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Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
argomenti di salute
incidenti domestici

Gli incidenti domestici rappresentano un problema di grande interesse per la sanità pubblica. Disabilità, sofferenza, calo della produttività sono alcuni degli aspetti legati a questo tema. Causa importante di morbosità e di mortalità nella maggior parte dei Paesi industrializzati, gli incidenti domestici, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non risparmiano nessuna fascia d’età e sono la prima causa di morte per i bambini. Da non sottovalutare, poi, l’aspetto sociale legato all’impatto psicologico che questo tipo di infortuni ha sulla popolazione che considera la casa il luogo sicuro per eccellenza.

 

 

Cos’è un incidente domestico

Secondo la definizione data dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) nelle indagini multiscopo, l’infortunio di tipo domestico è un incidente che presenta determinate caratteristiche:

  • l’evento comporta la compromissione temporanea o definitiva delle condizioni di salute di una persona, a causa di lesioni di vario tipo
  • l’evento è accidentale, si verifica cioè indipendentemente dalla volontà umana
  • l’evento si verifica in un’abitazione, intesa come l’insieme dell’appartamento vero e proprio e di eventuali estensioni esterne (balconi, giardino, garage, cantina, scala, ecc). Non è rilevante il fatto che l’abitazione sia di proprietà della famiglia stessa o appartenga ad altri.

Questi infortuni non sono facilmente stimabili da un punto di vista statistico, ma risultano rilevanti a livello sanitario ed economico.

Le conseguenze di salute, infatti, sono traumi di diversa gravità che possono comportare invalidità e, in molti casi, anche la morte. Le conseguenze economiche provocano oneri sempre più gravi per il Servizio sanitario nazionale.

 

Chi è più a rischio

I soggetti più a rischio sono le donne (in particolare le casalinghe), gli anziani, i disabili e i bambini. L’incidenza del rischio, infatti, è legata direttamente alla quantità di tempo trascorsa in casa. Secondo gli studi fatti dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl), tra le cause della genesi e della gravità degli incidenti domestici ci sono il cambiamento della struttura sociale, la scarsa informazione dei cittadini, le carenze assistenziali e quelle strutturali di case e accessori.

 

Geografia casalinga dei luoghi pericolosi

Stando a quanto riferisce il Centro studi investimenti sociali (Censis) nel Primo rapporto annuale sul valore della sicurezza in Italia, il luogo che gli italiani percepiscono più rischioso all’interno della casa è, a ragione, la cucina. Il soggiorno e le altre stanze, che i dati strutturali indicano come luoghi ad alto rischio, non sono affatto avvertiti come tali. Decisamente sopravvalutati, poi, i pericoli che si possono correre in bagno, anche se secondo le indagini Ispesl questa è a tutti gli effetti un ambiente ad alto rischio.

 

Tipologia degli infortuni

Secondo il Censis, gli infortuni domestici dipendono da tre fattori:

  • la qualità del sistema abitativo, che generalmente risulta molto bassa: i problemi più evidenti riguardano le infiltrazioni e le perdite d’acqua (specialmente al Sud, dove un quarto delle case ha questo tipo di problemi)
  • le caratteristiche dei prodotti che entrano in casa (elettrodomestici, detersivi, ecc)
  • i comportamenti individuali che mettono a rischio anche terze persone (scordare le pentole sul fuoco acceso, utilizzare apparecchi elettrici in presenza di acqua, spegnere elettrodomestici tirando il filo della presa, lasciare il gas o i rubinetti dell’acqua aperti, ecc).

Si possono considerare, poi, anche i pericoli legati alla mancata manutenzione di alcuni impianti presenti in casa (come le caldaie, il tubo del gas, le condutture) e quelli connessi all’esposizione a tre tipi di rischi:

  • chimici: esposizione a monossido di carbonio, al fumo di tabacco, agli antiparassitari, ai detersivi, ai medicinali, ecc
  • fisici: il microclima (temperatura, illuminazione, aerazione, rumore), esposizione a campi magnetici e al radon (gas radioattivo e cancerogeno presente nelle zone dove si usano materiali da costruzione di origine vulcanica)
  • biologici: gli allergeni (acari, animali domestici, funghi, batteri).

Prevenzione

Così come le malattie, anche gli incidenti possono essere prevenuti. Diverse sono le iniziative di prevenzione a livello istituzionale. Le più efficaci sembrano essere quelle che considerano approcci multipli: campagne di informazione e di educazione (verso anziani, bambini, genitori), formazione di operatori sanitari volta all’acquisizione di competenze per la rilevazione della sicurezza degli ambienti domestici, fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza (maniglie antiscivolo, spie antincendio), ecc.

 

La prevenzione degli incidenti domestici è presente anche dal punto di vista più strettamente giuridico:

  • a livello internazionale: con il Programma europeo di azione per la prevenzione delle lesioni personali, decisione n. 372/1999/CE del Parlamento europeo
  • a livello nazionale: con il Piano sanitario nazionale 2006-2008 e con la Legge n. 343 del 3 dicembre 1999 “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici”, che attribuisce ai dipartimenti di Prevenzione, in collaborazione con i servizi territoriali, i compiti di valutazione e prevenzione dei rischi e di educazione sanitaria in materia di incidenti domestici e che stabilisce che i dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e le Regioni devono attivare un sistema informativo sui dati relativi a questo tipo di infortuni. La legge istituisce, infatti, (art. 4) presso l’Istituto superiore di sanità, il Sistema informativo nazionale sugli infortuni in ambienti di civile abitazione (Siniaca), un sistema che prevede la possibilità di avere informazioni sull’attività svolta al momento dell’incidente, sull’ambiente in cui si è verificato, sulla natura della lesione principale, sulla parte del corpo colpita, sulla destinazione del paziente e sul trattamento sanitario.

Come strumento di monitoraggio dei progetti regionali previsti dal Piano nazionale di prevenzione (Pnp) c’è, poi, il Sistema di sorveglianza Passi, che riguardo al problema degli incidenti domestici ha i seguenti obiettivi: valutazione della consapevolezza del rischio in ambito domestico, stima della quota di popolazione che ha ricevuto consigli sulla prevenzione degli incidenti domestici da parte di addetti ai lavori, stima della quota di popolazione che ha cambiato i propri comportamenti e ha adottato norme e dispositivi di sicurezza.

 

Uno sguardo all’Europa

Gli incidenti domestici sono un problema difficilmente inquadrabile a livello internazionale, perché spesso all’estero la definizione è diversa e comprende anche gli episodi di violenza domestica, gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro e anche quelli che avvengono nel tempo libero. Si parla, cioè, più in generale di infortuni. Con questa accezione più ampia, gli infortuni rappresentano la causa principale di morte per la popolazione europea e sono la maggiore causa di disabilità cronica tra i giovani e tra gli anziani sopra i 65 anni.

 

L’impatto sulla salute e sulla produttività della società è enorme e questo comporta la necessità di intervenire con iniziative a livello comunitario e anche all’interno dei singoli Stati membri. La cornice delle attività europee di prevenzione è rappresentata dal Public Health Programme 2003, che ha promosso la pubblicazione di due documenti adottati dalla Commissione a giugno 2006: Commission Communication on “Actions for a safer Europe” e “Proposal for Council Recommendation on the prevention of injuiries and the promotion of safety”. In entrambi i rapporti si sottolinea la necessità di intervenire per una riduzione significativa della mortalità e della morbilità dovute a incidenti domestici.

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Ultimo aggiornamento venerdi 20 giugno 2008