Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
home > malattie infettive > tubercolosi > Aspetti epidemiologici: dati generali...
argomenti di salute
tubercolosi
Aspetti epidemiologici: dati generali

Revisione a cura di Antonietta Filia - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss

 

13 novembre 2014 - I dati per l’Italia provengono dal sistema di notifica dei casi di tubercolosi (Tbc) del ministero della Salute e costituiscono il flusso informativo ufficiale, cui si fa riferimento per il monitoraggio dell’andamento della malattia in Italia.

 

L’attuale situazione epidemiologica della tubercolosi in Italia è caratterizzata da una bassa incidenza nella popolazione generale, dalla concentrazione della maggior parte dei casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età, e dall’emergere di ceppi tubercolari multi-resistenti. L’ultimo rapporto pubblicato è La tubercolosi in Italia - anno 2008” (pdf 4,13 Mb) con i dati fino al 2008. Nel cinquantennio dal 1955 al 2008 il numero annuale di casi di Tbc registrati nel sistema di notifica nazionale è passato da 12.247 a 4418. Il tasso grezzo annuale è passato da 25,26 casi per 100.000 abitanti a 7,41/100.000 con un decremento pari a circa il 64% del numero di casi e di circa il 71% dell’incidenza. Il tasso grezzo di mortalità è diminuito da 22,5 per 100.000 nel 1955 a 0,7/100.000 nel 2006. Per maggiori informazioni consultare la pagina “La tubercolosi in Italia”.

 

Dati italiani (provvisori) più recenti sono disponibili nel “Global Tuberculosis report 2014” (dati 2013) dall’Organizzazione mondiale della sanità e nel “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2014” (dati 2012) dall’Ecdc.

 

I dati Oms indicano che, nel 2013, nel nostro Paese sono stati notificati 3153 casi di Tubercolosi, che corrisponde all’87% dei casi (di tutte le forme di Tbc) stimati nel nostro Paese (N=3500). Il tasso di incidenza stimato è pari a 5,7 casi per 100.000 abitanti, valore che pone l’Italia tra i Paesi a bassa incidenza. Il 5% dei 2506 casi di nuova diagnosi e di recidive avevano un’età <15 anni e il rapporto maschi-femmine è stato pari a 1:3. Secondo le stime pubblicate, il 2,6% e l’8,8% rispettivamente dei casi con nuova diagnosi e delle recidive è affetto dalla forma multiresistente dell’infezione (Mdr-Tb). Inoltre, la Tb è stata causa di morte per oltre 300 persone (esclusi i casi con Hiv-Tb). Non sono disponibili dati sulla proporzione di casi con Hiv né sull’esito del trattamento (% di casi trattati con successo).

 

Secondo il rapporto Ecdc, nel 2012 sono stati segnalati in Italia 3142 casi (di cui 68% Tbc polmonare) che corrisponde a un incidenza pari a 5,2/100.000 abitanti. Il 58% dei casi è stato segnalato in persone di origine straniera. L’età media dei casi stranieri è stata pari a 35,5 anni mentre quella dei casi di origine italiana è stata pari a 56,1 anni.

 

Nella Regione europea dell’Oms

Secondo il documento congiunto Ecdc e Oms Europa “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2014” (pdf 15 Mb), pubblicato a marzo 2014, l’incidenza di casi di Tbc notificati nel 2012 nei Paesi Eu/Eea e nella maggior parte degli Stati membri dell’Oms, continua a mostrare un trend in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Le uniche eccezioni sono Cipro, Islanda, Malta, Norvegia, Svezia e Regno Unito (tutti Paesi a bassa incidenza con un’elevata proporzione di casi tra persone di origine straniera) dove i tassi d’incidenza rimangono stabili o sono in aumento.

 

Nei 53 Paesi membri della Regione Europea dell’Oms, nel 2012 sono stati stimati 353 mila nuovi casi di Tb (pari a un’incidenza di 39,4 casi per 100 mila abitanti), che rappresentano il 4% del totale registrato nel mondo. Il numero assoluto di casi incidenti è diminuito del 12% rispetto al 2012.

 

L’85% de casi incidenti nella Regione si sono verificati nei 18 Paesi ad alta priorità che includono Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bulgaria, Estonia, Georgia, Kazakhistan, Kirghizistan, Lettonia, Lituania, Moldova, Romania, Russia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.

 

Il 44% dei casi nuovi registrati nella Regione si sono verificati in persone tra i 25 e i 44 anni di età mentre la percentuale media di casi incidenti di età inferiore a 15 anni è stata pari al 5%.

 

Nel 2012, sono stati rilevati 13.141 (74%) dei 18.800 casi stimati di co-infezione Tb-Hiv (stima basata su una prevalenza stimata di infezioni Hiv tra nuovi casi di Tb pari a 5,2%) e 33.373 (43,7%) dei 76.400 casi stimati di Tb multiresistente. Sono invece 339 i casi di Xdr Tb rilevati nello stesso anno.

 

Tra i casi di Tbc Hiv-positivi, rispettivamente il 62,3% e 67% hanno ricevuto la terapia antiretrovirale e quella con cotrimossazolo. Vista la raccomandazione dell’Oms, riguardo al fatto che tutti i pazienti con Tb che sono anche Hiv positivi debbano ricevere entrambe le terapie, rimane molta strada da fare.

 

Come risposta al problema della multiresistenza i 53 Paesi membri hanno aderito al piano di azione della Regione europea “Consolidated Action Plan to prevent and combat Multidrug - and Extensivly Drug-resistant Tuberculosis in the Who European Region 2011-2015” (pdf 101 kb).

 

Negli ultimi sei anni vi è stata una graduale diminuzione dei casi trattati con successo tra i nuovi casi e quelli precedentemente trattati, nel 2012 pari rispettivamente al 66,1% e 46,5%. La diminuzione è relativa soprattutto ai casi di Mdr Tb, di cui solo il 34% è trattato con successo.

 

Nel 2012, il numero stimato di decessi correlati alla tubercolosi (in persone Hiv-negative) è stato di 35 mila, che corrisponde a un tasso di 3,9 per 100.000 abitanti (range 3,8-4,0). Nonostante il costante declino, negli ultimi 12 anni, della mortalità stimata, l’obiettivo del Millenium Development Goal (Mdg) non verrà raggiunto nella Regione.

 

In vista del fatto che la grande maggioranza dei casi si verifica nei Paesi ad alta priorità, è qui che devono essere focalizzati gli sforzi maggiori per combattere la Tb nella Regione. Tuttavia, la situazione richiede attenzione anche nei paesi dell’Europa occidentale, soprattutto nelle grandi città. Infine, è preoccupante notare che vari Paesi non inviano dati sulla suscettibilità ai farmaci, sull’outcome del trattamento e sullo stato Hiv. La raccolta di questi dati è fondamentale per guidare i programmi di controllo della malattia.

 

Nei Paesi della Ue e dello See

Nel 2012, i 29 Stati membri dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo hanno riportato 68.423 casi di tubercolosi (13,5 casi per 100.000 abitanti; range 3,4-85,2/100.000), il 6% in meno rispetto all’anno precedente. In totale, l’80% di tutti i casi è rappresentato da casi di nuova diagnosi e il 27% dei casi è di origine straniera ( molti di questi ultimi sono residenti in Paesi a bassa incidenza). È quanto emerge dal rapporto “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2014” (pdf 15 Mb). Diciotto dei 29 Paesi hanno riportato tassi di notifica inferiori a 10 per 100.000 e 23 Paesi tassi inferiori a 20 per 100.000. Il 27% dei casi totali è stato segnalato in Romania.

 

Il 36% dei nuovi casi ha interessato la fascia d’età 25-44 anni (13,7/100.000), mentre il tasso di notifica tra i bambini sotto i 15 anni di età è stato pari a 3,6/100.000. In quasi tutti gli stati membri la malattia è stata più frequente tra i maschi rispetto alle femmine.

 

La Tb multiresitente (Mdr) è stata identificata nel 5% dei casi per cui sono stati effettuati test di suscettibilità (drug susceptibility testing, Dst) mentre la Tb Xdr è stata rilevata nel 14% dei casi di Mdr testati per sensibilità ai farmaci di secondo livello. Tuttavia, questi dati sono incompleti, visto che solo l’80% dei casi confermati in laboratorio sono stati testati per la suscettibilità all’isoniazide e alla rifampicina e solo il 69% dei casi di Mdr-Tb rilevato sono stati testati per resistenza ai farmaci di seconda linea (Xdr-Tb).

 

Il 5% dei casi di Tb per cui era noto lo stato sierologico per l’Hiv presentavano una coinfezione Tb-Hiv. Infine, il trattamento è stato completato in 75% dei casi notificati nel 2011, il 34% dei casi di Mdr Tb notificati nel 2010 e nel 25% dei casi di Xdr Tb notificati nel 2009.

 

I progressi raggiunti verso l’eliminazione della Tb sono stati valutati attraverso 4 indicatori epidemiologici e 8 indicatori “core” definiti nel rapporto “Progressing towards Tb elimination: a follow-up to the Framework action plan to fight tuberculosis in the Eu” (pdf 1,9 Mb). Nessuno degli indicatori è stato raggiunto.

 

 

Nel mondo

Secondo quanto riportato nel rapporto dell’Oms “Global tubercolosis report 2014” (pdf 3,3 Mb), si stima che nel 2013 vi siano stati globalmente 9 milioni di casi incidenti di tubercolosi e 1,5 milioni di decessi, di cui 360 mila tra persone Hiv-positive. Dei 9 milioni di casi registrati, oltre la metà (56%) è stato riscontrato nel Sud-Est asiatico e nella Regione Oms del Pacifico occidentale, e un quarto nella Regione Africana (in cui vi è la più alta incidenza di casi e decessi in rapporto alla popolazione). India e Cina hanno segnalato, rispettivamente, il 24% e l’11% dei casi totali.

 

Circa il 60% di tutti i casi e decessi per Tb sono stati riscontrati nella popolazione maschile, tuttavia il carico di malattia tra le donne rimane comunque elevato: nel 2013, circa 510 mila donne sono decedute a causa della Tb e oltre un terzo di loro era Hiv-positiva. Inoltre, nel 2013 sono stati riscontrati 80 mila decessi per Tb tra bambini Hiv-negativi.

 

Circa il 13% (1,1 milioni di casi) dei 9 milioni di nuovi casi di Tb registrati nel 2013 si sono verificati tra persone Hiv-positive.

 

L’obiettivo del millennio (Millenium Development Goal) sulla Tb per il 2015, di fermare e invertirne l’incidenza, è stato raggiunto in tutte le 6 Regioni Oms e nella maggior parte dei 22 Paesi in cui la Tb ha elevata incidenza. Infatti, globalmente, l’incidenza della Tb è diminuita di circa l’1,5% per anno tra il 2000 e il 2013.

 

La mortalità e la prevalenza tra il 1990 e il 2013 sono diminuite, rispettivamente del 45% e del 41%. Servono maggiori progressi per raggiungere l’obiettivo di dimezzare la mortalità entro il 2015. Solo due delle sei Regioni Oms hanno raggiunto tutti i tre obiettivi per il 2015 (riduzione di incidenza, prevalenza e mortalità): la Regione delle Americhe e la Regione del Pacifico occidentale.

 

Risorse utili

 

Stampa

Ultimo aggiornamento giovedi 13 novembre 2014
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Viale Regina Elena, 299 - 00161 Roma - Tel 0649901
© - Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro è parzialmente sostenuto da risorse del CCM - Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità
Cnesps