Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Aspetti epidemiologici

In Europa

 

Revisione a cura del coordinamento epidemiologico Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta)

 

12 ottobre 2017 - L’epidemiologia europea dell’epatite A, B e C viene riportata dall’Ecdc nel Surveillance Atlas of Infectious Diseases, una piattaforma interrogabile per malattia, paese, anno di riferimento.

 

Epatite A

In Europa, il tasso globale di incidenza dell’epatite A nel 2015 è stato di 2,5 per 100.000 abitanti, con un trend in diminuzione dal 2007 (2,8 per 100.000 abitanti) e un picco di incidenza nel 2009 (3,5 per 100.000 abitanti). I tassi più elevati sono stati osservati in Romania (12,1 per 100.000 abitanti) ed Estonia (11,4 per 100.000 abitanti). Tutti gli altri Paesi riportano tassi di incidenza inferiori a 3 casi per 100.000 abitanti. I più alti tassi di incidenza per l’epatite A riguardano bambini di 5-14 anni e questo è probabilmente dovuto a una sottostima del reale carico di malattia sui bimbi con meno di 5 anni di età che spesso, pur avendo contratto l’infezione, non manifestano i sintomi.

 

Tra giugno 2016 e settembre 2017, 20 Paesi europei hanno riportato 2873 casi confermati di epatite A, con un picco di incidenza a marzo scorso. Il rapporto maschio/femmina rimane significativamente superiore rispetto agli anni precedenti e nessun diverso ceppo è stato descritto rispetto ai tre già identificati come responsabili dell’epidemia e ampiamente circolanti tra gli Msm. Secondo i dati, l’epidemia è ancora in corso ed è previsto un ulteriore aumento del numero di casi. La vaccinazione rimane il cardine della profilassi tuttavia, la limitata disponibilità di vaccini contro l’epatite A in alcuni Paesi può ostacolare l’attuazione di questa misura.

 

Epatite B

Secondo i dati riportati (pdf 266 kb) dall’Ecdc, nel 2014 30 Stati europei hanno segnalato 22.442 casi di epatite B (incidenza 4,2 casi per 100.000 abitanti), di cui 2670 infezioni acute (11,9%), 64% croniche, 22,4% sconosciute, e l’1,7% non può essere classificato. La fascia di età più colpita è stata 25-34 anni (33,8% dei casi). Il costante calo di incidenza delle infezioni acute evidente dal 2006, è molto probabilmente attribuibile all’impatto dei programmi nazionali di vaccinazione, mentre l’aumento dei casi cronici è verosimilmente dovuto a cambiamenti nei sistemi di notifica e a un aumento delle pratiche diagnostiche. Le informazioni sulle vie di trasmissione sono disponibili solo per il 10,4% dei casi: per i casi acuti la trasmissione eterosessuale è la più comunemente segnalata (29,9%), seguita dalla trasmissione nosocomiale (17,9%).

 

Epatite C

Nel 2014 in Europa sono stati segnalati 35.321 casi di epatite C da 28 Paesi, con un’incidenza di 8,8 casi per 100.000 abitanti. Come riportato dall’Ecdc (pdf 252 kb), il 1,3% dei casi è stato classificato come infezione acuta e il 13,3% come cronica. L’epatite C è più frequente tra gli uomini rispetto alle donne; poco più della metà (51,3%) dei casi aveva un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. I dati epidemiologici riguardo all’epatite C in Europa risultano di difficile interpretazione a causa delle differenze nei sistemi di sorveglianza, nella pratica e nei programmi dei test diagnostici, e della difficoltà di classificare i casi come acuti o cronici.