Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Archivio 2013

(19 dicembre 2013) Modena: on line il rapporto provinciale 2013 sull’infezione da Hiv

L’Osservatorio epidemiologico sull’infezione da Hiv della provincia di Modena effettua la sorveglianza mediante la notifica delle nuove diagnosi di infezione nelle persone adulte (età superiore a 17 anni). Questo servizio ha permesso di seguirne l’andamento nel tempo e delineare le caratteristiche delle persone coinvolte. Dai dati emerge che il tasso di incidenza negli uomini si è fortemente ridotto fino all’inizio degli anni 2000 mentre quello delle donne è rimasto stabile fin dai primi anni ‘90. È quanto emerge dal rapporto “Osservatorio provinciale sull’infezione da Hiv. Edizione 2013”, pubblicato a dicembre 2013 dalla Regione Emilia-Romagna. Dai dati, risulta evidente un progressivo incremento del numero delle nuove infezioni trasmesse attraverso rapporti eterosessuali non protetti, con evidenti oscillazioni negli ultimi anni, fino a stabilizzarsi nell’ultimo decennio intorno a un valore di 39 all’anno. I dati sul ritardo nella diagnosi (1 persona su 2 scopre di avere contratto il virus Hiv tardi) ricordano l'esigenza di informazione attivamente la popolazione sui rischi e facilitare l'accesso al test.

 

(12 dicembre 2013) L’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna al 31 dicembre 2012 

Nel periodo 2006-2012, in Regione, sono state notificate 3109 nuove diagnosi di infezione da Hiv (di cui 2705 tra residenti), con un’incidenza annua pari a 8,9 casi per 100.000 abitanti residenti. Sono alcuni dei dati pubblicati a dicembre 2013 dal Servizio sanità pubblica - Assessorato Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna. Le persone sieropositive osservate nel periodo 2006-2012 sono prevalentemente: maschi (72,5%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (34,5%) e di nazionalità italiana (70,7%). La modalità di trasmissione principale risulta nell’89% dei casi quella sessuale. Per approfondire leggi il rapporto completo “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia al 31/12/2012” (pdf 3,3 Mb).

 

(5 dicembre 2013) Giornata mondiale contro l’Aids 2013: i materiali

In occasione della Giornata (1 dicembre), sono stati pubblicati gli ultimi dati disponibili sulla diffusione del virus Hiv. EpiCentro aggiorna le pagine dedicate agli aspetti epidemiologici in Italia, Europa e mondo. Il ministero della Salute ha inoltre pubblicato l’aggiornamento 2013 delle “Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da Hiv-1” (pdf 2,2 Mb), con l’obiettivo di fornire elementi di guida sia per la prescrizione della terapia antiretrovirale di combinazione (cART) sia per la gestione complessiva dei pazienti Hiv-positivi. Il numero di Eurosurveillance (pdf 1,61 Mb) (Volume 18, Issue 48, 28 November 2013) è dedicato al tema e fornisce una panoramica europea sulle nuove diagnosi di Hiv tra i gruppi a rischio e la prevenzione dell’infezione attraverso la terapia antiretrovirale.

 

(28 novembre 2013) World Aids Day 2013

Diagnosticare per tempo le nuove infezioni e prevenire i comportamenti a rischio: sono questi i due messaggi principali rilanciati dalla sanità mondiale in occasione del World Aids Day, che ricorre ogni anno il 1 dicembre. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento a cura di Barbara Suligoi (Coa-Iss), consulta il notiziario Iss-Coa con i dati sulla diffusione del virus in Italia al 31 dicembre 2012, scarica le linee guida Oms per gestire la diffusione del virus tra gli adolescenti: “Guidance for Hiv testing and counselling and care for adolescents living with Hiv” e dal “Policy brief on Hiv testing and counselling and care for adolescents living with Hiv”, e visita le pagine del sito Ecdc dedicate alla prima settimana europea dedicata al test Hiv.

 

(28 novembre 2013) Oms e violenza sulle donne una guida e 16 “fatti”

Numerose ricerche documentano la correlazione tra l’Hiv e la violenza di genere, sia come fattore di rischio per la diffusione dell’infezione, sia come conseguenza alla diagnosi di infezione. La violenza di genere, sia di tipo fisico che sessuale, viene approfondita nel documento dell’Oms “16 Ideas for addressing violence against women in the context of the Hiv epidemic” (pdf 2,3 Mb) pubblicato a novembre 2013 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre). Per approfondire leggi anche le fact sheet Oms sull’argomento, aggiornate a ottobre 2013.

 

(5 settembre 2013) Ecdc: nuovi dati sulla diffusione dell’Hiv tra i migranti

Le infezioni da Hiv registrate tra i migranti residenti nei Paesi dell’Unione europea e dell’Area economica europea, variano dal 2% tra i migranti dell’Africa sub Sahariana che risiedono in Svizzera, al 62% degli uomini che fanno sesso con gli uomini di origine caraibica residenti nel Regno Unito. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Ecdc “Migrant health: Sexual transmission of Hiv within migrant groups in the Eu/Eea and implications for effective interventions” (pdf 1,3 Mb). Il testo, che analizza i dati di letteratura presenti in 26 studi, è rivolto ai decisori politici nazionali e mira al potenziamento dei sistemi di sorveglianza per la riduzione della trasmissione del virus tra i gruppi a rischio. Dal report emerge inoltre l’eterogenicità dei dati sulle nuove diagnosi tra i migranti nel 2011: 75% in Svezia e meno del 5% in Polonia, Lituania ed Estonia.

 

(18 luglio 2013) Novità sulla prevenzione dell’Hiv

Dall’Oms arrivano le nuove linee guida al trattamento e la prevenzione dell’Hiv. Le raccomandazioni, contenute nel rapporto “Consolidated guidelines on the use of antiretroviral drugs for treating and preventing Hiv infection” (pubblicato a giugno 2013), mirano alla prevenzione di circa 3,5 milioni di nuovi casi entro il 2025 grazie a un uso precoce della terapia antiretrovirale (Art). L’evidenza scientifica indica infatti che questi farmaci aiutano le persone con Hiv a vivere più a lungo e più in salute, riducendo anche il rischio di trasmissione del virus Hiv ad altri. Per maggiori informazioni leggi il comunicato Oms.

 

(30 maggio 2013) Hiv in Europa: i dati Ecdc

L’Ecdc ha reso disponibili al pubblico alcuni report sulle azioni intraprese dai Paesi europei per contrastare la diffusione del virus Hiv a seguito della “Dublin Declaration on Partnership to Fight Hiv/Aids in Europe and Central Asia”, sottoscritta a febbraio 2004 da 53 Paesi della Regione europea dell’Oms. Il quadro che emerge mostra che, nel complesso, la risposta politica è stata molto forte. Permangono tuttavia delle differenze interne al continente: alcuni Stati focalizzano gli sforzi e le risorse sugli interventi a favore dei gruppi a rischio, come chi fa uso di droghe per via iniettiva (injecting drugs user, Idu) e i maschi che fanno sesso coni maschi (men who have sex with men, Msn). Molti Paesi segnalano inoltre che le fasce più vulnerabili della popolazione hanno difficoltà ad accedere ai trattamenti farmacologici. Per maggiori informazioni leggi lo special report “Thematic report: Leadership and resources in the Hiv response” (pdf 2,1 Mb), leggi il comunicato stampa (pdf 447 kb) e visita il sito dell’Ecdc.

 

(14 febbraio 2013) Dall’Ecdc nuovi materiali sull’Hiv

Durante i lavori della “XIX International Aids Conference” (luglio 2012), si è svolta la sessione satellite “Responses to Hiv and migration in western industrialized countries: current challenges, promising practices, future directions”. L’incontro si è focalizzato sulla salute della popolazione migrante e sulle aree di azione identificate dalla “Global Consultation on Migrant Health” (Madrid, marzo 2010): sorvegliare l’incidenza dell’Hiv tra la popolazione migrante, prevenire la diffusione del virus tra le fasce più a rischio e migliorare l’accesso alle cure. Per maggiori informazioni leggi il meeting report “Global Consultation on Migrant Health” pubblicato dall’Ecdc a gennaio 2013. È invece incentrato sul focolaio di Hiv tra le persone che utilizzano droghe iniettabili ad Atene il mission report Ecdc “Joint technical mission: Hiv in Greece” (pdf 1,5 Mb), pubblicato a gennaio 2013. Il documento sottolinea l’importanza del fenomeno, individua interventi a breve e lungo termine e costituisce una base di riflessione e di allerta sul rischio di una nuova riemergenza dell’Hiv tra i tossicodipendenti, anche nel nostro Paese.

 

(14 febbraio 2013) Infezioni da Hiv nella Regione Abruzzo negli anni 2006-2011

I centri clinici di malattie infettive di Teramo, L’Aquila, Avezzano, Pescara, Chieti e Vasto, incaricati di segnalare i nuovi casi di sieropositività in Regione, nel periodo 2006-2011, hanno riferito 253 nuovi casi di infezione Hiv, di cui 211 tra residenti in Abruzzo. Tra questi ultimi, il 22% sono cittadini stranieri e il 25% donne. L’età mediana della diagnosi è 33 anni per le donne 41 anni per gli uomini. L’analisi dei fattori di rischio rivela che nel 91% dei casi l’infezione è causata da comportamenti sessuali a rischio (eterosessuali e omosessuali) e solo per il 4% legata all’uso di droghe per via iniettiva. A causa della frequente trasmissione sessuale del virus, il 30% dei casi presenta coinfezioni da patologie come Hbv, Hcv, Hpv e sifilide. Inoltre appare molto importante il fenomeno dei late presenters, persone che arrivano alla diagnosi con bassi livelli di linfociti Cd4 e/o un quadro di Aids conclamato. Il 39% dei pazienti a cui viene riferita una diagnosi di sieropositività ha infatti valori inferiori a 200 Cd4 per μl e il 16% una concentrazione compresa tra i 200 e 349 Cd 4 per μl. Per maggiori informazioni scarica il report “Epidemiologia delle infezioni da Hiv nella Regione Abruzzo negli anni 2006-2011” (pdf 472 kb), presentato a novembre 2012.

 

(13 dicembre 2012) Hiv e Aids in Europa: i nuovi dati epidemiologici

Secondo il rapporto “Hiv/Aids surveillance in Europe 2011” (pdf 5,1 Mb), pubblicato a dicembre 2012 dall’Ecdc e dall’Ufficio europeo dell’Oms, il numero di persone sieropositive in Europa è in aumento e l’Hiv è presente soprattutto in alcuni gruppi come i maschi che fanno sesso con i maschi (men who have sex with men, Msm), gli utilizzatori di droghe iniettabili (injecting drug users, Idu) e le persone originarie di Paesi in cui l’infezione da virus Hiv è elevata (Africa sub-sahariana). I dati su Ue ed Eea (European Economic Area), disponibili nell’articolo “Hiv and Aids in the European Union, 2011” pubblicato su Eurosurveillance (volume 17, issue 48, 29 november 2012), segnalano un totale di 28.038 nuove diagnosi di Hiv nel 2011. Per maggiori informazioni consulta la pagina sull’epidemiologia in Europa, scarica il documento Ecdc-Oms Europa (pdf 5,1 Mb) e leggi l’articolo su Eurosurveillance.

 

(6 dicembre 2012) Giornata mondiale contro l’Aids 2012: i materiali

Prosegue la pubblicazione dei materiali sulla Giornata mondiale contro l’Aids, celebrata in tutto il mondo il 1 dicembre con lo slogan “Getting to zero: zero new Hiv infections. Zero discrimination. Zero Aids related deaths”. In Italia, il Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità ha diffuso i nuovi dati sull’epidemiologia dell’Hiv/Aids nel nostro Paese attraverso la pubblicazione di un commento (pdf 16 kb) e delle diapositive (pdf 1 Mb). Per maggiori informazioni consulta la pagina sull’epidemiologia in Italia.

 

(29 novembre 2012) Giornata mondiale contro l’Aids 2012

Come ogni anno, il primo dicembre ricorre il World Aids Day, la giornata mondiale contro l’Aids, un momento di discussione collettivo attorno a questo tema e finalizzato all’aumento della consapevolezza tra la popolazione, all’analisi dei dati sulla diffusione dell’epidemia e alla valutazione dei risultati delle azioni intraprese per contrastarla. Dai dati presentati nel rapporto annuale “UnAids report on the global Aids epidemic - 2012” (pdf 1,5 Mb), pubblicato a novembre 2012, emerge una riduzione di oltre 700 mila casi di nuove infezioni da Hiv registrate nel 2011 rispetto al 2001: un risultato per la prevenzione di questa infezione che appare evidente anche dai dati sull’Africa in cui, negli ultimi sei anni, la mortalità per Aids è diminuita di un terzo. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento e, dal 30 novembre, consulta i dati italiani aggiornati sul sito del Coa.

 

(26 luglio 2012) Aggiornamento delle linee guida sull'utilizzo degli antiretrovirali

A luglio 2012, la Commissione nazionale per la lotta contro l’Aids ha approvato l’aggiornamento delle “Linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da Hiv-1” (pdf 10,8 Mb), realizzato, per incarico del ministero della Salute, dal Centro nazionale Aids dell’Iss, con il contributo dell’Hiv/Aids Italian expert panel. Il documento fornisce raccomandazioni specifiche sulla prescrizione della terapia antiretrovirale agli infettivologi e a tutti gli specialisti che si occupano dei pazienti con Hiv-1, e rappresenta un punto di riferimento per tutti i soggetti, istituzionali e no, coinvolti nella lotta all’Aids. Il documento affronta il problema di quando e come iniziare la terapia farmacologica, approfondisce vari metodi di diagnostica virologica e immunologica e diffonde nuove osservazioni relative all’uso dei farmaci, anche rispetto la gestione del fallimento terapeutico. Nella seconda parte, esamina le patologie infettive e non infettive associate all’infezione da Hiv e si sofferma su particolari popolazioni e condizioni (gli anziani, le donne, gli immigrati, i bambini, le donne gravide, i detenuti, i trapiantati) cui porre particolare attenzione. Nell’ultima parte sono state aggiunte indicazioni sulle vaccinazioni nei soggetti con HIViv/Aids.

 

(7 giugno 2012) Valutazione del trattamento per l’Hiv come metodo di prevenzione

Nonostante gli sforzi dedicati alla prevenzione, nel 2010 nei Paesi dell’Unione europea e dell’Area economica europea (Eea), a oltre 27 mila persone è stata diagnosticata infezione da Hiv. In questo scenario, a giugno 2012, l’Ecdc pubblica il report “Evaluating Hiv treatment as prevention in the European context” (pdf 1,5 Mb) fornendo evidenze relative agli effetti (a livello di popolazione e individuale) sull’uso dei trattamenti antiretrovirali per prevenire le infezioni da Hiv e collegando queste evidenze alle attuali linee guida sul trattamento dell’Hiv. Nel report si afferma che il trattamento antiretrovirale ha benefici ben documentati nella riduzione della trasmissione del virus e, in particolare, ha avuto un impatto significativo nella diminuzione del passaggio tra madri Hiv positive e figli. Tuttavia, una politica che utilizzi il trattamento come metodo preventivo non può essere applicata a tutte le persone a cui è diagnosticato l’Hiv senza capire prima se ci possano essere benefici a livello individuale.

 

(31 maggio 2012) L’Oms Europa pubblica i profili nazionali del 2010

Nel 2010, nella Regione europea dell’Oms, circa 2,3 milioni di persone hanno contratto il virus Hiv, di cui 1,5 milioni residenti nell’Europa orientale e nell'Asia centrale. I dati disponibili indicano che il numero di persone contagiate è globalmente in calo mentre Europa orientale e Asia centrale mostrano un aumento, rispetto al 2001, del 250%. Sono alcuni dei dati che emergono dal documento “Hiv country profiles: situation across Europe” pubblicato dall’Oms a maggio 2012. I profili nazionali disponibili mostrano tassi di infezione variabili da 0,2 nuovi casi per 100.000 abitanti in Bosnia-Erzegovina e Macedonia, a 44,1 casi per 100.000 abitanti in Russia. Inoltre, le stime presentate nel profilo sull’Italia sulle persone viventi con l’infezione da Hiv, confermano quelle già pubblicate dal Centro operativo Aids (Coa), dell’Istituto superiore di sanità. Per maggiori informazioni visita le pagine del sito Oms Europa dedicate ai profili nazionali.

 

(24 maggio 2012) Dall’Ecdc un nuovo documento su Hiv e droghe per via iniettiva

Nel 2011, Grecia e Romania sono state al centro di un Rapid risk assessment dell’Ecdc a causa dell’aumento dei casi di infezione da virus Hiv tra chi utilizza droghe per via iniettiva. A distanza di alcuni mesi, l’Ecdc e l’Emcdda hanno organizzato il meeting “Detecting and responding to outbreaks of Hiv among people who inject drugs: best practices in Hiv prevention and control” (Tallin, 29-30 marzo 2012). L’obiettivo di questo incontro è stata la definizione di una piattaforma di scambio delle informazioni tra i Paesi europei al fine di supportare Grecia e Romania nella risposta all’epidemia in corso e aumentare le capacità dei singoli Stati di prevenire le infezioni da Hiv tra questa fascia di popolazione. Per maggiori informazioni consulta il documento completo.

 

(17 maggio 2012) In un rapporto Istisan, la normativa italiana su Hiv, Aids e Ist

Una guida che comprende le principali disposizioni legislative, regolamentari e amministrative per coloro che sono direttamente o indirettamente coinvolti nel Hiv/Aids e nelle Ist: è il nuovo rapporto Istisan “La normativa italiana in materia di Hiv, Aids e Infezioni sessualmente trasmesse (Ist)”, pubblicato a maggio 2012, frutto della collaborazione tra l’Unità Operativa ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione (UO rcf) e il Centro operativo Aids (Coa), dell’Istituto superiore di sanità. La prima parte del documento riguarda la legislazione in materia di infezione da Hiv e Aids, la seconda parte affronta il quadro legislativo sulle Ist. Ognuna delle due parti presenta lo scenario epidemiologico e una trattazione dettagliata degli elementi normativi, giurisprudenziali e deontologici concernenti tali infezioni. Per maggiori informazioni, visita il sito Iss e scarica il documento completo (pdf 1,6 Mb).

 

(3 maggio 2012) Dall’Oms un report sulla prevenzione dell’Aids tra le coppie

La maggior parte delle persone che vive una relazione stabile non conosce il proprio sierostato Hiv e neanche quello del partner: è quanto emerge dalla guida Oms “Guidance on couples Hiv testing and counselling including antiretroviral therapy for treatment and prevention in serodiscordant couples” (pdf 560 kb) pubblicata ad aprile 2012. I dati disponibili indicano la necessità di proporre il test Hiv alle coppie, soprattutto quelle che vogliono intraprendere una gravidanza, perché la conoscenza precoce dello stato di sieropositività Hiv comporta notevoli benefici per l’adulto (in termini di sopravvivenza, qualità della vita e trasmissibilità del virus) e per il neonato nato da madre Hiv positiva. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 560 kb).

 

(19 aprile 2012) Ecdc: stato dell’arte dell’European Commision Communication 2009-2013 e Action Plan

Ridurre il numero delle nuove infezioni da Hiv in Europa entro il 2013, migliorare l’accesso a cura, trattamento e prevenzione, e migliorare la qualità di vita delle persone che vivono  con l’Hiv e con l’Aids: sono i punti principali del documento “Monitoring implementation of the European Commission Communication and Action Plan for combating Hiv/Aids in the European union and neighbouring countries, 2009–2013” pubblicato nel mese di aprile 2012 dall’Ecdc. Per maggiori informazioni leggi il commento di Laura Camoni (Coa, Iss) e scarica il documento completo (pdf 3,4 Mb).

 

(5 aprile 2012) Rapporto Istisan: risultati da un progetto di ricerca ministeriale

Pubblicati, sul Rapporto Istisan 11/41 i risultati del “Progetto di ricerca per l’individuazione e la sperimentazione di modelli di intervento atti a migliorare l’adesione al test di screening Hiv attraverso il contributo delle Associazioni facenti parte della Consulta per la lotta contro l’Aids” (pdf 3,2 Mb), promosso e finanziato dal ministero della Salute per individuare percorsi in grado di migliorare l’accesso ai servizi di screening Hiv e sperimentare modelli di intervento efficaci. Il progetto, di durata biennale, è stato realizzato in collaborazione con la Consulta delle Associazioni per la Lotta contro l’Aids (Caa) e si è avvalso della responsabilità scientifica e del coordinamento dell’Iss. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 3,2 Mb).

 

(22 marzo 2012) Telefono verde Aids e Ist: 24 anni di attività

La consulenza di un legale due volte a settimana e la presenza di operatori qualificati (psicologi, esperti in comunicazione, legali e medici) che parlano italiano, inglese, francese e portoghese sono i due nuovi punti di forza del Telefono verde Aids e Ist dell’Iss (800 861061). Il servizio di counselling telefonico, che si colloca all’interno dell’Unità operativa ricerca psico-socio comportamentale, comunicazione, formazione (Uo Rcf), in oltre 24 anni di attività ha ricevuto un totale di 689.969 telefonate, effettuate per il 74,2% da persone di sesso maschile, con una distribuzione geografica che predilige il Nord (46,6%), seguito dal Centro (28,4%), dal Sud (17,9%), dalle Isole (6,3%). Per maggiori informazioni visita il sito dell’Uo Rcf.

 

(22 marzo 2012) Dall’Oms la nuova guida sul controllo congiunto di Tbc e Hiv

Fornire ai Paesi membri linee guida su come mettere in atto e aumentare la portata dei progetti esistenti sulle attività di collaborazione tra i servizi sanitari deputati al controllo di b e Hiv: è lo scopo del nuovo documento Oms documento “Who policy on collaborative Tb/Hiv activities: guidelines for national programmes and other stakeholders” che aggiorna la precedente versione del 2004. Dal documento emerge che le persone sieropositive sottoposte al controllo per la Tb sono cresciute di 12 volte passando da circa 200 mila nel 2004 a oltre 2,3 milioni nel 2010, mentre persone con Tb che hanno effettuato il test Hiv sono cresciute di 5 volte, aumentando da 470 mila nel 2004 a oltre 2,2 milioni (2010). Leggi l’approfondimento a cura di Antonietta Filia (Cnesps, Iss), Barbara Suligoi e Laura Camoni (Coa, Iss). Leggi anche l’approfondimento sul World Tb Day 2012.

 

(9 febbraio 2012) La prevenzione non ha età

Al crescere dell’età non bisogna abbassare la guardia: il senso di sicurezza dato dall’esperienza e la mancanza di percezione del rischio sono tra le cause della diffusione, delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) tra gli adulti ultracinquantenni, registrata negli ultimi anni. Secondo quanto osservato dalla sorveglianza Iss sulle infezioni da Hiv/Aids e sulle Ist portata avanti dal Centro operativo Aids (Coa), le Ist stanno infatti aumentando proprio nella fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni, dove si registra un incremento dell’incidenza anche di 10 volte. Leggi la riflessione di Barbara Suligoi (Centro operativo Aids, Iss).

 

(19 gennaio 2012) Ecdc-Oedt: rapid risk assessment su Hiv e droghe iniettabili in Europa

Grecia e Romania, due Paesi appartenenti all’Ue e all’Eea (European economic area), hanno segnalato, nel 2011, un aumento dei casi di infezione da Hiv tra chi utilizza droghe per via iniettiva. Per questo motivo, a novembre 2011, la Commissione europea ha chiesto al Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) e all'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) di condurre un’inchiesta per verificare la presenza di un simile aumento anche in altri Paesi. I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei Paesi europei non ha riportato variazioni del tasso di Hiv o della prevalenza di Hiv tra chi utilizza droghe per via iniettiva, tuttavia sono stati documentati aumenti in sei Paesi. Inoltre, gli indicatori di rischio per i tossicodipendenti iniettivi e i pochi interventi di prevenzione mostrano un potenziale rischio di aumento della trasmissione del virus Hiv. Leggi il risk assessmentJoint Emcdda and Ecdc rapid risk assessment Hiv in injecting drug users in the Eu/Eea, following a reported increase of cases in Greece and Romania”.

 

 


 

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