Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Ultimi aggiornamenti

3/8/2017 - Prevenzione e controllo di Hiv e Ist: nuovi documenti on line

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno pubblicato nuovi documenti dedicati agli operatori impegnati nel campo dell’Hiv/Aids e delle infezioni a trasmissione sessuale (Ist).

Il rapporto “HIV drug resistance report 2017”, rilasciato dall’Oms a luglio 2017, sottolinea la seria problematica rappresentata dal trend crescente della resistenza ai farmaci per l’Hiv. Infatti, dai dati raccolti sulla base di survey nazionali emerge che, in 6 degli 11 Paesi presi in considerazione in Africa, Asia e America Latina, in oltre il 10% delle persone che hanno cominciato una terapia antiretrovirale è stato riscontrato un ceppo di Hiv resistente ad almeno uno dei farmaci più diffusi per il trattamento dell’infezione. Questa percentuale, sottolinea l’Oms, rappresenta una soglia di allerta e i Paesi che l’hanno raggiunta dovrebbero urgentemente rivedere i programmi di trattamento dell’infezione da Hiv, monitorando accuratamente i casi di resistenza farmacologica e incoraggiando le persone con l’infezione ad assumere i farmaci con regolarità (aderenza terapeutica).

Il technical report “Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people”, pubblicato dall’Ecdc a luglio 2017, è invece dedicato agli operatori sanitari che si occupano dei programmi di prevenzione delle Ist e dell’infezione da Hiv. Il documento è, infatti, un vero e proprio manuale per imparare a usare i social media come uno strumento di elezione nella prevenzione di queste malattie tra i giovani di 15-24 anni. Per approfondire consulta i documenti completi: “HIV drug resistance report 2017” e “Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people”.

 

22/6/2017 - Dall’Iss un vademecum per le persone sieropositive

Oltre 2 milioni di domande e circa 800 mila interventi di counselling telefonico: è il bilancio dei 30 anni di attività del “Telefono Verde Aids e Ist - 800861061” dell’Unità operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione dell’Istituto superiore di sanità. Per l’occasione l’Iss pubblica “La Bussola” un vademecum su aspetti sanitari e legali rivolto sia alle persone che hanno ricevuto una diagnosi di sieropositività, sia a chi desidera offrire al proprio caro un supporto concreto nell’affrontare i problemi della vita quotidiana. Per maggiori informazioni visita il sito Uniti contro l’Aids, scarica il Primo Piano Iss sui 30 anni del Telefono Verde e il documento completo “La Bussola” (pdf 2,6 Mb).

 

15/6/2017 - Trent’anni del Telefono Verde Aids e Ist

Il 20 giugno (dalle 17:30 alle 23:30), presso il Giardino dell’Istituto superiore di sanità (Iss), si svolge un evento straordinario “Musica, Arte e Spettacolo”. L’iniziativa, organizzata in occasione dei 30 anni di attività del servizio nazionale di Hiv/Aids/Ist counselling “Telefono Verde Aids e Ist 800861061”, si propone di veicolare un intervento di prevenzione delle Ist attraverso contaminazioni tra il mondo della scienza e quello dello spettacolo con interventi di ricercatori, artisti, istituzioni e cittadini. Per maggiori informazioni visita il sito Uniti contro l’Aids.

 

18/5/2017 - Infezione da Hiv e aspettativa di vita

L’impiego di nuovi trattamenti efficaci per combattere l’infezione da Hiv ha avvicinato l’aspettativa di vita dei giovani sieropositivi a quella dei coetanei sieronegativi: è quanto emerge dallo studio “Survival of HIV-positive patients starting antiretroviral therapy between 1996 and 2013: a collaborative analysis of cohort studies” pubblicato su The Lancet, e condotto su 88.500 persone sieropositive provenienti da Europa e Nord America (reclutate in 18 studi precedenti). Dall’analisi del tasso di mortalità nei primi tre anni di follow-up dall’inizio della terapia antiretrovirale è emerso che, a prescindere dal numero dei linfociti CD4, il numero di decessi tra chi aveva iniziato la terapia tra il 2008 e il 2010 era inferiore rispetto a quello registrato tra chi l’aveva iniziata nei tre trienni precedenti (1996-1999, 2000-2003, 2004-2007). Sulla base di queste osservazioni, gli scienziati hanno inoltre previsto che l’aspettativa media di vita per un ventenne Hiv-positivo che ha iniziato la terapia antiretrovirale dopo il 2008 (con una bassa carica virale dopo il primo anno di trattamento), è di 78 anni. Dati che secondo gli autori possono aiutare a ridurre lo stigma e la percezione di incurabilità associate all’infezione, motivare le persone a fare il test e incoraggiare chi è stato diagnosticato come Hiv-positivo ad assumere i farmaci. Per maggiori informazioni leggi l’articolo.

 

2/2/2017 - Lotta all’Hiv: la situazione in Europa

Nell’ambito del semestre di Presidenza maltese del consiglio dell’Unione europea è stata organizzata, in collaborazione con l’Ecdc, una conferenza sull’Hiv, finalizzata a discutere le strategie necessarie per raggiungere l’obiettivo di Unaids “Fast Track” che mira a raggiungere il traguardo - espresso nei Sustainable Development Goals – di eliminare globalmente l’Aids entro il 2030 (End Aids 2030). Per l’occasione l’Ecdc ha pubblicato un documento che raccoglie risultati e gap della strategia europea. Il testo illustra le modalità con cui i Paesi hanno affrontato l’epidemia nel 2016, in base agli impegni presi con la sottoscrizione della carta di Dublino sull’alleanza per combattere l’Aids in Europa e nell’Asia Centrale. I dati indicano che nei Paesi Ue/See i casi di infezione vengono trattati precocemente ed efficacemente (circa 9 pazienti Hiv positivi su 10 sono virologicamente soppressi), tuttavia 1 persona su 6 dell’Ue/See non ha ancora scoperto di essere sieropositiva, con evidenti conseguenze sul rischio di trasmettere l’infezione.

 


 

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