Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

diabete

World Diabetes Day 2012: proteggere il nostro futuro

Marina Maggini - reparto Farmacoepidemiologia (Cnesps, Iss)

 

8 novembre 2012 - “Protect our future” (proteggere il nostro futuro) è lo slogan dell’edizione 2012 della Giornata mondiale del diabete, iniziativa promossa da Oms e International Diabetes Federation che si svolge, come ogni anno, il 14 novembre. Con oltre 160 Paesi coinvolti, la campagna è dedicata per il periodo 2009-2013 all’educazione e alla prevenzione del diabete e rientra a pieno titolo tra le strategie discusse a settembre 2011 all’assemblea Onu sulle malattie croniche. Rafforzare la conoscenza e la consapevolezza delle giovani generazioni sulle problematiche relative al diabete è infatti l’obiettivo dell’evento, che lancia all’opinione pubblica e agli operatori tre messaggi chiave:

  • chiunque dovrebbe avere accesso a un’educazione di base
  • il modo in cui viviamo mette a rischio la nostra salute
  • le persone affette da diabete sono vittime di stigma e discriminazione sociale.

Qualche dato

Secondo i dati Oms, sono più di 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo e questa cifra è destinata a raddoppiare entro il 2030, senza un intervento a livello globale. Inoltre, più dell’80% delle morti correlate a questa patologia avviene in Paesi a basso e medio reddito.

 

In Italia, nel 2011, sono quasi 3 milioni le persone che dichiarano di essere affette da diabete, il 4,9% della popolazione. Lo riferisce l’Istat nel documento “Il diabete in Italia. Anni 2000-2011”, pubblicato a ottobre 2012. Dai dati presentati emerge che il diabete è maggiormente diffuso nelle classi sociali più svantaggiate (dove i fattori di rischio, come l’obesità e l’inattività fisica, sono più comuni). Al Sud si registrano i valori più alti con 900 mila diabetici residenti, contro i 650 mila del Nord-ovest, i 600 mila del Centro, i 450 mila del Nord-est e i circa 350 mila residenti nelle Isole. Inoltre, la prevalenza del diabete aumenta al crescere dell'età: tra gli ultra 75enni, almeno una persona su cinque ne è affetta. Sotto i 74 anni il diabete è più diffuso tra gli uomini.

 

Le attività del Cnesps

Presso l’Istituto superiore di sanità, il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) svolge diverse attività di sorveglianza, valutazione e ricerca relative al diabete. Tra i principali progetti e studi sul diabete:

  • Studio Dai (1998-2005): complicanze macro angiopatiche nei pazienti diabetici di tipo 2 afferenti ai servizi di diabetologia italiani
  • Osservatorio sull’uso dei medicinali, Osmed (2000-): analisi del consumo dei farmaci in Italia
  • Studio Quadri (2004): indagine trasversale sulla qualità dell’assistenza alle persone diabetiche
  • Progetto Igea (2006-): integrazione, gestione e assistenza per la malattia diabetica
  • Sistema Igea (2012-): sistema di integrazione delle cure per il diabete e altre malattie croniche
  • Progetto Cuore (2004-): prevalenza della sindrome metabolica e valutazione dell'efficacia della sindrome come predittore del rischio cardiovascolare
  • Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey (1998-2012): misurazione di parametri biologici su campioni di popolazioni
  • Sistema di sorveglianza Passi: sistema continuo di interviste alla popolazione assistita effettuate dalle Asl sui principali determinanti di salute
  • Studio collaborativo Iss-Siep (Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica) sui gemelli con diabete di tipo 1 in età pediatrica.

Dalle sorveglianze

Le attività di ricerca sono condotte in diversi reparti e forniscono dati informativi da approcci diversi al tema del diabete.

  • Nell’ambito del progetto Cuore, i dati dell’indagine Oec/Hes 2008-12 mostrano che nelle persone di età compresa tra 35 e 79 anni la prevalenza di diabete (glicemia a digiuno >126 mg/dl o trattamento specifico) è pari al 9% nelle donne e al 14% negli uomini. Emerge anche che il 28% delle donne e degli uomini non sapeva di avere il diabete. Nell’indagine Oec/Hes la glicemia è stata determinata su campioni di siero; è inoltre stato possibile valutare su uno stesso campione di sangue di un sotto campione di popolazione la differenza fra determinazioni su siero, plasma con fluoruro citrato o Edta. Dall’analisi è risultato che la glicemia determinata su siero e su plasma Edta risulta circa il 5% inferiore rispetto alla glicemia su plasma con fluoruro citrato, ma la prevalenza di diabete con le tre procedure non è risultata differente.
  • Secondo i dati 2010 della sorveglianza Passi, il 5% degli intervistati (18-69 anni) nel pool di Asl partecipanti ha ricevuto una diagnosi di diabete. Emerge un gradiente Nord-Sud: nella P.A. di Bolzano si registra il valore più basso (2%), mentre in Basilicata quello più alto (8%). Inoltre, considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo 2007-2010, la prevalenza di diabete riferito non mostra variazioni statisticamente significative negli anni. Per quanto riguarda i fattori di rischio associati al diabete, il 55% dei malati ha ricevuto una diagnosi di ipertensione, il 45% di ipercolesterolemia, il 75% è in eccesso ponderale (Imc≥25), il 39% è sedentario e il 22% fumatore.
  • Inoltre, un’analisi specifica dei dati Passi dedicata alla relazione tra diabete e disuguaglianze, indica che nel triennio 2007-2009, il 6,9% degli intervistati (età compresa tra i 35 e i 69 anni) ha dichiarato di aver avuto, da parte di un medico, la diagnosi di diabete mellito (tipo 1 o tipo 2). La prevalenza di diabete è maggiore negli uomini (7,7%) rispetto alle donne (6,2%) e in entrambi i generi è più alta tra le persone di 50-69 anni: in questa classe d’età più di una persona su 10 ha dichiarato di avere avuto una diagnosi di diabete. Il diabete è più frequente tra le persone con un basso livello d’istruzione e con molte difficoltà economiche. L’analisi per macroaree geografiche evidenzia un gradiente geografico, sia negli uomini sia nelle donne, con prevalenze significativamente più alte nelle Regioni meridionali. Per ulteriori dettagli leggi le pagine dedicate al diabete nel rapporto Passi “Disuguaglianze sociali e salute. Rapporto nazionale 2007-2009” (pdf 879 kb).
  • Anche i dati sull’uso dei farmaci per il diabete in Italia, raccolti nel rapporto nazionale OsMed 2011 (pdf 3,2 Mb), forniscono un quadro sulla diffusione di questa patologia. Il consumo di farmaci per il diabete, espresso come DDD/1000 abitanti die è stato nel 2011 pari 53,3, in linea con le stime di prevalenza del diabete trattato, con un aumento dell’indice medio di prescrizione annua territoriale dell’1,9% dal 2002. Tra i farmaci per il diabete la metformina registra un aumento del 14,3% a conferma della positiva diffusione del suo utilizzo come farmaco di prima scelta. Anche dai dati sull’uso dei farmaci emerge un gradiente Nord-Sud: si va dalle 38,6 DDD/1000 abitanti die della P.A. di Trento a quelle più che doppie (77,3) della Sicilia.
  • Nel 2009, in Italia sono stati effettuati 105.109 ricoveri per diabete (in cui il diabete era riportato come causa principale). Tuttavia, se si considerano tutti i ricoveri con indicazione di diabete sia in diagnosi principale sia in quella secondaria, il numero delle ospedalizzazioni sale a oltre 700.000 (circa il 6% di tutti i ricoveri effettuati in Italia). Questi ricoveri sono effettuati prevalentemente in regime ordinario (circa l’80%) e con una durata media di degenza di 9 giorni. Nel 2009, ogni mille abitanti sono stati registrati 12 ricoveri con diagnosi di diabete dei quali 2 presentavano il diabete come causa principale di ricovero. I ricoveri per diabete sono diminuiti del 33% dal 2001 al 2009; tuttavia, il numero di ricoveri per diabete in assenza di complicanze (60.904) rimane elevato.

Il progetto Igea e la gestione integrata

Alla luce della crescente diffusione delle malattie non trasmissibili nei Paesi occidentali e in Italia, è sempre più evidente la necessità di adottare nuove forme di organizzazione dei sistemi assistenziali, come opportunità per il miglioramento della qualità della cura. Il diabete, in particolare, è una delle patologie croniche più diffuse e, con le sue complicanze, rappresenta un problema sanitario per le persone di tutte le età e le aree geografiche, coinvolgimento in particolare le classi economicamente e socialmente svantaggiate. L’esigenza di sperimentare nuove formule organizzative dell’assistenza basate sul concreto affermarsi di una gestione integrata, costruita sulla falsa riga di percorsi assistenziali condivisi che mettano in luce e valorizzino i contributi delle varie componenti e dei vari attori assistenziali lungo il continuum di cura del paziente diabetico, è alla base del progetto Igea avviato nel 2006 dal Cnesps-Iss. Il progetto ha realizzato iniziative e interventi orientati in questo senso e, in particolare ha:

  • definito una linea guida sui requisiti clinico organizzativi per la gestione integrata del diabete mellito di tipo 2 nell’adulto
  • realizzato un documento di indirizzo sui requisiti informativi per un sistema di gestione integrata del diabete
  • definito un Piano nazionale di formazione sulla gestione integrata del diabete e sono stati realizzati numerosi interventi di formazione per le varie Regioni italiane
  • realizzato un documento sui percorsi assistenziali per dare una traduzione organizzativa alla gestione integrata.

Risorse utili