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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

sindrome alcolico fetale

Giornata mondiale sulla Sindrome feto-alcolica e i disturbi correlati 2016

Emanuele Scafato – Osservatorio nazionale alcol (Ona), Iss

 

9 settembre 2016 - Nella Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il consumo di alcol tra le donne in età fertile è un fenomeno comune e, nonostante molte di queste smettano di bere alcolici quando sanno di essere incinta, alcune continuano anche durante la gravidanza (in particolare quando la gestazione non è programmata).

 

La letteratura scientifica internazionale, infatti, mostra che una percentuale variabile delle donne europee in gravidanza (dal 6% della Svezia alll’82% dell’Irlanda) continua a consumare alcol nonostante sia a conoscenza degli effetti nocivi che provoca sulla salute del nascituro (a livello cerebrale e sui tessuti in quanto interferisce sui normali processi di sviluppo fisico e intellettivo).

 

Per aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’alcol in gravidanza, il 9 settembre è stata dichiarata la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome feto-alcolica e i disturbi correlati (Fasd, International Fetal Alcohol Spectrum Disorders). L’iniziativa – patrocinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e di cui è Ambassador per la campagna “Too Young To Drink” insieme al ministero della Salute – mira a sottolineare l’importante ruolo dei servizi sanitari nel fornire una corretta informazione e indicazioni per il trattamento.

 

Ciò è in linea con l’approccio della nuova pubblicazione dell’Oms Europa “Prevention of harm caused by alcohol exposure in pregnancy: rapid review and case studies from Member States” che fornisce una panoramica sulla letteratura relativa agli interventi di prevenzione – in linea con le politiche europee – indirizzate sia alle donne in gravidanza che a quelle non incinte. Al fine di proporre uno scambio di esperienze, il documento presenta una review degli studi pubblicati negli ultimi 10 anni e illustra alcuni casi-studio da otto Paesi europei. I casi-studio descritti si riferiscono ad esperienze in Paesi europei dove sono già stati avviati programmi di identificazione precoce, di screening attraverso Audit come la Germania o la Svezia. Il rapporto esce dopo due anni di intenso lavoro dell’Expert Group Oms (che ha tenuto periodicamente le riunioni di Steering a Barcellona, Copenaghen ed Edimburgo) e a cui l’Iss è stato chiamato a collaborare per la parte scientifica, di revisione e di redazione delle considerazioni di salute pubblica attraverso l'Osservatorio nazionale Oms, il Centro Oms per la ricerca sull'alcol e il reparto Salute della popolazione e suoi determinanti.

 

Le stesse strutture dell’Iss hanno collaborato in qualità di membri formali, di nomina Oms, dello Steering, del Comitato scientifico e dell’Expert Group mondiale alla redazione del Report europeo sulla mortalità alcolattribuibile nei 53 Stati membri afferenti alla Regione europea Oms che verrà presentato il 19 settembre prossimo durante il Comitato regionale Oms di Copenaghen.

 

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