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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Giornata mondiale contro l’Aids 2013: non abbassiamo la guardia

Barbara Suligoi - direttore Centro operativo Aids (Coa), Istituto superiore di sanità

 

28 novembre 2013 - Diagnosticare per tempo le nuove infezioni e prevenire i comportamenti a rischio: sono questi i due messaggi principali rilanciati dalla sanità mondiale in occasione del World Aids Day, che ricorre ogni anno il 1 dicembre.

 

Infatti, nonostante a livello globale l’incidenza di Aids e il numero di decessi per anno continuino a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate, i dati dell’Oms ricordano che, nel 2012, ancora 35,3 milioni di persone convivevano con il virus e, alla fine dello stesso anno, erano 9,7 milioni i residenti in Paesi a basso e medio reddito a cui venivano somministrati farmaci antiretrovirali. Senza dimenticare i quasi 19 milioni di malati che, anche se considerati idonei a ricevere trattamento con antiretrovirali (secondo le linee guida pubblicate dall’Oms nel 2013), attualmente continuano a non avere accesso a questi farmaci.

 

Un dato ulteriormente allarmante è che, nel mondo, quasi un nuovo caso di infezione su sette, riportato nel 2012, è stato diagnosticato tra gli adolescenti di età compresa tra i 10 e i 19 anni (soprattutto ragazze), che vivono in aree geografiche dove l’Hiv è endemico e tra i ragazzi appartenenti a gruppi di popolazione considerati maggiormente a rischio di trasmissione (ad esempio per via sessuale e tramite l’uso di droghe per via iniettiva). E proprio per supportare i governi a definire migliori programmi di prevenzione, trattamento, cura indirizzati agli adolescenti che convivono con l’infezione da Hiv, l’Oms ha pubblicato un pacchetto di raccomandazioni costituito da un testo di orientamento “Guidance for Hiv testing and counselling and care for adolescents living with Hiv” e dal “Policy brief on Hiv testing and counselling and care for adolescents living with Hiv”.

 

La situazione nel “vecchio continente”

In Europa le infezioni da Hiv risultano abbastanza circoscritte tra i gruppi di popolazione considerati a maggior rischio: nei Paesi dell’Est sono più diffuse tra i consumatori di sostanze per via iniettiva, mentre nell’Europa occidentale il maggior numero di infezioni viene diagnosticato a seguito di rapporti sessuali non protetti.

 

Dunque, gli operatori sanitari possono e devono avere un ruolo centrale nella prevenzione e nella diagnosi precoce. Per esempio promuovendo il test per l’Hiv tra i pazienti a cui sono state diagnosticate altre infezioni sessualmente trasmesse o tra le donne in gravidanza.

 

Per l’edizione 2013 del World Aids Day, l’European Centre for Diseases Prevention and Control (Ecdc) ha lanciato la prima settimana europea dedicata al test Hiv (22-29 novembre 2013) che, veicolata dallo slogan “Talk Hiv, test Hiv” e dall’impegno di oltre 400 organizzazioni impegnate sul territorio, ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’importanza e l’efficacia del test.

 

E in Italia?

Secondo gli ultimi dati di sorveglianza sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e sui casi di Aids registrati in Italia – pubblicati dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Iss nel Notiziario Iss-Coa “Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2012” (pdf 2,6 Mb) – nel 2012 sono state effettuate 3853 nuove diagnosi di infezione da Hiv e il Coa ha ricevuto notifica di 715 nuove diagnosi di Aids.

 

Rispetto agli anni precedenti, il numero di segnalazioni è rimasto sostanzialmente invariato ma i dati evidenziano un progressivo aumento dell’età mediana alla diagnosi e un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva ma aumentano i casi attribuibili alla trasmissione per via sessuale. Inoltre, l’incidenza di Hiv tra gli stranieri è circa 4 volte più alta rispetto agli italiani.

 

Si conferma dunque anche in questo contesto, l’importanza del ruolo degli operatori nella prevenzione, sia proponendo attivamente l’effettuazione del test Hiv, sia prestando attenzione ad alcune patologie o sintomi che possono essere indicativi di una infezione Hiv non ancora riconosciuta (epatiti, infezioni sessualmente trasmesse, infezioni ricorrenti, dimagrimento rapido, alcune forme tumorali), sia promuovendo l’uso del condom come metodo di barriera per prevenire non solo l’Hiv ma anche le altre infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali.

 

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