Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

colera

Aspetti epidemiologici

L’assenza o la carenza di acqua potabile o non contaminata e le inadeguate condizioni sanitarie di alcune aree, spesso unite a un generale stato di povertÓ e di degrado, sono le principali cause di diffusione del colera. Le aree tipicamente a rischio sono le periferie urbane o i campi di rifugiati, dove la totale mancanza di infrastrutture rende completamente inadeguate le condizioni sanitarie, e dove l’assenza di sistemi fognari efficienti favorisce la contaminazione delle acque. Queste condizioni fanno dei Paesi in via di sviluppo le aree a maggior rischio di diffusione della malattia e il colera Ŕ spesso considerato tra gli indicatori di sviluppo sociale.

 

In Italia

In Italia, l’ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. Nel 1994 si Ŕ verificata a Bari un’epidemia di limitate proporzioni, in cui sono stati segnalati meno di 10 casi. Da allora, l’unico episodio descritto risale all’agosto del 2008 dove a Milano un uomo, di rientro dall’Egitto, Ŕ morto di colera in ospedale. Gli accertamenti hanno mostrato che l’uomo aveva contratto la malattia all’estero e hanno escluso il rischio di epidemie per il nostro Paese.

 

In Europa

Il colera in Europa Ŕ una malattia di importazione. Secondo l’Eurostat, in Europa i casi di colera sono limitati e stabilizzati, dopo un picco di 40 casi nel 1998. Dal 1995 al 2004 i casi riportati sono stati infatti 237, per un’incidenza di 0,01 casi ogni 100 mila abitanti.

 

Nel 2005 i casi riportati sono stati 34 in 20 diversi Paesi. Il maggior numero Ŕ stato registrato in Gran Bretagna (20), seguita da Belgio (6) e Olanda (4). Polonia, Svezia, Portogallo e Norvegia hanno registrato tutti un solo caso.

 

Nel mondo

Il colera rappresenta una grave minaccia per quasi tutti i Paesi in via di sviluppo. Nel 2005, in concomitanza con un aumento delle popolazioni vulnerabili, Ŕ stato registrato un aumento della diffusione della malattia. Nel 2006 i casi sono notevolmente aumentati, raggiungendo i livelli degli ultimi anni Novanta, per un totale di 236.896 contagi in 52 diversi Paesi. Tuttavia, il numero Ŕ sicuramente sottostimato visto che si calcola che venga segnalato all’Oms solo il 10% dei casi effettivi.

 

Nel periodo 2006-2008 sono stati registrati focolai ed epidemie di colera in Africa sub-sahariana e in Asia meridionale e orientale. Nel resto del mondo, sono stati registrati alcuni casi di infezione, ma tutti importati dalle regioni a rischio.

 

Per il 2007 e il 2008 l’Oms segnala la presenza di epidemie di colera in Iraq e Zimbabwe. In particolare, il ministero della Salute dello Zimbabwe ha segnalato, all’inizio di febbraio 2009, un totale di oltre 65 mila casi che hanno provocato la morte di circa 2 mila persone in tutte e dieci le Province del Paese. L’epidemia Ŕ fuori controllo: si tratta della pi¨ grande e grave mai registrata sul suolo nazionale, con una mortalitÓ del 5,7%. L’epidemia ha avuto un risvolto transnazionale, estendendosi ai Paesi limitrofi, in particolare in Sud Africa e in Botswana. Le cause dell’epidemia sono le scarse condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di acqua potabile. L’inizio della stagione delle piogge potrebbe ulteriormente aggravare la situazione.

 

  Numero di casi-2012
Angola 1215
Australia 5
Bahamas 1
Benin 625
Burkina Faso 143
Burundi 214
Cameroon 363
Central African Republic 21
Chad n/a
China 77
Congo 1181
Cuba 417
C˘te d'Ivoire 424
Democratic Republic of the Congo 33661
Dominican Republic 7919
Ghana 9548
Guinea 7350
Guinea-Bissau 3068
Haiti 112076
Japan 3
Liberia 219
Malawi 187
Malaysia 282
Mali 219
Mexico 2
Mozambique 647
Myanmar 174
Nepal 34
Niger 5284
Nigeria 597
Pakistan 144
Philippines 1864
Russian Federation 1
Rwanda 9
Senegal 1
Sierra Leone 23124
Singapore 2
Somalia 22576
Thailand 29
Togo 61
Uganda 6326
United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland 17
United Republic of Tanzania 286
United States of America 18
Zambia 198
Zimbabwe 23

Fonte:Who

 


 

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