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argomenti di salute
Tubercolosi
Aspetti epidemiologici: dati generali

Revisione a cura di Antonietta Filia - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss

 

3 novembre 2016 - I dati per l’Italia provengono dal sistema di notifica dei casi di tubercolosi (Tbc) del ministero della Salute e costituiscono il flusso informativo ufficiale, cui si fa riferimento per il monitoraggio dell’andamento della malattia in Italia.

 

L’ultimo rapporto pubblicato è "La tubercolosi in Italia - anno 2008" (pdf 4,13 Mb) con i dati fino al 2008. Nel cinquantennio dal 1955 al 2008 il numero annuale di casi di Tbc registrati nel sistema di notifica nazionale è passato da 12.247 a 4418. Il tasso grezzo annuale è passato da 25,26 casi per 100.000 abitanti a 7,41/100.000 con un decremento pari a circa il 64% del numero di casi e di circa il 71% dell’incidenza. Il tasso grezzo di mortalità è diminuito da 22,5 per 100.000 nel 1955 a 0,7/100.000 nel 2006. Per maggiori informazioni consultare la pagina “La tubercolosi in Italia”.

 

L’attuale situazione epidemiologica della tubercolosi in Italia è caratterizzata da una bassa incidenza nella popolazione generale, e dalla concentrazione della maggior parte dei casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età. Nel decennio dal 2004 al 2014, in media, sono stati notificati annualmente, circa 4300 casi di tubercolosi e il 52% del totale dei casi notificati si sono verificati in soggetti stranieri. Nel periodo esaminato si è verificato un costante aumento della proporzione di casi notificati tra “cittadini non italiani” (dal 44% del 2005 al 66% del 2014), soprattutto nelle classi di età giovani e adulte. In media, il 40% dei casi notificati in soggetti di nazionalità straniera si ammalano di Tb durante i primi due anni dalla data di arrivo nel nostro Paese. (Dati provvisori – Fonte: Ministero della salute, DG Prevenzione Sanitaria, Ufficio V Malattie infettive e profilassi internazionale).

 

Nella Regione europea dell’Oms

Secondo il documento congiunto Ecdc e Oms Europa “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2016” (pdf 35 Mb), pubblicato a marzo 2016, l’incidenza di casi di Tbc notificati nel 2014 nei Paesi Eu/Eea e nella maggior parte degli Stati membri dell’Oms, continua a mostrare un trend in diminuzione rispetto agli anni precedenti.

 

Nel 2014, nella Regione Europea dell’Oms, sono stati notificati 329,270 nuovi casi di Tb da 51 Paesi (l’Italia e il Liechtenstein non hanno inviato i dati). Il 65,3% dei casi è stato confermato in laboratorio. Il numero totale di nuovi casi stimati nella Regione (53 Paesi) è pari a 340 mila casi di Tb, pari a un’incidenza di 37 casi per 100 mila abitanti, che rappresentano il 3,6% del totale registrato nel mondo. Il numero assoluto di casi incidenti è diminuito del 16% rispetto al 2010 (che corrisponde a una riduzione media del 4,3% all’anno nel quinquennio considerato).

 

L’83% dei casi incidenti nella Regione si sono verificati nei 18 Paesi ad alta priorità che includono Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bulgaria, Estonia, Georgia, Kazakhistan, Kirghizistan, Lettonia, Lituania, Moldova, Romania, Russia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.

 

Il 45% dei casi nuovi registrati nella Regione si sono verificati in persone tra i 25 e i 44 anni di età mentre i casi incidenti di età inferiore a 15 anni sono stati circa il 4,1% del totale.

 

Nel 2014, sono stati rilevati 16.708 dei 20.000 casi stimati di co-infezione Tb-Hiv (stima basata su una prevalenza stimata di infezioni Hiv tra nuovi casi di Tb pari a 5,9%).

 

Solo l’89,1%% dei casi di Tb sono stati testati per Hiv, pertanto lo stato d’infezione da Hiv è noto solo per 207.996 casi. Inoltre, è stata osservato un incremento dei casi trattati con terapia antiretrovirale (Art) rispetto alla precedente rilevazione, passando dal 53,8% del 2013 al 59,1% del 2014.

 

Complessivamente, il 6, 5% dei nuovi casi di Tb nella regione si è verificato nelle prigioni (1,9% dei casi nei Paesi Eu/Eea e 7,3% dei casi nei Paesi non-Eu), pari ad un’incidenza di 1055/100.000. Questo dato mette in evidenza che il rischio di Tb nelle prigioni è 24 volte più elevato rispetto alla popolazione generale.

 

Per quanto riguarda la Tb multiresistente, nel 2014, sono stati rilevati 33.009 (45,2%) dei 73.000 casi stimati. La prevalenza di casi multiresistenti è stata pari al 18,4% tra i nuovi casi di Tb polmonare e 46,2% tra i casi precedentemente trattati. I dati relativi alla sensibilità ai farmaci di secondo livello continuano a essere forniti solo da pochi Paesi e sono quindi disponibili solo per il 25% dei casi multiresistenti notificati. I casi di Xdr Tb rilevati sono 966 che corrisponde ad una prevalenza del 18,3% tra i casi di Mdr Tb.

 

Nel 2014, il numero stimato di decessi correlati alla tubercolosi (in persone Hiv-negative) è stato di 33 mila, che corrisponde a un tasso di 3,7 per 100.000 abitanti. Nonostante il costante declino, negli ultimi 12 anni, della mortalità stimata, l’obiettivo del Millenium Development Goal (Mdg) non verrà raggiunto nella Regione.

 

In considerazione dei dati riportati e del fatto che la grande maggioranza dei casi si verifica nei Paesi ad alta priorità, è qui che devono essere focalizzati gli sforzi maggiori per combattere la Tb nella Regione. Tuttavia, la situazione richiede attenzione anche nei paesi dell’Europa occidentale, soprattutto nelle grandi città. Infine, è preoccupante notare che vari Paesi non inviano dati sulla suscettibilità ai farmaci, sull’outcome del trattamento e sullo stato Hiv. La raccolta di questi dati è fondamentale per guidare i programmi di controllo della malattia.

 

Il “Tuberculosis Action Plan for the WHO European Region 2016-2020” (Piano d'azione contro la tubercolosi per la Regione Europea dell'Oms 2016-2020), fissa gli obiettivi da raggiungere, definisce gli indirizzi strategici e descrive le attività da mettere in atto dagli Stati membri, dall’Ufficio regionale dell’Oms Europa e da altri stakeholders per combattere la Tb inclusa quella multiresistente.

 

Nei Paesi della Ue e dello See

Nel 2014, in 29 Stati membri dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (l’Italia non ha fornito i dati), sono stati riportati 58.008 casi di tubercolosi (12,8 casi per 100.000 abitanti). In totale, il 76,2% di tutti i casi è rappresentato da casi di nuova diagnosi e il 26,8% dei casi è di origine straniera (molti di questi ultimi sono residenti in Paesi a bassa incidenza). La percentuale di casi di origine straniera è aumentata dal 19% nel 2005 al 27% nel 2014. È quanto emerge dal rapporto “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2016” (pdf 35 Mb).

 

La fascia di età con il tasso di notifica adulta più elevato (13,8/100.000) è quella di 25-44 anni. Sono stati notificati 2.258 casi in bambini <15 anni di età (tasso di notifica pari a 2,8/100.000), che corrisponde al 3,9% dei casi totali. In quasi tutti gli stati membri la malattia è stata più frequente tra i maschi rispetto alle femmine.

 

La Tb multiresitente (Mdr) è stata identificata nel 4% dei casi per cui sono stati effettuati test di suscettibilità (drug susceptibility testing, Dst) mentre la Tb Xdr è stata rilevata nel 17,5% dei casi di Mdr testati per sensibilità ai farmaci di secondo livello.

 

Infine, il trattamento è stato completato nel 74% dei casi notificati nel 2013, nel 40,3% dei casi di Mdr Tb notificati nel 2012 e nel 34% dei casi di Xdr Tb notificati nel 2011.

 

Il 4,9% dei casi di Tb per cui era noto lo stato sierologico per l’Hiv presentavano una coinfezione Tb-Hiv.

 

Nel mondo

Nel 2016 è stato pubblicato il rapporto annuale dell’Oms “Global tubercolosis report 2016” (pdf 3,3 Mb). Un documento importante perché è il primo realizzato dopo il passaggio dal Millennium Development Goals (Mdg) ai Sustainable Development Goals (Sdg), adottati dalle Nazioni Unite nel 2015, e dalla Stop Tb Strategy alla End Tb Strategy, approvata dalla World Health Assembly a maggio 2014. La End Tb Strategy mira a raggiungere, entro il 2030, una riduzione del 90% del numero di decessi per Tb e una riduzione del 80% dell’incidenza di casi. rispetto al 2015.

 

Il documento fornisce una valutazione sull’epidemia di tubercolosi, sui progressi fatti per quanto riguarda prevenzione, diagnosi e trattamento terapeutico, e sullo stato dei finanziamenti e della ricerca in questo campo. Il testo, che fornisce i dati di 202 Paesi e territori (coprendo il 99% della popolazione mondiale e dei casi di Tb), affronta anche il tema della copertura sanitaria universale, del sistema di protezione sociale e di altri Sustainable Development Goals.

Nonostante l’incidenza dei casi di Tb e il numero totale di decessi per la malattia continuino a diminuire in tutto il mondo, il report mostra che il peso globale della malattia è più alto di quanto precedentemente stimato (come conseguenza dei nuovi dati della sorveglianza in India).

 

Si stima che nel 2015 vi siano stati globalmente 10,4 milioni di nuovi casi (casi incidenti) di tubercolosi, di cui 5,9 milioni (56%) erano uomini, 3,5 milioni (34%) donne e 1,0 milione (10%) bambini. Oltre la metà (60%) dei nuovi casi è stato riscontrato in 6 Paesi: India, Indonesia, China, Nigeria, Pakistan e Sud Africa. Oltre 1 milione di nuovi casi (11%) si sono verificati tra persone Hiv positive.

 

Globalmente, l’incidenza della Tb è diminuita di solo l’1,5% per anno tra il 2014 e il 2015. Per raggiungere i primi obiettivi stabiliti della End Tb Strategy è fondamentale migliorare questo dato, portandolo al 4-5% di diminuzione annuale entro il 2020.

 

Si stima inoltre che vi siano stati 1,8 milioni di decessi per Tb, di cui 400 mila tra persone Hiv-positive. Anche se il numero di decessi per Tb è diminuito del 22% tra il 2000 e il 2015, la Tb rimane, nel 2015, una delle dieci principali cause di morte nel mondo.

 

Dei 10,4 milioni di nuovi casi stimati, ne sono stati notificati all’Oms solo 6,1 milioni, ciò significa che c’è un gap di 4,3 milioni tra i casi incidenti e quelli notificati, dovuto sia alla sottonotifica dei casi sia alla sottodiagnosi, soprattutto in India, Indonesia e Nigeria.

 

Nel 2015 sono stati stimati, globalmente, 480 mila nuovi casi multiresistenti (Mdr Tb) e 100 casi resistenti alla rifampicina (RR-Tb), anch’essi da trattare per Mdr-Tb. Il 45% dei 580.000 casi totali Mdr-Tb si sono verificati in India, Cina e nella Federazione Russa.

 

 

Risorse utili

 


Ultimo aggiornamento lunedi 7 novembre 2016