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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

colera

Segnalazione di casi di colera in Ucraina

Notiziario – 9 giugno 2011

 

Le autorità sanitarie ucraine hanno segnalato 14 casi di colera, verificatisi tra la fine di maggio e il 6 giugno 2011 nella città balneare di Mariupol (regione del Donetsk che affaccia sul Mar Nero a Sud-Est del Paese), località frequentata principalmente da turisti russi e ucraini. I casi, 13 adulti e 1 bambino tutti ospedalizzati, sono stati confermati in laboratorio (ceppo O1 El Tor, tossigeno) e attualmente sono in buone condizioni.

 

Il 2 giugno il ministero della Salute ucraino ha istituito un’Unità di crisi e ha intensificato le attività di sorveglianza epidemiologica. È stata inoltre avviata un’indagine epidemiologica e microbiologica per stabilire la fonte dell’infezione e per ricercare la presenza del microrganismo in diverse matrici (acqua potabile, acqua di mare, serbatoi d’acqua all’aperto, prodotti alimentari, inclusi pesce e frutti di mare crudi).

 

Ad oggi i casi segnalati non risultano essere epidemiologicamente collegati e la fonte dell’infezione non è ancora stata identificata. Il Ministero ha in ogni caso avviato tutte le misure igienico-sanitarie necessarie per contenere l’epidemia (attività di controllo e sanificazione della rete idrica e fognaria, campagne di informazione dirette alla popolazione per prevenire la malattia ed interrompere la trasmissione). Le autorità sanitarie locali hanno inoltre introdotto il divieto di balneazione e pesca nella zona che circonda i fiumi Kal’chyk e Kalmius, così come nel mare di Azov (sezione settentrionale del Mar Nero).

 

Il colera è una malattia a trasmissione oro-fecale: può essere contratta in seguito all’ingestione di acqua o alimenti contaminati da materiale fecale di individui infetti (malati o portatori sani o convalescenti). I cibi più a rischio per la trasmissione della malattia sono quelli crudi o poco cotti, in particolare i frutti di mare, ma anche altri alimenti possono comunque fungere da veicolo. Senza la contaminazione di cibo o acqua, tuttavia, il contagio diretto da persona a persona è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. La carica batterica necessaria per la trasmissione dell’infezione è, infatti, superiore al milione: pertanto risulta molto difficile contagiare altri individui attraverso il semplice contatto. In Italia, l’ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. Nel 1994 si è verificata a Bari un’epidemia di limitate proporzioni, in cui sono stati segnalati meno di 10 casi.

 

Contemporaneamente nel 1994-95 una vasta epidemia di colera ha interessato il sud dell’Ucraina con circa 1400 casi e 32 decessi causati sempre dal ceppo di Vibrio Colerae (O1 El Tor). L’attuale situazione potrebbe rappresentare l’indicazione di un aumento della circolazione del colera nella regione.

 

Il rischio di esportazione di casi verso altri Paesi europei è molto limitata. Ciononostante, visto il numero di casi e l’elevata frequentazione turistica della zona, è necessario seguire con attenzione i risultati dell’indagine epidemiologica e gli sviluppi della situazione.

 

 

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