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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

Aspetti epidemiologici: coinfezione tubercolosi/Hiv

Revisione a cura di Antonietta Filia, Iss

 

22 marzo 2018 - Secondo quanto riporta il “Global tuberculosis report 2017” dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), si stima che il 10% dei 10,4 milioni di nuovi casi di tubercolosi (Tb) verificatisi nel 2016 sono stati notificati in persone Hiv positive (1,2 milioni di casi). La proporzione di casi di tubercolosi positivi all’Hiv è più elevata nella Regione Oms dell’Africa e supera il 50% in alcune zone del Sud Africa.

 

Il primo passo per ridurre l’impatto dei casi di Tb associati all’Hiv è offrire il test Hiv ai pazienti con Tb. Globalmente, nel 2016, il 75% dei pazienti con tubercolosi notificati conosceva il proprio stato sierologico nei confronti dell’Hiv. L’85% dei pazienti con coinfezione Hiv-Tb è stato sottoposto a terapia antiretrovirale. Nella Regione dell’Africa dove vive il 74% delle persone con confezione tubercolosi/Hiv, l’82% dei pazienti affetti da Tb notificati aveva documentazione relativa al risultato del test Hiv. In India, Kenya, Malawi, Mozambico, Namibia e Swaziland, oltre il 90% dei casi noti di Tb con infezione da Hiv, seguiva la terapia antiretrovirale.

Nel 2016, si sono verificati 400 mila decessi per Tb tra persone Hiv-positive.

 

L’accesso al trattamento preventivo per Tb nelle persone con infezione da Hiv deve essere ampliato. Nel 2016, 940.269 persone Hiv-positive hanno iniziato la terapia preventiva, inclusi 161.740 bambini sotto i 5 anni di età (solo il 13% delle persone eleggibili).

 

In Europa

Secondo il “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018” (pdf 16,4 Mb), pubblicato a marzo 2018, solo 40 Paesi della Regione europea dell’Oms hanno fornito dati di sorveglianza sulla coinfezione Tb/Hiv. In questi Paesi, 193.128 di 224.282 casi notificati (86,1%) hanno un risultato documentato dello stato Hiv, di cui 25.884 (13,4%) sono risultati Hiv positivi.

 

Tra i Paesi Ue/See, lo stato Hiv dei casi è stato riportato per 19.988 (69%) di 28.971 casi notificati in 20 Paesi. Di questi, 895 (4,5%) sono Hiv-positivi. La percentuale di casi Hiv-positivi è in progressivo calo dal 2012.

 

Qualche dato per l’Italia

Secondo i dati forniti dal Centro operativo Aids (Coa), dell’Istituto superiore di sanità, in Italia, dal 1993 si è osservato un aumento costante dei casi di Tb in pazienti con Aids, che sono passati dal 6,8% nel 1993 al 11% nel 2010. Dal 1993 al 2010 sono stati notificati 4075 casi di Tb in pazienti con Aids: il 34,1% sono stranieri; di questi poco più della metà proviene dall’Africa, mentre i restanti provengono prevalentemente dall’America del Sud e dall’Europa dell’Est. La proporzione di stranieri tra i casi di Aids con tubercolosi è aumentata nel tempo passando da 10,8% nel 1993 al 64,6% nel 2010. È aumentata nel tempo anche la quota di pazienti con Aids e tubercolosi che scopre di essere sieropositiva solo al momento della diagnosi di Aids, passando dal 28,5% nel 1996 al 74,3% nel 2010.

 

Secondo quanto riportato dall’Oms, nel 2013 in Italia sono stati notificati 890 casi di coinfezione Hiv-Tb, con un tasso di mortalità di 0,01 per 100.000 abitanti.

 

Secondo quanto riportato nel documento “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018” (pdf 16,4 Mb), pubblicato a marzo 2018, il numero stimato di casi di coinfezione Hiv-Tb in Italia nel 2016 è stato pari a 410.

 

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