Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

attività fisica

Ultimi aggiornamenti

20/9/2018 - Settimana europea della mobilità

La 17esima edizione della Settimana europea della mobilità (16-22 settembre) propone un tema stimolante: “Cambia e vai”, un invito alla multimodalità, cioè alla scelta di diversi mezzi di trasporto, sia all’interno dello stesso spostamento che per spostamenti diversi, in base alla tipologia e alle caratteristiche del viaggio e del viaggiatore. L’iniziativa, promossa in Italia dal ministero dell’Ambiente, vede per il 2018 l’adesione di 94 Comuni partecipanti su tutto il territorio nazionale. Giovanni Assogna (Mobility manager dell’Iss) racconta l’importanza di un approccio integrato al mobility management aziendale, introducendo anche i dati delle sorveglianze di popolazione Passi e OKkio alla Salute che, rispettivamente per adulti e bambini, offrono un quadro dettagliato delle abitudini degli italiani sulle modalità di spostamento abituali (per recarsi a lavoro, scuola, ecc). Leggi la riflessione di Giovanni Assogna “Settimana europea della mobilità: un approccio integrato al mobility management aziendale” e consulta i dati di OKkio alla Salute nell’approfondimento “Mobilità attiva tra i bambini italiani. Cosa emerge dalle sorveglianze?” e i dati Passi nella scheda tematica “La mobilità attiva in Italia. Dati della Sorveglianza Passi 2017” (pdf 360 kb).

 

13/9/2018 - Obesità infantile: i dati della terza raccolta della sorveglianza internazionale Cosi

Sono oltre 250 mila i bambini della scuola primaria coinvolti nella terza indagine condotta nell’ambito dell’iniziativa internazionale Cosi (“Childhood Obesity Surveillance Initiative”). Alla rilevazione, svoltasi durante l’anno scolastico 2012-2013, hanno partecipato 19 Paesi della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), tra cui l’Italia che ha potuto contribuire grazie ai dati raccolti dalla sorveglianza in età pediatrica OKkio alla Salute, coordinata dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Iss. La riflessione di Angela Spinelli, Paola Nardone e Marta Buocristiano (Iss).

 

6/9/2018 - Livelli di attività fisica tra la popolazione adulta: le nuove stime dell’Oms

Nel 2016, nel mondo, più di un quarto della popolazione adulta (1,4 miliardi di persone) non era sufficientemente attiva. Lo riferisce il primo studio – portato avanti da ricercatori dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – volto a stimare i trend globali dei livelli di attività fisica nel tempo. Dai risultati, pubblicati il 4 settembre 2018 su The Lancet Global Health journal, emerge che circa 1 donna su 3 e 1 uomo su 4 non svolgono attività fisica sufficiente per rimanere in buona salute e che dal 2001 non si registrano miglioramenti sui livelli di attività fisica nella popolazione mondiale. Inoltre, questa insufficienza di esercizio fisico risulta più del doppio nei Paesi ad alto reddito rispetto a quelli a basso reddito e che nei primi è aumentata del 5% tra il 2001 e il 2016. Questo studio si basa su dati auto riferiti da 1,9 milioni di partecipanti (adulti con più di 18 anni di età) in 168 Paesi e comprende anche i livelli di attività fisica sul luogo di lavoro, a casa e durante il tempo libero (inclusi i tragitti da un posto all’altro). Per approfondire consulta l’articolo “Worldwide trends in insufficient physical activity from 2001 to 2016” su The Lancet Global Health journal e la pagina dedicata sul sito dell’Oms.

 

2/8/2018 - Piano d’azione globale per promuovere l’attività fisica 2018-2030

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), pubblicando il primo Piano d’azione globale per promuovere l’attività fisica (Global action plan on physical activity 2018–2030: more active people for a healthier world), ha assecondato il desiderio delle nazioni di avere nuove linee guida in grado di migliorare la quantità e la qualità dell’attività fisica presso tutta la popolazione. Il Piano, rivolto specialmente alle categorie più a rischio (donne adulte e adolescenti), è il frutto di un lungo processo di elaborazione capace di coinvolgere i maggiori soggetti pubblici e privati del settore. L'Oms si è prefissata 4 obiettivi strategici da raggiungere nei prossimi anni a cui sono collegate una serie di politiche (per un totale di 20) concepite tenendo conto delle peculiarità dei singoli Paesi e organizzate in interventi di popolazione. In sintesi gli obiettivi si prefiggono come scopo comune quello di costruire una società connotata da uno stile di vita sempre più attivo e salutare. Per approfondire consulta il documento completo sul sito dell’Oms “Global action plan on physical activity 2018–2030: more active people for a healthier world” e leggi la presentazione a cura del Dors (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute).

 

28/6/2018 - Stili di vita e cancro

Il World Cancer Research Fund (Wcrf) e l’American Institute for Cancer Research (Aicr) pubblicano il rapporto “Diet, Nutrition, Physical Activity and Cancer: a Global Perspective - A summary of the Third Expert Report”. Questo documento fa seguito ai due precedenti, del 1997 e del 2007, che hanno fornito un contributo rilevante e metodologicamente rigoroso per la raccolta e l’analisi dei dati sulla relazione tra stile di vita e malattie oncologiche. Il terzo rapporto, organizzato in 7 capitoli, riporta le prove sul legame tra alimentazione, attività fisica e cancro e riporta la metodologia seguita dal programma Continuous Update Project (Cup) per selezionarle e valutarle; descrive le prove della letteratura scientifica sull’esposizione a 10 gruppi di alimenti e all’impatto sulle diverse forme di cancro classificate per sede anatomica di insorgenza, nonché sulla relazione tra incremento e calo ponderale e insorgenza di cancro; riporta le informazioni disponibili sull’importanza dell’alimentazione e dell’attività fisica per le persone sopravvissute a una malattia oncologica e in particolare al cancro della mammella; elenca le raccomandazioni sulla prevenzione oncologica e delinea le prospettive di ricerca. Scarica il documento completo (pdf 4,8 Mb) e naviga sul sito del Wcrf la matrice interattiva sui fattori di rischio legati ad alimentazione ed attività fisica.

 

21/6/2018 - Disuguaglianze e attività fisica

Il report "The impact of interventions and policies on SES differentials in physical activity"del progetto pilota dell’Unione europea (Hepp) Health Equity Pilot Project Evidence fa il quadro delle disuguaglianze nella pratica dell’attività fisica nei Paesi europei. L’analisi delle caratteristiche e dell’entità delle disuguaglianze si basa su 27 studi pertinenti selezionati dagli archivi della letteratura scientifica e viene effettuata per fasce di età, per sottogruppi di popolazione e per contesto (scuola, luogo di lavoro, trasporti, tempo libero, ecc). Si conferma che la relazione tra livelli di attività fisica e stato socio-economico (Ses) è un fenomeno complesso. Il report propone anche interventi in grado di ridurre le disuguaglianze, facendo riferimento al noto modello socio-ecologico sui determinanti di salute di Dahlgren e Whitehead e sottolinea l’importanza che gli interventi stessi tengano conto delle specificità nazionali e locali. Le raccomandazioni finali si possono sintetizzare in pochi punti: 1) priorità degli interventi sui determinanti di salute; 2) creazione di ambienti fisici di qualità a supporto delle comunità in stato di deprivazione e sviluppo di infrastrutture che favoriscano la mobilità attiva come gli spostamenti a piedi e in bicicletta; 3) interventi di prevenzione universale nelle scuole per promuovere la salute e il benessere della popolazione scolastica; 4) interventi sul luogo di lavoro, con particolare attenzioni ai lavoratori di basso livello socio-economico; 5) attività di counselling in occasione di prestazioni di cure primarie alle persone in situazioni di svantaggio. Scarica il report (pdf 839 kb) e visita le pagine di Guadagnare Salute.

 

21/6/2018 - Demenze e stili di vita

Si stima che in Europa 3 milioni di casi di malattia di Alzheimer e quasi 900 mila casi di demenza vascolare siano legati agli stili di vita, e dunque prevenibili. In particolare sono implicati sette fattori: diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, depressione, fumo e basso livello di istruzione. Tra questi, l’attività fisica ha un ruolo non trascurabile. Per l’Italia, è stata condotta un’analisi anche su base regionale utilizzando i dati Passi. Poiché i fattori agiscono congiuntamente e sinergicamente, anche l’eliminazione totale di uno di loro attraverso la prevenzione non comporterebbe l’eliminazione totale dei casi a esso attribuiti in quanto una parte verrebbe comunque determinata dagli altri fattori. Leggi il commento di Flavia Mayer e Nicola Vanacore (Cnapps, Iss).

 

7/6/2018 - Attività fisica: parametri e livelli consigliati

7 giugno 2018 – Per attività fisica si intende qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduca in un consumo di energia superiore a quello in condizioni di riposo. L’Oms fornisce raccomandazioni sui livelli efficaci per la salute in base a 3 fasce di età (5-17 anni, 18-64 anni, ultra64enni) e secondo parametri ben definiti. Dal punto di vista delle ricadute sullo stato di salute, negli ultimi 10 anni è stato confermato che l’attività fisica è efficace nella prevenzione primaria e secondaria di diverse patologie non trasmissibili, come il diabete mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari, l’ictus e di alcuni tipi di tumore. Leggi il commento di Chiara Cadeddu (Segreteria scientifica di presidenza, Iss) e Angela Spinelli (Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Iss).

 

31/5/2018 - Attività fisica e salute: anziani

I dati della sorveglianza Passi d’Argento indicano che in Italia, 7 su 10 persone di 65 anni o più di età non hanno problemi di deambulazione e hanno una buona autonomia. Questa quota si riduce significativamente con l’aumentare dell’età (il calo è drastico dopo gli 85 anni), è più bassa fra le donne e nei sottogruppi con uno svantaggio sociale per difficoltà economiche o per il livello basso di istruzione. L’invecchiamento della popolazione rappresenta un “trionfo” ma anche “sfida” per la società: aumenta infatti il peso delle patologie cronico-degenerative, legate all’invecchiamento, con conseguente crescita dei costi assistenziali e difficoltà di sostenibilità di tutto il sistema socio-sanitario. In questo scenario, l’Oms a partire ha tracciato una strategia di promozione della salute, indicato come “Active ageing”, che intende favorire una diversa concezione dell’invecchiamento volta a promuovere il mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali dell’anziano non più visto solo come portatore di bisogni, bensì come una risorsa per la società. L'attività fisica è un elemento chiave nel raggiungimento degli obiettivi di questa strategia. Leggi il commento di Benedetta Contoli, Valentina Minardi, Maria Masocco (Iss).

 

24/5/2018 - Attività fisica e salute: adulti

Il sistemi di sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia, dati 2014-2017) indica che il 31,7% degli adulti residenti in Italia può essere classificato come fisicamente attivo, il 34,7% parzialmente attivo e il restante 33,6% sedentario. L’attività fisica è uno degli strumenti migliori per prevenire e curare molte patologie. In particolare il contrasto alle malattie croniche non trasmissibili, che è al centro della strategia universale che da diversi anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e molti Paesi membri (compresa l’Italia) stanno realizzando, comporta piani e programmi di prevenzione e di promozione della salute attraverso la promozione di una vita sana e attiva. Leggi il commento di Valentina Minardi, Benedetta Contoli, Maria Masocco (Iss).

 

17/5/2018 - Attività fisica e salute: bambini e adolescenti

Dai risultati dell’indagine 2016 di OKkio alla Salute emerge che il 34% dei bambini dedica al massimo un giorno a settimana (almeno 1 ora) allo svolgimento di attività fisica strutturata e quasi 1 bambino su 4 dedica al massimo un giorno a settimana (almeno 1 ora) allo svolgimento di giochi di movimento. Lo studio Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc) evidenziano che in tutte le fasce di età (11, 13 e 15 anni) è in aumento la percentuale di adolescenti che passano 3 o più ore al giorno a giocare con il pc, lo smartphone o il tablet. Partendo dai dati dei sistemi di sorveglianza, Chiara Cattaneo e Paola Nardone (Iss) propongono un commento ragionato sull’importanza dell’attività fisica nell’infanzia e nell’adolescenza.

 

10/5/2018 - Guadagnare Salute su Epicentro

Sono disponibili su una nuova sezione di EpiCentro i materiali del programma nazionale “Guadagnare Salute - Rendere facili le scelte salutari”. L’obiettivo è quello rendere fruibili agli operatori sanitari ma anche a tutti gli stakeholder informazioni e strumenti messi a punto nel corso di oltre 10 anni sulla prevenzione delle malattie croniche degenerative attraverso stili di vita salutari. Consulta la presentazione a Guadagnare Salute.

 

19/4/2018 - Attività fisica nel contesto urbano

Il documento Oms “Towards more physical activity: Transforming public spaces to promote physical activity” si concentra sulla pianificazione urbana in funzione della promozione dell’attività fisica, una questione cruciale per il contrasto alle malattie croniche degenerative e alla mortalità precoce ad esse correlata, se si considera che la quota stimata di cittadini europei che nel 2030 vivranno in città supera l’80%. Nasce dalla collaborazione tra l’Ufficio regionale dell'Oms Europa e il Gehl Institute di New York, l’ente no profit statunitense che dal 2000 si impegna in progetti di trasformazione per rendere le città vivibili e a misura d’uomo. Il documento analizza la relazione tra attività fisica e ambiente costruito, considera quale pianificazione urbana favorisca la vivibilità, suggerisce modalità per passare dalla pianificazione all’implementazione. Passa inoltre in rassegna studi di caso relativi ad alcune città (Istanbul, Mosca, Lubiana, Barcellona e Copenhagen). Consulta il documento completo (pdf 12,3 Mb).

 

12/4/2018 - Una vita attiva protegge dal diabete

Il convegno “Camminare, Correre, Muoversi per una città in salute” tenutosi a Roma il 7 aprile in coincidenza della Giornata mondiale dell’attività fisica con il patrocinio della Società italiana di diabetologia (Sid), dell’Associazione medici diabetologi (Amd), del Comitato diabete Lions distretto 108L, dell’Associazione italiana Lions per il diabete (Aild), di Cittadinanzattiva, di Cities changing diabetes, dell’Health city institute, del Coni e dell’Iss è stata l’occasione per ribadire i benefici dell’attività fisica in tutta la popolazione e in sottogruppi con malattie croniche non trasmissibili come l’ipertensione arteriosa e il diabete o con disabilità. Proprio su questa linea si muovono le iniziative delle associazioni di pazienti diabetici e in particolare della Associazione nazionale italiana atleti diabetici (Aniad) che ha organizzato il 1° Campionato internazionale di maratona per atleti con diabete, a cui hanno partecipato, oltre a molti suoi rappresentanti, anche atleti provenienti da tutta Europa. Leggi l’approfondimento di Felice Strollo, vicepresidente Aniad.

 

5/4/2018 - Giornata mondiale per l’attività fisica 2018

In occasione della Giornata mondiale per l’attività fisica 2018, in programma il 6 aprile, Barbara De Mei, Valentina Possenti e Angela Spinelli (Iss) propongono un commento ragionato sull’importanza del movimento in tutte le fasi della vita e una rassegna dei dati sui livelli di attività fisica tra la popolazione italiana raccolti, negli anni, dalle sorveglianze di popolazione.

 

29/3/2018 - Certificati medici in età prescolare

Un decreto interministeriale dei ministeri di Salute e Sport abolisce l’obbligo di certificato medico per l'attività sportiva in età prescolare, da 0 a 6 anni, rimandando al pediatra la decisione sui singoli casi. Nella predisposizione del decreto si è tenuto conto dei pareri espressi dal Tavolo in materia di medicina del sport e di una nota della Federazione medici pediatri che ha segnalato la necessità di escludere dall'obbligo della certificazione medica l'attività sportiva per la fascia di età compresa tra 0 e 6 anni, al fine di promuovere l'attività fisica organizzata dei bambini, di facilitare l'approccio all'attività motoria costante fin dai primi anni di vita, di favorire un corretto modello di comportamento, nonché di non gravare i cittadini ed il Servizio sanitario nazionale di ulteriori onerosi accertamenti e certificazioni. Per maggiori informazioni leggi il testo del decreto (pdf 101 kb).

 

1/3/2018 - Dal Dors la guida “Quando i Comuni promuovono l’attività fisica”

Una rassegna dei documenti internazionali di orientamento delle policy per uno stile di vita attivo, delle buone prassi italiane di adesione alla Carta di Toronto per l’attività fisica e una serie di raccomandazioni su come fare per aderire: sono gli argomenti al centro della guida “Quando i Comuni promuovono l’attività fisica. I progetti realizzati e i vantaggi ottenuti, raccontati dalle Amministrazioni che hanno aderito alla Carta di Toronto per l’attività fisica” realizzata dal Centro regionale di documentazione per la promozione della salute (Dors). Il documento, realizzato per i decisori e con i decisori, si sviluppa in tre parti: “advocacy per l’attività fisica - principi e azioni”, “le esperienze dei Comuni” e “linee guida”. Per maggiori informazioni visita il sito del Dors e scarica il documento completo (pdf 4,2 Mb).

 

15/2/2018 - In arrivo il progetto ministeriale per l’attività sportiva a scuola

Si rinnova la possibilità per le scuole primarie di aderire a “Sport di Classe”, il progetto realizzato dal Miur in collaborazione con il Coni per promuovere l’attività fisica nell’ambiente scolastico e destinato alle scuole primarie di 8 Regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). L’obiettivo del progetto, che si colloca nell’ambito del Programma operativo nazionale (Pon), ed è finanziato dal Fondo sociale europeo 2014-2020, è quello di aumentare di circa 2 ore la settimana (60 ore nell’arco dell’anno scolastico) il tempo dedicato a esercizio fisico e sport. Le scuole interessate a usufruire dei finanziamenti (stanziati complessivamente 15 milioni di euro) possono presentare la domanda e il progetto dal 20 febbraio al 27 marzo 2018. Approfondisci sul sito del progetto e visiona il bando per il 2018.

 

15/2/2018 - Passaporto biologico degli atleti: al via la revisione aperta della prima linea guida

È on line la versione provvisoria della “Linea guida per la determinazione e valutazione dei parametri di interesse del passaporto biologico dell’atleta” realizzata nell’ambito del progetto “Linea guida italiana sull’uso del passaporto biologico negli atleti”, finanziato dalla Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del ministero della Salute. Il responsabile scientifico del progetto è Nicola Vanacore (Istituto superiore di sanità) e, sino al 22 febbraio, il testo è aperto per la revisione da parte degli esperti del settore e dei responsabili delle strutture di sanità pubblica. I commenti devono essere inviati a nicola.vanacore@iss.it. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 837 kb).

 


 

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