Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

artriti

Aspetti epidemiologici

Le artriti, nelle diverse forme, sono malattie di altissimo impatto e colpiscono una larga fetta della popolazione soprattutto nei paesi industrializzati e ad alto tasso di sviluppo. Uno degli errori più diffusi è associare la comparsa dell’artrite con l’età. Infatti, anche se nella maggior parte dei casi le artriti colpiscono la popolazione anziana, la malattia ha un’alta prevalenza anche nella popolazione giovane, con conseguenze enormi sia sul piano sociale che economico.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la prevalenza dell’artrite reumatoide nel mondo è tra lo 0,3 e l’1%, con maggiore presenza tra la donne e nei paesi ricchi. Per quanto riguarda l’osteoartrite, la prevalenza si attesta sul 9,6% degli uomini e il 18% delle donne con più di 60 anni.

In Europa, l’artrite colpisce milioni di persone. Nell’Unione Europea, i rapporti sulla salute indicano che le malattie muscoloscheletriche, delle quali le artriti sono una parte preminente, interessano il 50% della popolazione. Se nella popolazione giovane la maggior parte delle persone dichiara come prima causa di dolori muscolo-scheletrici il mal di schiena, nella popolazione più anziana prevalgono le forme artritiche, soprattutto nelle donne.
In Italia, il rapporto Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, pubblicato nel 2001 e relativo all’anno 1999, rileva che le persone che dichiarano di soffrire di una malattia cronica sono circa il 47% (50,9% delle donne e 43% degli uomini). Tra queste, le artriti sono le malattie più frequentemente dichiarate (oltre il 18 %, con un 22,8% tra le donne e 13,6% tra gli uomini). Secondo i dati proposti dall’Associazione nazionale malati reumatici, in Italia ci sono oltre 5 milioni di persone affette da questa condizione, circa il 10% della popolazione.

In Gran Bretagna, stime della Società reumatologica britannica indicano che la malattia interessa quasi 9 milioni di persone, il 19% della popolazione adulta. Circa 400mila casi sono di artrite reumatoide, e 12 mila bambini sviluppano forme di artrite giovanile. Il costo totale per il sistema sanitario britannico dovuto alle artriti e alle malattie connesse è stato stimato, nel biennio 1998-99, in 1,11 miliardi di sterline (circa 1,60 miliardi di euro).

Negli Stati Uniti, secondo i Cdc, più di 40 milioni di persone sono colpite da artrite, quasi un adulto su tre. Dato il processo di invecchiamento della popolazione sia negli Stati Uniti che in Europa, è evidente che questo tasso aumenterà. La stima è che entro il 2020 si arriverà a oltre 60 milioni di malati. Il costo sociale ed economico della malattia è stato quantificato in 65 miliardi di dollari, di cui 15 miliardi sono dovuti ai costi medici e il rimanente alla quantificazione delle perdite in termini di capacità lavorativa.

Sempre secondo i dati dei Cdc americani, tra i 41,1 milioni di persone che hanno una forma di disabilità, il 17,5% è dovuto a una forma di artrite, che si conferma così come prima causa di invalidità nel paese, contro un 7,8% dovuto alle malattie cardiovascolari e un 4,7% a malattie respiratorie.

Una ricerca svolta in 50 stati americani nel 2001, tramite questionario e intervista, ha rilevato che il 33% degli adulti dichiara di avere una forma di artrite, con una prevalenza più alta nelle persone più anziane. La forma più comune è l’osteoartrite che colpisce circa 21 milioni di persone adulte, mentre l’1% della popolazione (poco più di due milioni di persone) ha l’artrite reumatoide.
La prevalenza delle artriti negli Usa è elevata per tutti i gruppi demografici presenti, ma più alta nel caso delle donne (37,3% contro il 28,4% degli uomini), delle persone anziane (42,1% nel gruppo di età 45-65 contro un 19% nel gruppo 18-44 anni) e delle persone con livelli di istruzione più bassi (44,3% in persone che hanno fatto meno di 8 anni di scuola, contro 26,1% in chi ha avuto più di 16 anni di istruzione).
Per combattere gli esiti disastrosi della malattia sul sistema sociale e lavorativo statunitense, i Cdc, la Arthritis Foundation e numerose altre associazioni hanno lanciato un piano nazionale di azione, che delinea la strategia di salute pubblica da adottare, sia sul fronte clinico ed epidemiologico che su quello della comunicazione e informazione al pubblico.

 

trova dati