3 novembre 2011 – Il Seieva nasce nel 1984 a cura del reparto di Epidemiologia clinica e linee guida dell’Istituto superiore di sanità, come strumento per la sorveglianza e la prevenzione delle epatiti virali acute (Eva) in Italia. Lo scopo principale è quello di promuovere a livello locale e nazionale l'indagine ed il controllo delle Eva. Attraverso l'integrazione di informazioni ricavate dai questionari epidemiologici con i risultati di laboratorio, i dati provenienti dalla sorveglianza possono essere utilizzati infatti per la stima dell’incidenza delle epatiti virali acute, per la valutazione del contributo relativo dei diversi fattori di rischio, per la definizione di misure preventive alle quali dare priorità e per il monitoraggio degli effetti dei diversi programmi di prevenzione. Attraverso l'aggregazione dei dati è possibile, inoltre, avere un quadro costantemente aggiornato dell'epidemiologia delle Eva a livello nazionale.
Responsabile: Alfonso Mele
Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute
Telefono - 064990 4167
Fax - 064990 4170
Alfonso Mele - alfonso.mele@iss.it
Gruppo di coordinamento:
Maria Elena Tosti - mariaelena.tosti@iss.it
Enea Spada - enea.spada@iss.it
Ornella Zuccaro - ornella.zuccaro@iss.it
Rodolfo Cotichini - rodolfo.cotichini@iss.it
Fabrizio Marzolini - fabrizio.marzolini@iss.it
Sito internet: http://www.iss.it/seieva
Obiettivi
Data d’inizio raccolta dati
1985
Copertura
Il sistema di sorveglianza si basa sulla stretta e continua collaborazione tra l'Istituto superiore di sanità e le Asl che decidono volontariamente di aderire al Seieva. Attualmente, le Asl partecipanti coprono più del 73% della popolazione italiana.
Metodo generale
In presenza di un caso di epatite virale acuta, ai fini della notifica, il flusso informativo prevede che il responsabile della sorveglianza della Asl contatti l'ospedale o, nel caso di pazienti non ospedalizzati, il medico curante, per ottenere informazioni circa la conferma diagnostica e gli esiti della ricerca dei marcatori d’infezione (HBsAg, IgM anti-HBc, IgM anti-HAV, anti-HCV, HCV-RNA, anti-Delta, IgM anti-HEV). Successivamente alla notifica, ciascun caso di Eva è intervistato da un assistente sanitario o da un medico, che compila un questionario standardizzato (scheda Seieva) nel quale sono contemplate informazioni demografiche e domande sui fattori di rischio parenterali e oro-fecali; sul questionario vengono inoltre registrati i risultati dei test di laboratorio.
Se l'intervistato riferisce di essere stato trasfuso, vengono richieste informazioni al Centro Trasfusionale mediante un’apposita scheda. I questionari compilati sono inviati al Centro di coordinamento del Seieva per l’immissione nell'apposito database e per la loro elaborazione. Dal 2007 è possibile anche l’inserimento “on line” delle schede Seieva direttamente da parte degli operatori delle Asl coinvolte. In caso di focolai epidemici è prevista l’esecuzione di un'indagine ad hoc (se possibile, anche indagini epidemiologico-molecolari), per l’identificazione delle possibili sorgenti e modi di trasmissione del virus.
Per il calcolo dei tassi di incidenza, il denominatore utilizzato è costituito dalla somma delle popolazioni delle singole Asl che aderiscono al Seieva; la popolazione, divisa per fasce di età, viene segnalata da ogni Asl, al momento dell'adesione, al Centro di coordinamento (reparto di Epidemiologia clinica e linee guida).
Tipo di sorveglianza
La sorveglianza è attiva e passiva.
Ritorno di informazione
Periodicamente l’Istituto superiore di sanità provvede alla pubblicazione sul sito web del Seieva dei dati aggiornati di incidenza e frequenza dei fattori di rischio per i diversi tipi di epatite.