Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

attività fisica

Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività

Barbara De Mei - Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps), Istituto superiore di sanità (Iss)

 

15 novembre 2018 - Condividere il ruolo fondamentale dei programmi e delle politiche intersettoriali, sia a livello regionale che locale, volti a promuovere l’accessibilità all’attività fisica e al movimento per tutti. È questo l’obiettivo principale del convegno “Movimento, sport e salute” che si è svolto il 14 novembre 2018, presso l’Istituto superiore di sanità (Iss). La giornata è stata un’occasione per presentare il volume “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività” (pdf 2,8 Mb, rapporto Istisan 18/9) realizzato da Iss, ministero della Salute e Comitato olimpico nazionale italiano (Coni). Il rapporto è parte integrante della strategia nazionale di promozione dell’attività fisica e intende presentare le evidenze a sostegno delle politiche e dei programmi di promozione dell’attività fisica nelle diverse fasce di età, sulla base delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

 

Durante l’evento è emerso diffusamente come, proprio a partire dalle raccomandazioni Oms, sia necessario che i diversi attori sociali (istituzioni, organizzazioni private, associazioni e terzo settore) collaborino in un’ottica sinergica e integrata per promuovere la cultura dell’active living (vivere in modo attivo). Questo approccio, partecipato e trasversale, è applicabile sia ai macrocontesti (come quello urbano) sia a setting specifici (“sanitari” come la medicina di base, o “non sanitari” come la scuola, il mondo del lavoro, l’associazionismo sportivo), coinvolgendo tutti i gruppi di popolazione per fascia di età e condizioni di salute. L’importanza di uno stile di vita attivo si ritrova fin dal 2003 nei Piani sanitari nazionali (Psn) e in quelli di Prevenzione (Pnp). In particolare nell’attuale Pnp 2014-2018 vengono identificate specifiche priorità e viene sottolineata l’importanza di un approccio strutturato, di sistema, per la promozione dell’attività fisica che preveda anche la valutazione dell’impatto sulle comunità. A tal proposito, un ruolo fondamentale lo hanno i sistemi di sorveglianza di popolazione come strumenti fondamentali per monitorare la situazione del nostro Paese e per orientare le politiche. Dalle sorveglianze emerge per esempio che, in l’Italia, solo il 50% degli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica, che 1 bambino su 4 dedica al massimo un giorno a settimana (almeno un’ora) allo svolgimento di giochi di movimento, che tra gli adolescenti meno del 10% raggiunge le raccomandazioni dell’Oms e che i maschi sono più attivi delle femmine e che fra gli ultra 64enni il livello di attività fisica svolto diminuisce all’avanzare dell’età ed è significativamente più basso tra le donne, tra le persone con svantaggio socio-economico e tra i residenti nel meridione. Numeri che ribadiscono la necessità di promuovere politiche multisettoriali e di sviluppare un linguaggio comune e condiviso tra tutti i soggetti che a diverso titolo possono contribuire a costruire la “salute” come diritto di cittadinanza e come risorsa di vita.

 

Va sottolineato che lo sforzo volto a promuovere l’attività fisica è necessario non solo per migliorare il benessere psicofisico dei cittadini, ma è essenziale anche per ridurre il burden economico sul Servizio sanitario nazionale (Ssn). I costi diretti sanitari correlati alle quattro patologie principali associate all’inattività fisica (tumore della mammella e del colon-retto, diabete di tipo 2, coronaropatia) ammontano a 1,6 miliardi di euro annui. Un aumento dei livelli di attività fisica praticata dalla popolazione determinerebbe un risparmio di circa 2 miliardi di euro per il Ssn.

 

Il lavoro futuro è dunque quello di rafforzare la governance per garantire contesti facilitanti e per costruire una vera e propria Rete di lavoro. Il cambiamento e l’empowerment dei singoli individui e della comunità passa attraverso il cambiamento del modo di fare “salute” e attraverso la capacità rinnovata degli operatori di comunicare per motivare.

 

Materiali del convegno

  • Consulta il programma (pdf 498 kb) e scarica le presentazioni dei relatori:

I sessione - Moderatore: Angela Spinelli

II sessione - Moderatore: Barbara De Mei

Tavola rotonda “La promozione dell’attività fisica sul territorio in setting differenziati” Corrado Celata, Antonino Di Liberto, Roberto Donati, Domenico Meleleo, Roberto Messina, Giuseppe Pugliese, Italo Guido Ricagni, Daniela Rossi, Alberto Villani, un rappresentante della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie

 

Relatori e moderatori

  • Luigi Benedetto Arru, Assessorato alla Sanità, Regione Sardegna, Cagliari
  • João Breda, WHO European Office for Prevention and Control of Noncommunicable Diseases
  • Corrado Celata, Regione Lombardia, Milano
  • Rossana Ciuffetti, Scuola dello Sport, Coni, Roma
  • Barbara De Mei, Iss, Roma
  • Paolo Del Bene, Associazione Sportiva Luiss Università G. Carli, Roma. Movimento per l’etica e la cultura nello sport, Roma
  • Antonino Di Liberto, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Roma
  • Roberto Donati, ANCI Urban Health, Città di Rieti
  • Daniela Galeone, Ministero della Salute, Roma
  • Alberto Gambino, Rivista di Diritto Sportivo, Coni, Roma
  • Antonio Gianfelici, Dipartimento Scienza dello Sport, Coni, Roma
  • Enrico Lubrano, LUIss Università G. Carli, Roma
  • Domenico Meleleo, Federazione Italiana Medici Pediatri, Roma
  • Roberto Messina, Senior Italia Federanziani, Roma
  • Giuseppe Pugliese, Health City Institute, Roma
  • Italo Guido Ricagni, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Roma
  • Walter Ricciardi, Iss Roma
  • Daniela Rossi, Unione Italiana Sport per Tutti, Roma
  • Andrea Soddu, Comune di Nuoro
  • Angela Spinelli, Iss, Roma
  • Alberto Villani, Società Italiana di Pediatria, Roma