Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta)

24 luglio 2014 - Il Seieva nasce nel 1984 a cura del reparto di Epidemiologia clinica e linee guida del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità, come strumento per la sorveglianza e la prevenzione delle epatiti virali acute (Eva) in Italia. Lo scopo principale è quello di promuovere a livello locale e nazionale l’indagine e il controllo delle Eva. Attraverso l’integrazione di questionari epidemiologici con i risultati di laboratorio, i dati Seieva consentono la valutazione dell’incidenza, nonché la comprensione e la stima del contributo relativo dei diversi fattori di rischio. Ciò permette inoltre la definizione di misure preventive alle quali dare priorità, il monitoraggio degli effetti dei diversi programmi di prevenzione e, attraverso l’aggregazione dei dati, una migliore conoscenza dell’epidemiologia dell’epatite a livello nazionale.

 

Responsabile

Maria Elena Tosti (Cnesps-Iss)

Telefono: 06-49904162

Fax: 06-49904170

e-mail: mariaelena.tosti@iss.it

 

Gruppo di coordinamento

 

Obiettivi

Il Seieva si prefigge come obiettivo principale di descrivere l’epatite acuta in Italia differenziata per tipo specifico, con particolare riferimento all’incidenza e ai fattori di rischio associati alla malattia.

 

Gli obiettivi specifici, pertanto, sono:

 

  1. la segnalazione dei casi di epatite acuta differenziata per tipo
  2. l’epidemiologia descrittiva dell’epatite acuta tipo-specifico, con particolare riferimento all’incidenza per data e luogo di insorgenza dei sintomi, età e sesso dei casi
  3. la precoce individuazione di focolai epidemici
  4. la valutazione della proporzione dei casi di ciascun tipo di epatite acuta esposti a fattori di rischio noti
  5. per ciascun tipo di epatite acuta, lo studio delle variazioni nel tempo, del rischio relativo e attribuibile associato a particolari esposizioni
  6. la definizione di appropriate strategie di controllo basate sull’importanza relativa dei diversi fattori di rischio.

 

Data d’inizio della raccolta dati

1985

 

Copertura

Il sistema di sorveglianza si basa sulla stretta e continua collaborazione tra l’Istituto superiore di sanità e le Asl che decidono volontariamente di aderire al Seieva. Attualmente, le Asl partecipanti coprono più del 75% della popolazione italiana.

 

Metodo generale

La sorveglianza Seieva si avvale di:

  • una rete di Asl, su tutto il territorio nazionale, partecipanti su base volontaria, attraverso la sottoscrizione di una scheda di adesione
  • un coordinamento epidemiologico, responsabile della raccolta, integrazione, analisi e divulgazione dei dati, del controllo di qualità dei dati pervenuti, situato presso il Cnesps dell’Iss.

La segnalazione al Seieva di ogni nuovo caso di epatite acuta è pertinenza della Asl di diagnosi, la quale, dopo aver ricevuto le segnalazioni attraverso il medico, che sia esso ospedaliero o di base, che ha diagnosticato la malattia infettiva, avvia le procedure di verifica e indagine.

 

Già prima che sia noto il tipo di epatite, ciascun caso viene intervistato, meglio durante il periodo di ospedalizzazione, attraverso un questionario standardizzato (cosiddetta “scheda Seieva”), dall’operatore sanitario, referente Seieva della Asl di diagnosi. La scheda Seieva raccoglie informazioni demografiche, comprende domande sul rischio di trasmissione parenterale (nei sei mesi precedenti l’insorgenza della malattia) e oro-fecale (nelle sei settimane precedenti).

 

Una volta completata l’intervista, l’operatore sanitario contatta l’ospedale o il medico curante (nel caso di pazienti non ospedalizzati) per ottenere informazioni sulla conferma diagnostica e gli esiti della ricerca dell’antigene di superficie del virus B (HBsAg), delle IgM anti-Hbc, delle IgM anti-Hav, delle IgM anti-Hev, dell’anti-Hcv, dell’Hcv-Rna e delle IgM anti-Delta. I marker sierologici disponibili, risultati dei test di laboratorio, vengono registrati sul questionario.

 

Diffusione dei risultati

I dati aggregati e i risultati delle relative analisi vengono presentati e diffusi a tutti i partecipanti alla rete di sorveglianza e alla comunità scientifica, attraverso rapporti tecnici (rapporti Istisan, pubblicazione edita dall’Istituto superiore di sanità), articoli scientifici, presentazioni a convegni nazionali e internazionali, riportando il nome dei referenti Seieva come gruppo di lavoro.

 

In particolare, attraverso il sito web del Seieva vengono diffusi i risultati della sorveglianza: annualmente vengono pubblicati i tassi di incidenza relativi all’anno precedente, stratificati per tipo di epatite, sesso, età e area geografica. Per ogni tipo di epatite vengono inoltre illustrati la frequenza dei casi che riportano i diversi fattori di rischio di trasmissione sia parenterale, sia oro-fecale.