Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

antrace - carbonchio

Aspetti epidemiologici

Infezioni da antrace si possono verificare in tutto il mondo, ma sono più comuni nei Paesi in via di sviluppo o nelle nazioni che non hanno un programma di sanità veterinaria. Così l’antrace si può localizzare nelle regioni agricole dove ci sono animali infetti, e queste includono alcune località dell’America centrale e meridionale, dell’Europa meridionale e orientale, dell’Asia, dei Caraibi e dell’Africa.


In Italia uno studio pubblicato sul Salisbury Medical Bullettin (n. 68 supplemento speciale, gennaio 1990) rimarca il fatto che l’antrace viene considerata una zoonosi professionale, dal momento che la via di contagio preferita è quella per contatto di animali malati. Le stime di incidenza riportate per il nostro Paese, mostrano che dal 1958 i focolai registrati di mucche, capre e pecore infettate sono scesi di quasi l’80% (da 143 nel 1958 a 27 nel 1986), mentre il numero dei casi è sceso del 98% nei bovini (da 673 nel 1958 a 15 nel 1986) e del 95% in capre e pecore (da 1500 nel 1958 a 79 nel 1986).


Il declino dei casi animali di antrace negli ultimi anni, unito alle migliorate condizioni igieniche e alle nuove procedure di produzione di alimenti, ha avuto come conseguenza anche un netto declino del numero dei casi umani. I casi registrati nel nostro Paese sono scesi di quasi il 95%, (da 522 nel 1955 a 29 nel 1986): la maggior parte di questi (circa il 98%) è dovuto a infezione per via cutanea.

 

In Italia il carbonchio è notificabile in classe V dal 1992 e quindi dati epidemiologici esatti sui casi di antrace non sono disponibili per problemi legati alla qualità dei dati presenti in questa classe di notifica.