Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Ultimi aggiornamenti

30/11/2017 - Giornata mondiale di lotta contro l’Aids 2017

È “Diritto alla salute” (Right to health) il tema dell’edizione 2017 del World Aids Day, celebrato globalmente ogni anno il 1 dicembre. Sono 36,7 milioni le persone che nel mondo convivono con una diagnosi di infezione da Hiv e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sottolinea l’importanza di raggiungere entro il 2030 una copertura sanitaria universale (come suggerito dai Sustainable Development Goals). Con lo slogan “Ognuno è importante” (Everybody counts) l’Oms promuove, per tutti coloro che ne hanno bisogno, un facile accesso a medicinali sicuri, efficaci, di qualità ed economicamente accessibili.

In Italia, per l’occasione il Centro Operativo Aids (Coa) dell’Iss ha pubblicato i dati aggiornati sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia (al 31 dicembre 2016) mentre il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TV AIDS e IST) - 800861061 dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale Comunicazione e Formazione dell’Istituto superiore di sanità (Iss) ha diffuso i risultati di un’indagine sulle caratteristiche e i comportamenti degli utenti di sesso maschile che hanno rapporti sessuali con altri uomini (Men Who have Sex with Men, Msm). I dati della survey sono stati presentati al Ministero della Salute il 27 novembre scorso durante il lancio della campagna di comunicazione su Aids e infezioni sessualmente trasmesse. Infine, durante la Giornata del 1 dicembre il Telefono Verde propone una serie di iniziative. Tra queste:

  • il prolungamento dell’orario di attività dalle ore 10.00 alle ore 18.00
  • la possibilità di parlare con un consulente in materia legale e la disponibilità di esperti che rispondono anche in lingua inglese e via web al contatto Skype uniticontrolaids
  • l’attivazione, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, di un indirizzo di posta elettronica dedicato ai non udenti
  • l’avvio di un’indagine telefonica ad hoc rivolta alle donne che contatteranno il servizio.

Va ricordato che il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse dell’Iss è un Servizio, anonimo e gratuito. Per approfondire consulta il Primo Piano sul sito dell’Iss.

 

16/11/2017 - Il Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids)

A distanza di più di 25 anni dalla emanazione della legge 135/90, che ha segnato l’indirizzo operativo della lotta all’Aids in Italia, la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sul “Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids)”. Il Piano, partendo dall’analisi dei mutamenti osservati negli anni in termini epidemiologici e rispetto alle realtà socio-assistenziali, propone interventi basati sulle evidenze scientifiche e definisce obiettivi in linea con quelli delle principali agenzie internazionali – come Unaids, Oms ed Ecdc – che puntano a debellare l’Aids entro il 2030. Il Pnaids ha preso forma attraverso un processo di coinvolgimento di istituzioni scientifiche e realtà della società civile: le Sezioni per la lotta all’Aids del Comitato tecnico sanitario (Cts), Istituto superiore di sanità (Iss), società scientifiche, associazioni di volontariato, università ed enti di ricerca e Ircss (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico). Leggi l’approfondimento a cura di Anna Luzi e Barbara Suligoi (Dipartimento malattie infettive, Iss) e consulta il testo completo del Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids) sancito il 26 ottobre 2017 (pdf 1 Mb).

 

5/10/2017 - Infezioni Hiv: pubblicato il nuovo studio di Ecdc

Secondo i dati riportati al Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc), tra il 2004 e il 2015, nei Paesi Ue/Eea, ci sono state oltre 312 mila nuove diagnosi di infezione da Hiv tra le persone di età compresa fra i 15 e i 49 anni e più di 54 mila tra gli adulti ultra 50enni. Lo riferisce uno studio condotto dall’Ecdc e pubblicato su The Lancet Hiv a settembre 2017. Dall’articolo emerge che, nel periodo esaminato, il tasso di nuovi casi di Hiv è aumentato del 2% ogni anno nelle persone con più di 50 anni mentre è rimasto stabile in quelle più giovani. Dal documento emerge, inoltre, che nel 63% delle diagnosi recenti di Hiv negli adulti con più di 50 anni l’infezione è stata diagnosticata in ritardo in fase già avanzata. I risultati della ricerca indicano che tra le persone con più di 50 anni è probabilmente diffusa una scarsa consapevolezza su questa infezione e sulle modalità di trasmissione. Gli autori, infine, sottolineano il persistere di problemi di accesso ai test in molti Paesi. Per approfondire consulta il comunicato stampa dell’Ecdc, e lo studio completo “New HIV diagnoses among older adults in 31 European countries: an analysis of surveillance data from 2004 to 2015” (pdf 836 kb) (qui il paper su The Lancet Hiv).

 

7/9/2017 - Strategie di prevenzione dell’infezione da Hiv e dell’Aids: la relazione al Parlamento

Nel 2015, in tutto il mondo sono state effettuate oltre 2 milioni di nuove diagnosi di infezione da Hiv, portando a 36,7 milioni il numero di persone che vivono con l’infezione. In Italia si osserva dal 2012 una lieve e costante diminuzione dell’incidenza, che pone il nostro Paese al 13mo posto rispetto agli altri Paesi dell’Europa occidentale. Sono alcuni dei dati che emergono dalla relazione Aids 2016 (inviata al Parlamento il 2 agosto 2017) che illustra: le attività svolte dal ministero della Salute nell’ambito dell’informazione, della prevenzione, dell’assistenza e della ricerca relativamente all’infezione da Hiv e all’Aids; le attività della Commissione nazionale per la lotta contro l’Aids; le attività svolte dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in particolare le iniziative in tema di sorveglianza dell’infezione da Hiv e dell’Aids, di ricerca bio-medica e psico-socio-comportamentale, di prevenzione attraverso un’informazione scientificamente corretta, aggiornata e personalizza erogata dal Servizio Nazionale di Hiv/Aids/Ist counselling “Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse – 800.861.061”, nonché attraverso un’informazione on line fornita dal sito istituzionale uniticontrolaids.it, entrambi i servizi sono collocati all’interno dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb) e visita il sito del ministero della Salute.

 

3/8/2017 - Prevenzione e controllo di Hiv e Ist: nuovi documenti on line

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno pubblicato nuovi documenti dedicati agli operatori impegnati nel campo dell’Hiv/Aids e delle infezioni a trasmissione sessuale (Ist).

Il rapporto “HIV drug resistance report 2017”, rilasciato dall’Oms a luglio 2017, sottolinea la seria problematica rappresentata dal trend crescente della resistenza ai farmaci per l’Hiv. Infatti, dai dati raccolti sulla base di survey nazionali emerge che, in 6 degli 11 Paesi presi in considerazione in Africa, Asia e America Latina, in oltre il 10% delle persone che hanno cominciato una terapia antiretrovirale è stato riscontrato un ceppo di Hiv resistente ad almeno uno dei farmaci più diffusi per il trattamento dell’infezione. Questa percentuale, sottolinea l’Oms, rappresenta una soglia di allerta e i Paesi che l’hanno raggiunta dovrebbero urgentemente rivedere i programmi di trattamento dell’infezione da Hiv, monitorando accuratamente i casi di resistenza farmacologica e incoraggiando le persone con l’infezione ad assumere i farmaci con regolarità (aderenza terapeutica).

Il technical report “Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people”, pubblicato dall’Ecdc a luglio 2017, è invece dedicato agli operatori sanitari che si occupano dei programmi di prevenzione delle Ist e dell’infezione da Hiv. Il documento è, infatti, un vero e proprio manuale per imparare a usare i social media come uno strumento di elezione nella prevenzione di queste malattie tra i giovani di 15-24 anni. Per approfondire consulta i documenti completi: “HIV drug resistance report 2017” e “Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people”.

 

22/6/2017 - Dall’Iss un vademecum per le persone sieropositive

Oltre 2 milioni di domande e circa 800 mila interventi di counselling telefonico: è il bilancio dei 30 anni di attività del “Telefono Verde Aids e Ist - 800861061” dell’Unità operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione dell’Istituto superiore di sanità. Per l’occasione l’Iss pubblica “La Bussola” un vademecum su aspetti sanitari e legali rivolto sia alle persone che hanno ricevuto una diagnosi di sieropositività, sia a chi desidera offrire al proprio caro un supporto concreto nell’affrontare i problemi della vita quotidiana. Per maggiori informazioni visita il sito Uniti contro l’Aids, scarica il Primo Piano Iss sui 30 anni del Telefono Verde e il documento completo “La Bussola” (pdf 2,6 Mb).

 

15/6/2017 - Trent’anni del Telefono Verde Aids e Ist

Il 20 giugno (dalle 17:30 alle 23:30), presso il Giardino dell’Istituto superiore di sanità (Iss), si svolge un evento straordinario “Musica, Arte e Spettacolo”. L’iniziativa, organizzata in occasione dei 30 anni di attività del servizio nazionale di Hiv/Aids/Ist counselling “Telefono Verde Aids e Ist 800861061”, si propone di veicolare un intervento di prevenzione delle Ist attraverso contaminazioni tra il mondo della scienza e quello dello spettacolo con interventi di ricercatori, artisti, istituzioni e cittadini. Per maggiori informazioni visita il sito Uniti contro l’Aids.

 

18/5/2017 - Infezione da Hiv e aspettativa di vita

L’impiego di nuovi trattamenti efficaci per combattere l’infezione da Hiv ha avvicinato l’aspettativa di vita dei giovani sieropositivi a quella dei coetanei sieronegativi: è quanto emerge dallo studio “Survival of HIV-positive patients starting antiretroviral therapy between 1996 and 2013: a collaborative analysis of cohort studies” pubblicato su The Lancet, e condotto su 88.500 persone sieropositive provenienti da Europa e Nord America (reclutate in 18 studi precedenti). Dall’analisi del tasso di mortalità nei primi tre anni di follow-up dall’inizio della terapia antiretrovirale è emerso che, a prescindere dal numero dei linfociti CD4, il numero di decessi tra chi aveva iniziato la terapia tra il 2008 e il 2010 era inferiore rispetto a quello registrato tra chi l’aveva iniziata nei tre trienni precedenti (1996-1999, 2000-2003, 2004-2007). Sulla base di queste osservazioni, gli scienziati hanno inoltre previsto che l’aspettativa media di vita per un ventenne Hiv-positivo che ha iniziato la terapia antiretrovirale dopo il 2008 (con una bassa carica virale dopo il primo anno di trattamento), è di 78 anni. Dati che secondo gli autori possono aiutare a ridurre lo stigma e la percezione di incurabilità associate all’infezione, motivare le persone a fare il test e incoraggiare chi è stato diagnosticato come Hiv-positivo ad assumere i farmaci. Per maggiori informazioni leggi l’articolo.

 

2/2/2017 - Lotta all’Hiv: la situazione in Europa

Nell’ambito del semestre di Presidenza maltese del consiglio dell’Unione europea è stata organizzata, in collaborazione con l’Ecdc, una conferenza sull’Hiv, finalizzata a discutere le strategie necessarie per raggiungere l’obiettivo di Unaids “Fast Track” che mira a raggiungere il traguardo - espresso nei Sustainable Development Goals – di eliminare globalmente l’Aids entro il 2030 (End Aids 2030). Per l’occasione l’Ecdc ha pubblicato un documento che raccoglie risultati e gap della strategia europea. Il testo illustra le modalità con cui i Paesi hanno affrontato l’epidemia nel 2016, in base agli impegni presi con la sottoscrizione della carta di Dublino sull’alleanza per combattere l’Aids in Europa e nell’Asia Centrale. I dati indicano che nei Paesi Ue/See i casi di infezione vengono trattati precocemente ed efficacemente (circa 9 pazienti Hiv positivi su 10 sono virologicamente soppressi), tuttavia 1 persona su 6 dell’Ue/See non ha ancora scoperto di essere sieropositiva, con evidenti conseguenze sul rischio di trasmettere l’infezione.

 


 

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