sia dei casi di Mdr-Tb sia di RR-Tb con o senza resistenza ad altri farmaci. Questo perché a maggio 2016, l’Oms ha pubblicato delle nuove raccomandazioni sul trattamento delle forme resistenti di Tb, in cui si indica che tutte le persone con RR-Tb debbano essere trattati per Mdr-Tb.

 

Secondo il rapporto “Global tubercolosis report 2016”, pubblicato a ottobre 2016 dall’Oms nel 2015 si erano verificati globalmente 480 mila nuovi casi di Tb multiresistente (Mdr-Tb) e 100 mila casi di Tb resistenti alla rifampicina (RR-Tb), anch’essi da trattare per Mdr-Tb. Il 45% dei 580 mila casi totali Mdr-Tb si erano verificati in India, Cina e nella Federazione Russa.

 

 

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