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Coinfezione tubercolosi/Hiv

20 ottobre 2011 - Secondo quanto riporta il “Global tuberculosis control 2011” (pdf 4,1 Mb) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), si stima che 1,1 milioni di casi di tubercolosi verificatisi nel 2010 hanno riguardato persone Hiv positive. L’82% circa dei casi di Tbc in soggetti Hiv-positivi si sono verificati nella Regione africana. Nel 2009, circa 2,1 milioni di pazienti affetti da Tbc (pari al 34% dei casi notificati), erano consapevoli del loro stato sierologico nei confronti dell’Hiv, contro il 28% del 2009.

 

Tra le strategie proposte dal Global Plan to stop Tb 2011-2015 (pdf 2,5 Mb), si prevede anche di sottoporre al test dell’Hiv circa 30 milioni di pazienti affetti da tubercolosi, di trattare circa 4 milioni di pazienti Hiv-positivi affetti da Tbc sia con una terapia preventiva a base di cotrimoxazolo (Cpt) sia con una terapia antiretrovirale (Art) e fare il test della Tbc a circa 71 milioni di persone Hiv-positive.

 

Nel corso degli ultimi anni, sono stati fatti progressi nell'attuazione di interventi per ridurre il peso della tubercolosi in persone Hiv-positive. Nel 2008, il 22% dei pazienti affetti da tubercolosi sapeva di essere affetto da Hiv (nel 2007 era il 20%), compreso il 79% dei pazienti nella Regione europea, il 49% nella Regione delle Americhe e il 45% dei pazienti nella Regione africana. Inoltre, in 50 Paesi, di cui 11 africani, almeno il 75% dei pazienti affetti da tubercolosi conosceva il proprio status immunitario nei confronti dell’Hiv.

 

Anche se i numeri rappresentano ancora una piccola frazione del numero di persone che sa di essere Hiv-positiva e una frazione ancora più piccola del numero totale stimato di persone Hiv-positive in tutto il mondo, lo screening per la tubercolosi tra le persone affette da Hiv e la terapia preventiva con isoniazide ai soggetti in cui è stata esclusa la tubercolosi attiva sono più che raddoppiati tra il 2007 e il 2008. Il numero di soggetti Hiv-positivi sottoposti a screening per la tubercolosi è aumentato da 600 mila a 1,4 milioni e il numero di persone sottoposte a terapia preventiva con isoniazide è aumentato da meno di 30 mila nel 2007 a circa 50 mila nel 2008.

 

Secondo il rapporto congiunto Ecdc-Oms Europa sulla sorveglianza della tubercolosi, nella Regione europea dell’Oms, la percentuale di casi Hiv-positivi tra i casi incidenti di Tbc è aumentata passando da 3,0% nel 2008 a 3,9% nel 2009. Questo incremento è stato osservato principalmente nei Paesi non Ue/Eea dove la prevalenza è salita dal 3,0% nel 2008 a 4,2% nel 2009 (grazie all’aumentato impiego dei test dell’Hiv tra i casi di tbc). Nei Paesi Ue/Eea, invece, si osserva una diminuzione dal 3,1% del 2008 al 2,3% del 2009.

 

Nel 2006, nella Provincia del Sud Africa, KwaZulu-Natal, una epidemia di tubercolosi estremamente resistente (Xdr-Tb) uccise 52 persone su 53 nel giro di tre settimane, la maggior parte delle quali Hiv-positive. Diversi studi hanno rilevato alti livelli di mortalità tra le persone con Hiv e affette da Mdr-Tb ed Xdr-Tb. Tra questi, indagini condotte in Estonia, Lettonia e Moldavia hanno indicato che i malati di tubercolosi co-infettati con Hiv possedevano un rischio maggiore di sviluppare una tubercolosi multi-resistente rispetto ai pazienti affetti da tubercolosi senza infezione da Hiv. Risultati analoghi sono stati raggiunti dagli studi effettuati in Lituania, Ucraina e Mozambico.

 

Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se vi sia una sovrapposizione tra la tubercolosi multi-resistente e l'epidemia di Hiv in tutto il mondo.

 

 

(revisione a cura di Antonietta Filia - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps – Iss)

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 20 ottobre 2011
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