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Epatite virale

Epatite C: nuovi o vecchi veicoli di trasmissione?

Alfonso Mele e Maria Elena Tosti - reparto Epidemiologia clinica e linee guida, Cnesps-Iss

 

7 febbraio 2013 - L’articolo “Association of tattooing and hepatitis C virus infection: A multicenter case-control study”, pubblicato sulla rivista Hepatology e ripreso in questi giorni dalla stampa italiana, ha puntato i riflettori sulla possibilità di contrarre l’epatite C attraverso una serie di pratiche raggruppabili sotto l’espressione “trattamenti estetici” (che comprende tatuaggi, piercing, pedicure, manicure e rasatura da barbiere). A partire dalla fine degli anni ’90, questo problema è stato più volte messo in evidenza in Italia attraverso i dati della Sorveglianza delle epatiti virali acute (Seieva). Recentemente è stato stimato che nel nostro Paese una quota di casi di epatite C acuta superiore al 10% è attribuibile ai trattamenti estetici (“Risk Factors for and Incidence of Acute Hepatitis C After the Achievement of Blood Supply Safety in Italy: Results From the National Surveillance System”, Journal of Medical Virology 85:443-440, 2013). Inoltre, una volta esclusi i tossicodipendenti dall’analisi, si può stimare che chi si sottopone a un tatuaggio ha un rischio 3,4 volte maggiore rispetto a chi non ha fatto tatuaggi di contrarre epatite C, mentre l’eccesso di rischio per chi ha effettuato un piercing è di 2,7 volte.

 

Situazioni a rischio

Dai dati italiani emerge quindi la necessità di un maggiore sforzo per incoraggiare l’utilizzo di materiale monouso e la corretta sterilizzazione degli strumenti utilizzati durante queste procedure. Fare ricorso a strutture temporanee, come quelle che compaiono durante i mesi estivi nelle località balneari, aumenta il rischio di contagio perché si tratta di situazioni svincolate dai normali controlli. È quindi necessario rivolgersi a strutture autorizzate e monitorare maggiormente le procedure con cui vengono praticati tatuaggi e piercing (utilizzo di materiale a perdere o di strumenti sterilizzabili). D’altra parte le autorità competenti hanno il dovere di controllare maggiormente queste strutture e vietare le pratiche abusive.

 

Articoli sui trattamenti estetici:

  1. Mele A, Corona R, Tosti ME, Palumbo F, Moiraghi A, Novaco F, Galanti C, Bernacchia R, Ferraro P. Beauty treatment and risk of parenterally transmitted hepatitis. Results from the hepatitis surveillance system in Italy. Scand J Infect Dis 1995;27(5):441-444.
  2. Mariano A, Mele A, Tosti ME, Parlato A, Gallo G, Ragni P, Zotti C, Lopalco P, Pompa MG, Graziani G, Stroffolini T. Role of beauty treatment in the spread of parenterally transmitted hepatitis viruses in Italy. J Med Virol 2004;74(2):216-220.