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epatite virale
Aspetti epidemiologici

Nel mondo

 

3 novembre 2011 – Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), le epatiti virali rappresentano ancora oggi uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale. In particolare le epatiti croniche B e C costituiscono un’importante causa di morbidità e mortalità, essendo ancora oggi, soprattutto l’epatite C, i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di cirrosi ed epatocarcinoma.

 

Epatite A

Ogni anno, nel mondo si stimano circa 1,4 milioni di casi di epatite A, infezione solitamente autolimitante, a trasmissione feco-orale attraverso acqua e cibi contaminati. La vaccinazione anti-Hav rappresenta la più efficace misura preventiva.

 

Tradizionalmente vengono descritte 3 categorie geografiche di endemicità correlate alla prevalenza di Hav:

  • le aree ad alta endemicità (Paesi in via di sviluppo), che presentano scarse condizioni igienico-sanitarie e nelle quali la maggior parte delle infezioni si hanno nei bambini e sono spesso asintomatiche. In queste zone solitamente l’infezione non si presenta in forma epidemica, poiché gli adolescenti e gli adulti risultano immuni e costituiscono una barriera alla diffusione dell’infezione
  • le aree ad endemicità intermedia, che includono i Paesi in via di sviluppo con condizioni igienico-sanitarie variabili. In questi zone l’infezione si manifesta soprattutto negli adulti e si possono verificare anche importanti epidemie
  • le aree a bassa endemicità, che comprendono i Paesi industrializzati con buone condizioni igienico-sanitarie. In questi Paesi l’infezione colpisce maggiormente gli adolescenti e gli adulti, soprattutto appartenenti a gruppi a rischio (coloro che fanno uso di droghe per via endovenosa, uomini che fanno sesso con gli uomini (men who have sex with men - Msm), coloro che viaggiano in aree ad alta endemicità, ecc).

Epatite B

Sono circa 2 miliardi le persone che, a livello globale, hanno contratto il virus dell’epatite B (Hbv) e circa 350 milioni sono i portatori cronici. L’Oms stima inoltre che circa 600 mila persone muoiano ogni anno a causa delle conseguenze dell’epatite B. Il vaccino rappresenta la più efficace misura preventiva.

 

Il 90% circa dei bambini che contraggono l’infezione nel primo anno di vita cronicizzano. Più del 90% dei soggetti che contraggono l’infezione in età adulta guariscono entro sei mesi dall’insorgenza dei sintomi.

 

Tradizionalmente vengono descritte 3 categorie geografiche di endemicità correlate alla prevalenza di HBsAg: aree ad alta endemicità (prevalenza >8%), aree ad endemicità intermedia (prevalenza 2-7%) ed aree a bassa endemicità (prevalenza <2%). Nei Paesi in via di sviluppo la trasmissione dell’infezione può avvenire da madre a figlio (trasmissione verticale) o attraverso contatti con portatori cronici di HBsAg, uso di droghe per via endovenosa, trasfusioni e contatti sessuali. Nei Paesi industrializzati invece i maggiori fattori di rischio sono l’attività sessuale e l’uso di droghe per via endovenosa.

 

Epatite C

Secondo l’Oms, ogni anno nel mondo circa 3-4 milioni di persone contraggono l’infezione del virus dell’epatite C (Hcv) e circa 130-170 milioni sono portatori cronici di Hcv. L’Oms stima inoltre che più di 350 mila persone muoiono ogni anno per malattie epatiche correlate a questo virus. Per l’epatite C non c’è al momento un vaccino che possa prevenire l’infezione.

 

L’infezione da Hcv è diffusa a livello mondiale. I Paesi con i tassi maggiori di infezione sono l’Egitto (22%), il Pakistan (4,8%) e la Cina (3,2%).

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 3 novembre 2011
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