Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Aspetti epidemiologici

In Europa

 

Revisione a cura del coordinamento epidemiologico Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta)

 

26 luglio 2018 - L’epidemiologia europea dell’epatite A, B e C viene riportata dall’Ecdc nel Surveillance Atlas of Infectious Diseases, una piattaforma interrogabile per malattia, Paese, anno di riferimento.

 

Epatite A

In Europa, il tasso globale di incidenza dell’epatite A nel 2016 è stato di 2,41 per 100.000 abitanti, con un trend tendenzialmente stabile dal 2010. I tassi più elevati sono stati osservati in Slovacchia (25,03 per 100.000 abitanti), Romania (16,14 per 100.000 abitanti) e Bulgaria (22,72 per 100.000 abitanti). Tutti gli altri Paesi riportano tassi di incidenza inferiori a 3 casi per 100.000 abitanti, tranne la Repubblica Ceca (8,8) e l’Ungheria (6,97). I più alti tassi di incidenza per l’epatite A riguardano bambini di 5-14 anni e questo è probabilmente dovuto a una sottostima del reale carico di malattia sui bimbi con meno di 5 anni di età che spesso, pur avendo contratto l’infezione, non manifestano i sintomi.

 

Tra giugno 2016 e settembre 2017, 20 Paesi europei hanno riportato 2873 casi confermati di epatite A, con un picco di incidenza a marzo scorso. Il rapporto maschio/femmina rimane significativamente superiore rispetto agli anni precedenti e nessun diverso ceppo è stato descritto rispetto ai tre già identificati come responsabili dell’epidemia e ampiamente circolanti tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini (men who have sex with men - Msm). Secondo i dati, l’epidemia è ancora in corso ed è previsto un ulteriore aumento del numero di casi. La vaccinazione rimane il cardine della profilassi tuttavia, la limitata disponibilità di vaccini contro l’epatite A in alcuni Paesi può ostacolare l’attuazione di questa misura.

 

Epatite B

Secondo i dati riportati dall’Ecdc, nel 2016 30 Stati europei hanno segnalato 29.307 casi di epatite B (incidenza 5,5 casi per 100.000 abitanti), di cui 2529 infezioni acute (11,9%), 17662 croniche (60%), 8780 sconosciute (30%). La fascia di età più colpita è stata 25-34 anni (29,5% dei casi).

Il tasso di incidenza complessivo di epatite B acuta è stato di 0,6 per 100.000 abitanti, da zero casi in Lussemburgo e Cipro a 3,7 in Lettonia.

L’incidenza delle infezioni acute in linea con gli andamenti globali, continua a diminuire, e riflette l’impatto dei programmi nazionali di vaccinazione. Tra i casi acuti per i quali sono disponibili informazioni sulle vie di trasmissione, la trasmissione eterosessuale è la più frequentemente segnalata (30,2%), seguita dalla trasmissione nosocomiale (16,6%) e trasmissione tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (12,4%).

 

Epatite C

Nel 2016 in Europa sono stati segnalati 33.860casi di epatite C da 29 Paesi, con un’incidenza di 7,4 casi per 100.000 abitanti. Come riportato dall’Ecdc (pdf 252 kb), il 2,4% dei casi è stato classificato come infezione acuta e il 21,8% come cronica, il 75,0% come “sconosciuto” e lo 0,8% non sono stati classificati. L’epatite C è più frequente tra gli uomini rispetto alle donne; poco più della metà (51,6%) dei casi aveva un’età compresa tra i 25 e i 44 anni e il 7,0% dei casi aveva meno di 25 anni. Fra i casi con informazioni sulla modalità di trasmissione (26%), l’uso di droghe rappresenta la più frequentemente riportata (45,5%).

I dati epidemiologici riguardo all’epatite C in Europa risultano di difficile interpretazione a causa delle differenze nei sistemi di sorveglianza, nella pratica e nei programmi dei test diagnostici, e della difficoltà di classificare i casi come acuti o cronici.

 

Epatite E

L’incidenza di epatite E è aumentata in Europea nei dieci anni dal 2005 al 2015 con un totale di 21.081 casi segnalati.

 

Secondo i dati pubblicati dall’Ecdc, il numero di casi confermati è costantemente aumentato ogni anno, con un aumento di dieci volte, da casi 514 nel 2005 a 5.617 nel 2015. In questo stesso decennio, sono stati segnalati 28 decessi associati all’infezione da cinque paesi.