Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

Aspetti epidemiologici: dati generali

Revisione a cura di Antonietta Filia, Iss

 

22 marzo 2018 - I dati per l’Italia provengono dal sistema di notifica dei casi di tubercolosi (Tbc) del ministero della Salute e costituiscono il flusso informativo ufficiale, cui si fa riferimento per il monitoraggio dell’andamento della malattia in Italia.

 

Nel cinquantennio dal 1955 al 2008 il numero annuale di casi di Tbc registrati nel sistema di notifica nazionale è passato da 12.247 a 4418. Il tasso grezzo annuale è passato da 25,3 casi per 100.000 abitanti a 7,4/100.000 con un decremento pari a circa il 64% del numero di casi e di circa il 71% dell’incidenza. Il tasso grezzo di mortalità è diminuito da 22,5 per 100.000 nel 1955 a 0,7/100.000 nel 2006. Per maggiori informazioni consultare la pagina “La tubercolosi in Italia” (pdf 4,13 Mb) con i dati fino al 2008.

 

L’attuale situazione epidemiologica della tubercolosi in Italia è caratterizzata da una bassa incidenza nella popolazione generale, e dalla concentrazione di casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età. A partire dal 2009, infatti, si è verificato un costante aumento della proporzione di casi notificati tra cittadini nati all’estero (che erano il 44% nel 2005 e il 66% nel 2014).

 

I dati più recenti relativi all’Italia sono pubblicati del documento congiunto Ecdc e Oms Europa “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018” (pdf 16,4 Mb) e confermano che l’Italia rientra tra i Paesi a bassa incidenza di malattia (<20/100.000). Nel 2016 sono stati notificati 4032 casi di tubercolosi che corrisponde a un’incidenza nella popolazione di 6,6/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni (7,4 per 100.000 nel 2008). Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica di tb è diminuito in media del 1,8% per anno. Dei casi totali notificati nel 2016, 3778 sono stati classificati come casi nuovi (non precedentemente trattati) e 300 si sono verificati in età pediatrica. Il 70% dei casi totali ha presentato una Tb polmonare. Sono stati notificati 70 casi di Tb multiresistente (Mdr-Tb, 2,6% del totale dei casi notificati) e 7 estremamente multi resistente (Xdt Tb). Il 62% dei casi totali notificati si è verificato in persone di origine straniera. Il numero stimato di decessi è stato pari a 330 (esclusi i casi di coinfezione Tb-Hiv).

 

 

Nella Regione europea dell’Oms

Secondo il documento congiunto Ecdc e Oms Europa “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018” (pdf 16,4 Mb), pubblicato a marzo 2018, nel 2016, nella Regione europea dell’Oms, sono stati notificati 297.932 nuovi casi di Tb da 52 Paesi (il Liechtenstein non ha inviato i dati) mentre il numero stimato di nuovi casi di Tb nella Regione è pari a 290 mila (il 3% del totale registrato nel mondo), che corrisponde a un’incidenza di 31,6 casi per 100 mila abitanti. Il tasso d’incidenza annuale di Tb è diminuito in media del 4,3% all’anno nel periodo 2007-2016 e del 4,6% tra il 2015 e il 2016). Nel decennio dal 2007 al 2016, i casi di Tb sono diminuiti di un terzo (da 410.000 casi nel 2007 a 290.000 nel 2016) e l’incidenza è passata da 47 casi per 100.000 popolazione a 32/100.000. Nonostante questo rappresenti andamento in riduzione sia, rispetto ad altre regioni, il più rapido nel mondo, è necessaria un’ulteriore accelerazione per raggiungere l’obiettivo di riduzione dell’incidenza della Tb stabilito dalla End TB strategy.

 

Circa l’83% dei casi incidenti stimati nella Regione si sono verificati nei 18 Paesi ad alta priorità che includono Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bulgaria, Estonia, Georgia, Kazakhistan, Kirghizistan, Lettonia, Lituania, Moldova, Romania, Russia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan. In questi Paesi l’incidenza stimata è stata 60,4/100.000 popolazione, circa 5 volte più elevata rispetto alla media nei Paesi Ue/See. I cinque Paesi con il numero assoluto più elevato di casi nel 2016 sono stati la Russia (94.000), Ucraina (39.000), Uzbekistan (24.000), Romania (15.000) e and Kazakhstan (12.000). L’incidenza più elevata si è verificata in Kyrgyzstan (145 per 100.000 popolazione), seguito dalla Moldova (101 per 100.000) Georgia (92 per 100.000), Ucraina (87 per 100.000) e Tajikistan (85 per 100.000).

 

Il 45% dei casi nuovi registrati nella Regione si sono verificati in persone tra i 25 e i 44 anni di età mentre i casi incidenti di età inferiore a 15 anni sono stati circa il 4% del totale. Nel 2016, il 64,2% dei casi notificati è stato confermato in laboratorio.

 

Solo l’86,1% dei casi di Tb è stato testato per Hiv, pertanto lo stato d’infezione da Hiv è noto solo per 193.128 casi. Sono stati rilevati 25.884 dei 34.000 casi stimati di coinfezione Tb-Hiv (stima basata su una prevalenza stimata di infezioni Hiv tra nuovi casi di Tb pari a 12%).

 

Complessivamente, il 6% dei nuovi casi di Tb nella regione si è verificato nelle prigioni (1,7% dei casi nei Paesi Ue/See e 7,1% dei casi nei Paesi non-Eu, pari a un’incidenza, rispettivamente, di 862 e 1144/100.000. Questo dato mette in evidenza che il rischio di Tb nelle prigioni è 25 volte più elevato rispetto alla popolazione generale.

 

Per quanto riguarda la Tb multiresistente, nel 2016, sono stati rilevati 51.752 (73%) dei 71.000 casi stimati. La prevalenza di casi multiresistenti è stata pari al 17,7% tra i nuovi casi di Tb polmonare e 51,9% tra i casi precedentemente trattati. Nel 2016 si è registrato un risultato eccellente per quanto riguarda la disponibilità di dati relativi alla sensibilità ai farmaci di secondo livello che è stata fornita per il 96% dei casi multiresistenti notificati. I casi di Xdr-Tb rilevati tra 37.663 casi di Tb multiresistente testati per resistenza a farmaci di seconda linea sono 4917 (13,1%).

 

Nel 2016, il numero stimato di decessi correlati alla tubercolosi (in persone Hiv-negative) è stato di 26 mila, che corrisponde a un tasso di 2,8 per 100.000 abitanti. In considerazione dei dati riportati e del fatto che la grande maggioranza dei casi si verifica nei Paesi ad alta priorità, è qui che devono essere focalizzati gli sforzi maggiori per combattere la Tb nella Regione. Tuttavia, la situazione richiede attenzione anche nei paesi dell’Europa occidentale, soprattutto nelle grandi città. Infine, è preoccupante notare che vari Paesi non inviano dati sulla suscettibilità ai farmaci, sull’outcome del trattamento e sullo stato Hiv. La raccolta di questi dati è fondamentale per guidare i programmi di controllo della malattia.

 

Il “Tuberculosis Action Plan for the WHO European Region 2016-2020” (Piano d'azione contro la tubercolosi per la Regione Europea dell'Oms 2016-2020), fissa gli obiettivi da raggiungere, definisce gli indirizzi strategici e descrive le attività da mettere in atto dagli Stati membri, dall’Ufficio regionale dell’Oms Europa e da altri stakeholder per combattere la Tb inclusa quella multiresistente.

 

 

Nei Paesi della Ue e dello See

Nel 2016, in 30 Stati membri dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (il Liechtenstein non ha fornito i dati), sono stati riportati 58.994 casi di tubercolosi (11,4 casi per 100.000 abitanti). In totale, il 70,4% di tutti i casi è rappresentato da casi di nuova diagnosi e il 32,7% dei casi è di origine straniera (molti di questi ultimi sono residenti in Paesi a bassa incidenza). La percentuale di casi di origine straniera è aumentata dal 19% nel 2005 al 27% nel 2014. È quanto emerge dal rapporto “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018” (pdf 16,4 Mb).

 

La fascia di età con il tasso di notifica adulta più elevato (13,8/100.000) è quella di 25-44 anni. Sono stati notificati 2424 casi in bambini <15 anni di età (tasso di notifica pari a 3/100.000), che corrisponde al 4,4% dei casi totali. In quasi tutti gli Stati membri la malattia è stata più frequente tra i maschi rispetto alle femmine.

 

La Tb multiresistente (Mdr) è stata identificata nel 3,7% dei casi per cui sono stati effettuati test di suscettibilità (drug susceptibility testing, Dst) mentre la Xdr-Tb è stata rilevata nel 20,1% dei casi di Mdr-Tb testati per sensibilità ai farmaci di secondo livello.

 

Infine, il trattamento è stato completato nel 71,5% dei casi notificati nel 2015, nel 37,5% dei casi di Mdr-Tb notificati nel 2014 e nel 33,8% dei casi di Xdr-Tb notificati nel 2013.

Il 4,5% dei casi di Tb per cui era noto lo stato sierologico per l’Hiv presentavano una coinfezione Tb-Hiv.

 

 

Nel mondo

Il “Global tuberculosis report 2017” (pdf 7,6 Mb) conferma che la tubercolosi è una delle prime cause di morte nel mondo (nel 2016 si colloca al nono posto). Il documento fornisce una valutazione sull’epidemia di tubercolosi, sui progressi fatti per quanto riguarda prevenzione, diagnosi e trattamento terapeutico, e sullo stato dei finanziamenti e della ricerca in questo campo. Il testo, che fornisce i dati di 201 Paesi e territori (coprendo il 99% della popolazione mondiale e dei casi di Tb), affronta anche il tema della copertura sanitaria universale, del sistema di protezione sociale e di altri Sustainable Development Goals.

 

Si stima un’incidenza di 10,4 milioni di nuovi casi (casi incidenti) il 90% dei quali hanno colpito persone adulte, il 65% maschi, il 10% persone cin infezione da Hiv (il 74% in Africa).

Si sono verificati 1,7 milioni di (400 mila tra persone Hiv-positive). Il 95% dei casi mortali si registra in Paesi a reddito medio o basso e il 56% dei nuovi casi si concentra in 7 Paesi: India, Indonesia, Cina, Filippine, Pakistan, Nigeria e Sud Africa.

 

I nuovi casi in età pediatrica sono circa 1 milione, 250 mila dei quali fatali (compresi i casi di coinfezione tubercolosi/Hiv).

 

Le diagnosi formulate tra il 2000 e il 2016 hanno consentito di salvare la vita a circa 53 milioni di persone. Globalmente, l’incidenza della Tb è diminuita solo dell’1,4% per anno tra il 2000 e il 2016 (meno 1,9% tra il 2015 e il 2016). Per raggiungere gli obiettivi stabiliti della End Tb Strategy che mira a raggiungere entro il 2030, una riduzione del 90% del numero di decessi per Tb e una riduzione del 80% dell’incidenza rispetto al 2015, è fondamentale migliorare questo dato, portandolo al 4-5% di diminuzione annuale entro il 2020.

 

Dei 10,4 milioni di nuovi casi stimati, ne sono stati notificati all’Oms solo 6,6 milioni, ciò significa che c’è un gap di 3,8 milioni tra i casi incidenti e quelli notificati, dovuto sia alla sottonotifica dei casi sia alla sottodiagnosi, soprattutto in India, Indonesia e Nigeria.

 

Nel 2016 sono stati stimati, globalmente, 600 mila nuovi casi di Tb resistenti alla rifampicina (RR-Tb), 490 mila dei quali rappresentati da casi di Tb multiresistente (Mdr-Tb). Il 47% dei casi di Mdr-Tb si sono verificati in India, Cina e nella Federazione Russa.

 

Questi dati sono in linea con quelli pubblicati nel rapporto annuale dell’Oms “Global tubercolosis report 2016” (pdf 3,3 Mb). Un documento importante perché è il primo realizzato dopo il passaggio dal Millennium Development Goals (Mdg) ai Sustainable Development Goals (Sdg), adottati dalle Nazioni Unite nel 2015, e dalla Stop Tb Strategy alla End Tb Strategy, approvata dalla World Health Assembly a maggio 2014.

 

Nonostante l’incidenza dei casi di Tb e il numero totale di decessi per la malattia continuino a diminuire in tutto il mondo, il report mostra che il peso globale della malattia è più alto di quanto precedentemente stimato (come conseguenza dei nuovi dati della sorveglianza in India).

 

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