Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

World Aids Day 2014

Revisione a cura del Centro operativo Aids, Coa, (Iss) e dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione (UO Rcf) (Iss)

 

4 dicembre 2014 - Come sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono 35 milioni le persone che all’inizio del 2013 vivevano con il virus dell’Hiv e 12,9 milioni quelle che alla fine dell’anno stavano ricevendo terapia antiretrovirale. L’Hiv continua a essere uno dei più importanti temi di sanità pubblica, avendo ad oggi mietuto oltre 39 milioni di vite.

 

Il World Aids Day 2014, celebrato in tutto il mondo il 1 dicembre, è stata un’occasione per focalizzare l’attenzione sulla reale possibilità di debellare l’epidemia globale di Aids entro il 2030 a condizione però di eliminare le disparità nell’accesso alla prevenzione, trattamento e cura dell’Hiv.

 

Molti i materiali usciti in questi giorni:

  • Dall’Oms, il supplemento alle linee guida pubblicate a giugno 2013 sul trattamento e la prevenzione dell’Hiv con farmaci antiretrovirali (Arv). Il nuovo documento dal titolo “Guidelines on post-exposure prophylaxis for Hiv and the use of co-trimoxazole prophylaxis for Hiv-related infections among adults, adolescents and children” (Linee guida sulla profilassi post-esposizione per l’Hiv e uso di cotrimoxazolo nella profilassi per le infezioni correlate all’Hiv negli adulti, adolescenti e bambini) tiene conto degli importanti progressi fatti nell’uso di farmaci Arv nella prevenzione dell’Hiv con approcci più semplici alla profilassi post-esposizione e semplificando le indicazioni nell’uso del cotrimoxazolo per prevenire infezioni opportunistiche, batteriche e malaria. Aggiornate sul sito Oms anche le fact sheet su Hiv/Aids.
  • L’European Centre for Disease Control and Prevention, Ecdc, e l’Oms-Europa pubblicano invece il report “Hiv/Aids surveillance in Europe 2013” che presenta i dati della sorveglianza relativi ai Paesi della Regione europea dell’Oms. Dal documento emerge che nel 2013 oltre 29 mila nuovi casi di infezione da Hiv sono stati diagnosticati nei Paesi Ue e in quelli dell’Area economica europea (Eea), con un tasso di 5,7 casi ogni 100 mila persone.
  • La rivista Eurosurveillance (Volume 19, Issue 47, 27 November 2014) pubblica un numero monografico (pdf 1 Mb) sull’Aids composto da: un editoriale “Death from Aids is preventable, so why are people still dying of Aids in Europe?”; una rapid communications “Ten years after Dublin: principal trends in Hiv surveillance in the Eu/Eea, 2004 to 2013”; e tre research articles “Continuous increase in Hiv-1 incidence after the year 2000 among men who have sex with men in Rome: insights from a 25-year retrospective cohort study”, “Trends in Hiv testing, prevalence among first-time testers, and incidence in most-at-risk populations in Spain: the Epi-Vih Study, 2000 to 2009”, “Hiv testing and counselling in Estonian prisons, 2012 to 2013: aims, processes and impacts”.
  • Dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), l’aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2013. Pubblicati nel Notiziario dell’Istituto superiore di sanità (volume 27-numero 9–supplemento 1–2014), i nuovi dati evidenziano un aumento delle diagnosi di Hiv tra i maschi che fanno sesso con maschi tra gli italiani e delle diagnosi tra eterosessuali tra gli stranieri. Stabile il numero delle nuove diagnosi di Hiv e dei casi di Aids che nel 2013 sono stati rispettivamente 3806 e 1016. In aumento l’età mediana della diagnosi di Hiv (39 anni per i maschi e 36 per le femmine). La classe d’età più colpita è quella dei 25-29 anni in cui si registra un tasso di incidenza di 15,6 nuovi casi ogni 100 mila residenti. Dal punto di vista della distribuzione geografica, nel 2013, le Regioni con l’incidenza più alta di diagnosi di Hiv sono state il Lazio, la Lombardia e il Piemonte mentre quella con l’incidenza più bassa è stata la Calabria. Tra le persone con una nuova diagnosi di Hiv, il 41,9% ha eseguito il test Hiv per la presenza di sintomi correlati, il 27,6% in seguito a un comportamento a rischio e il 15,1% per controlli specialistici legati alla riproduzione. Per maggiori informazioni consulta il Notiziario (pdf 5,4 Mb), le diapositive (pdf 658 kb) e il Primo Piano sul sito dell’Iss.
  • L’Unità operativa ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione (UO Rcf) dell’Iss, che gestisce il Servizio di counselling, anonimo e gratuito, “Telefono Verde Aids e Ist – 800.861.061” pubblica i principali dati sul periodo 1 gennaio-24 novembre 2014. Emerge che nei mesi considerati il Servizio ha risposto a oltre 12.500 telefonate, effettuate per l’86% da persone di sesso maschile. La classe di età che ha contattato il Telefono Verde Aids e Ist è quella di 20–39 anni (70,3%) mentre i gruppi di utenti che si sono rivolti più frequentemente al Servizio sono le persone eterosessuali (65,6%), nonché coloro i quali non hanno corso rischi (22,9%) e le persone omo-bisessuali (8,5%). Le aree tematiche affrontate nel colloquio specialistico di counselling riguardano per il 33,1% delle telefonate le vie di trasmissione dell’Hiv e per il 27,2% le modalità di accesso al test. Il Servizio – attivo dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 18.00 – si avvale di differenti specialisti (medici, psicologi, esperti della comunicazione) che rispondono in quattro lingue (italiano, inglese, francese e portoghese) e, due volte a settimana (il lunedì e il giovedì dalle 14.00 alle 18.00), di un consulente in materia legale. L’UO Rcf ha attivato e consolidato negli anni il network nazionale ReTe Aids (Rete Telefoni Aids), attualmente costituito da 18 Servizi di Hiv/Aids/Ist counselling telefonico, presenti in 8 Regioni italiane, che hanno condiviso i contenuti scientifici e la metodologia dell’intervento di counselling telefonico, nonché il sistema di raccolta dati. Anche il web è ormai una risorsa utilizzata attivamente dal Telefono Verde Aids e Ist che da luglio ha aperto il contatto Skype “uniticontrolaids” (pensato per gli utenti che non vivono in Italia). L’attività di counselling telefonico si integra con quella del sito, anche questo gestito dall’UO Rcf, uniticontrolaids.it che fornisce informazioni scientifiche, complete e aggiornate sull’Hiv, sull’Aids e sulle Infezioni sessualmente trasmesse (Ist). Per maggiori informazioni consulta il Primo Piano sul sito dell’Iss.

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