Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Giornata mondiale contro l’epatite, l’impegno dell’Italia e dell’Iss

26 luglio 2018 - “Test. Trattamento. Epatiti” (Test. Treat. Hepatitis): è questo lo slogan dell’edizione 2018 della Giornata mondiale contro l’epatite (World Hepatitis Day) che, come ogni anno, si celebra il 28 luglio. Le epatiti rappresentano, infatti, ancora un problema di salute pubblica molto importante sul quale è necessario richiamare l’attenzione e sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni.

 

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), 325 milioni di persone a livello globale sono infette da epatite B o C. In Italia, i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sottolineano una generale riduzione delle nuove infezioni, a partire dagli anni Ottanta. Successo ottenuto con adeguate campagne di informazione per la prevenzione e la lotta alle malattie a trasmissione sessuale, per il miglioramento della situazione socio-economica e igienico-sanitaria e, soprattutto, con la vaccinazione obbligatoria contro l’epatite B.

 

In occasione della Giornata, l’Iss tramite Epicentro ha avviato una collaborazione con il Desk italiano di Unric, Ufficio di informazione Onu per l’Europa occidentale, con sede a Bruxelles. Questa collaborazione ha portato alla realizzazione di un testo di presentazione delle attività che l’Iss porta avanti sul tema delle epatiti virali, accompagnato da due videomessaggi:

  • uno di Giovanni Rezza (responsabile del Dipartimento di Malattie infettive dell'Iss) incentrato sul tema dell’importanza della prevenzione e della sorveglianza e sui dati del Seieva (Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute)
  • l’altro di Loreta Kondili (Responsabile scientifico della Piattaforma Piter, Centro nazionale per la salute globale, Iss) che presenta l’impegno dell’Iss nel monitoraggio dei pazienti affetti da epatite C grazie agli studi messi in capo dalla Piattaforma Italiana per lo studio delle TERapie delle epatiti virali (Piter).

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