Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

L’Ecdc e il Piano d’azione per la lotta alla tubercolosi

Massimo De Crescenzo - Igiene e medicina preventiva, Università Tor Vergata, Roma

 

Nonostante l’incidenza della tubercolosi (Tb) sia diminuita negli ultimi decenni, in molti Stati membri dell’Unione Europea la malattia resta un problema di sanità pubblica. Nel 2006 sono stati riportati 88.113 casi di tubercolosi su un territorio che comprende i 27 Paesi dell’Unione Europea e i Paesi dell’Area europea di libero scambio (Norvegia, Islanda, Liechtenstein). Sostanzialmente, negli ultimi cinque anni c’è stato un declino: 22 Paesi hanno riportato un’incidenza di meno di 20 casi per 100.000 nel 2006 e 13 Paesi hanno riferito di meno di 10 casi per 100.000. Si tratta di un’incidenza bassa: per esempio il tasso medio nei 30 Paesi (27 della Ue e 3 dell’Area europea di libero scambio) è sei volte inferiore rispetto a quella riportata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. La Ue è però ancora lontana dall’eliminazione della Tb (meno di 1 caso di Tb attiva per milione di abitanti).

 

Nella maggior parte dei Paesi l’incidenza negli ultimi 5 anni è diminuita, ma nei primi anni ’90 si era verificato un aumento dei casi in diversi Paesi dell’Europa occidentale e più recentemente nei Paesi baltici e in Romania. In particolare molti casi si sono verificati in giovani adulti e negli anziani, mentre lo 0-81% dei casi riportati (mediana 33%) erano di origine straniera.

 

Le caratteristiche epidemiologiche sono molto diverse nei vari Paesi e la situazione è resa più difficile dalla Mdr-Tb (multidrug resistant), dalla Xdr-Tb (extensively drug-resistant), dalla coinfezione Tbc/Hiv e dalla concentrazione dei casi in gruppi di persone maggiormente a rischio e a volte difficilmente raggiungibili dai servizi sanitari, come i migranti da Paesi ad alta incidenza, le persone Hiv positive e i senzatetto. In questo contesto si rende necessario intraprendere azioni volte ad affrontare le diverse esigenze degli Stati membri, riducendo ed eliminando la tubercolosi.

 

Nel febbraio 2008, l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha pubblicato un Piano d’azione per la lotta alla tubercolosi (pdf 452 kb) allo scopo di fornire indicazioni sulle azioni da intraprendere, sia a livello nazionale nei singoli Paesi sia delle istituzioni comunitarie, per il controllo e l’eliminazione della Tb nell’Unione Europea.

 

Viene anche presa in considerazione la situazione di Paesi non comunitari dai quali originano molti casi europei di Tb e viene sottolineata la necessità di aiutarli al fine di ridurre l’impatto della tubercolosi sia a livello europeo sia globale. Il Piano vuole essere un primo passo di un processo che sarà necessario seguire negli anni a venire con attività da implementare a livello regionale, nazionale e di Comunità Europea.

 

In particolare, il Piano aspira a:

  • aumentare la consapevolezza politica e pubblica della tubercolosi in quanto problema di sanità pubblica nell’Unione Europea
  • supportare e rafforzare le azioni intraprese dagli Stati membri contro la Tb a seconda della situazione epidemiologica locale
  • contribuire al controllo della Tb nell’Unione Europea attraverso il supporto ai Paesi dai quali originano i casi importati.

Il Piano è basato su quattro principi:

  • garantire tempestività e qualità delle cure per tutti
  • rafforzare i sistemi sanitari
  • sviluppare nuovi strumenti di analisi e intervento
  • realizzare partenariati e collaborazioni con i Paesi, le agenzie e le istituzioni sovranazionali interessate.

Sono otto le aree di interevento da sviluppare, e sono legate ai principi descritti nel documento. I quattro principi e le strategie sostenute sono in linea con gli “Obiettivi di sviluppo del Millennio” delle Nazioni Unite.

 

Area 1. Impegno politico, consapevolezza del problema e miglioramento delle capacità dei sistemi sanitari

Il primo passo in questa direzione è quello di stanziare personale, risorse e tempo per il controllo della Tb. Lo sviluppo di piani nazionali per il controllo della tubercolosi è fondamentale per identificare e implementare le azioni più appropriate sia per i Paesi a bassa incidenza sia per quelli ad alta incidenza. Le istituzioni europee svolgeranno un ruolo di sostegno per gli Stati membri al fine di superare gli ostacoli allo sviluppo, all’attuazione e alla valutazione dei piani nazionali, in particolare nei Paesi che hanno maggiori problemi nel controllo della tubercolosi.

 

Area 2. Sorveglianza

La sorveglianza ben eseguita è uno strumento essenziale al fine di orientare e stabilire le priorità d’azione. Andranno integrati i dati clinici epidemiologici e di laboratorio a livello locale e nazionale.

 

Area 3. Prestazioni di laboratorio

Il laboratorio è un elemento chiave delle politiche di controllo della Tb, anche per l’alta prevalenza di Mdr-Tb in alcuni Stati membri e il verificarsi di casi di Xdr-Tb. Una priorità è lo sviluppo di procedure standard per la diagnosi di laboratorio e di nuovi e rapidi strumenti diagnostici.

 

Area 4. Tempestività e qualità delle cure

Garantire a tutti la possibilità di accesso a una corretta diagnosi e ai servizi di trattamento è particolarmente importante per l’Unione Europea, in quanto spesso i casi si concentrano in popolazioni vulnerabili. Le istituzioni europee potranno facilitare il coordinamento transfrontaliero per rintracciare i contatti e garantire elevati tassi di trattamento nelle popolazioni mobili. Per i migranti privi di documenti, o soggetti a rischio di essere deportati, dovrebbero essere assicurati meccanismi adeguati per il completamento del trattamento.

 

Area 5. Mdr e Xdr Tb

Per il controllo della Mdr-Tb e della Xdr-Tb la migliore strategia di prevenzione è garantire la corretta gestione di tutti i casi di tubercolosi, con particolare attenzione alla compliance al trattamento.

Le forme di tubercolosi resistenti ai farmaci (Mdr-Tb e Xdr-Tb) sono il risultato di un trattamento inadeguato del singolo paziente. Le istituzioni dell’Unione Europea, in collaborazione con l’Oms, possono svolgere un ruolo fondamentale nel garantire e sostenere a livello di Unione Europea la sorveglianza della resistenza ai farmaci per la tubercolosi. Inoltre il recente emergere della Xdr-Tb ha reso necessaria la standardizzazione di test di sensibilità a farmaci di seconda linea.

 

Area 6. Coinfezione Tb/Hiv

Le informazioni sullo stato sierologico per Hiv nei pazienti affetti da Tb non sono sempre disponibili a causa delle differenze tra le modalità di raccogliere i dati. Inoltre molti aspetti della coinfezione sono ancora da chiarire e va definita una strategia ottimale per la gestione clinica di questi pazienti. La strada da seguire per affrontare il problema è l’integrazione dei piani per Tb e Hiv/Aids e dei relativi servizi nell’ambito dei sistemi sanitari.

 

Area 7. Nuovi strumenti per il controllo della Tbc

A 125 anni dalla scoperta dell’agente eziologico è necessario sviluppare nuovi vaccini, farmaci e metodi diagnostici oltre che nuovi approcci per l’implementazione di strumenti già esistenti e in via di sviluppo. Questo richiede un importante investimento in termini economici. L’Unione Europea e le sue istituzioni possono definire le priorità per la ricerca e supportarne gli obiettivi.

 

Area 8. Costruzione di relazioni e partnership

La collaborazione e il lavoro in partenariato tra Paesi dell’Ue per il controllo e l’eliminazione della Tb offre enormi vantaggi per gli Stati, le agenzie e le organizzazioni coinvolte. Costruire un’azione efficace di contrasto della tubercolosi richiede la cooperazione tra le istituzioni dell’Unione Europea, degli Stati Membri, oltre che con le parti interessate internazionali e con Paesi terzi.

 

Leggi sul sito dell’Ecdc l’intero documento Piano d’azione per la lotta alla tubercolosi (pdf 452 kb).