Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Acido folico e folati

Aspetti epidemiologici

In Europa

 

Revisione a cura di Pietro Carbone e Paolo Salerno - Centro nazionale malattie rare (Cnmr), Istituto superiore di sanità (Direttore del Cnmr: Domenica Taruscio)

 

5 maggio 2016 – L’acido folico e i folati sono stati riconosciuti come essenziali nella prevenzione di alcune malformazioni congenite. La carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza aumenta infatti in modo rilevante il rischio di sviluppare malformazioni fetali, in particolare i difetti del tubo neurale (Dtn) come la spina bifida o l’anencefalia. Per questo è di fondamentale importanza acquisire ed elaborare dati epidemiologici sull’assunzione di acido folico da parte della popolazione femminile oltre che sui Dtn e altre malformazioni congenite.

Nei seguenti paragrafi sono riportati alcuni dati su questi due argomenti.

 

I consumi di acido folico

In Europa non esiste un programma di fortificazione alimentare obbligatorio con acido folico come in altri Paesi del mondo, tuttavia in molti Stati esistono raccomandazioni nazionali sull’assunzione per le donne durante l’età riproduttiva e che progettano una gravidanza. Lo special report “Prevention of Neural Tube Defects by PericonceptionalFolic Acid Supplementation in Europe” (pdf 237 kb), pubblicato dallo EuropeanSurveillance of CongenitalAnomalies (Eurocat) nel 2009, sottolinea che solo una piccola parte delle donne assume un supplemento di acido folico nel periodo periconcezionale. Al 2009, solo i Paesi Bassi e la Danimarca riportavano valori di assunzione durante il periodo periconcezionale superiori al 30% mentre, in tutti gli altri Paesi, i valori erano inferiori al 10%.

 

Malformazioni congenite e difetti del tubo neurale (Dtn)

In Europa, ogni anno, circa 5000 feti risultano affetti da difetti del tubo neurale (Dtn), una condizione diagnostica soprattutto prima del parto, con conseguente interruzione di gravidanza. Come riportato dall’articolo “Long term trends in prevalence of neural tube defects in Europe: populationbased study”, pubblicato sul Bmj nel 2015, tra il 1991 e il 2011 la prevalenza media di difetti del tubo neurale (Dtn) è stata di 9,1 casi per 10.000 abitanti. I valori più elevati sono stati rilevati tra il 1999 e il 2003 (10,1/10.000 abitanti) e più bassi tra il 2003 e il 2007 (8,5/10.000 abitanti). Secondo i dati Eurocat si osserva anche una certa variabilità geografica rispetto ai tassi di prevalenza alla nascita dei Dtn, con prevalenze maggiori in alcuni Paesi (come Finlandia, Norvegia e Irlanda) e più basse in altri (come Italia, Spagna e Danimarca).

 

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