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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

gozzo

Informazioni generali

Il gozzo è il risultato dell’aumento di volume della ghiandola tiroidea. Nelle fasi iniziali, l’unico sintomo della malattia è dato dal semplice ingrossamento della ghiandola, probabilmente in seguito a una riduzione degli ormoni tiroidei e quindi a una aumentata stimolazione tireotropinica. In fasi successive è però possibile che si formino noduli e che ci sia uno sviluppo di iperfunzioni ghiandolari. L’aumento di volume può interessare una sola zona della tiroide (gozzo o nodulo uninodulare) o più aree (gozzo multinodulare).


Nel 95 per cento dei casi, i noduli tiroidei sono benigni ma nel 5 per cento dei casi un nodulo, dominante all’interno di un gozzo multinodulare, può essere un tumore maligno. Come le altre malattie tiroidee, il gozzo colpisce in modo prevalente le donne con un rapporto di oltre 15 a 1 rispetto agli uomini.


Una delle cause primarie dello sviluppo di gozzo nel mondo è la carenza di iodio nell’alimentazione o nelle acque. In alcune zone, la carenza è tanto accentuata da far diventare il gozzo una malattia endemica. Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della Sanità, si può definire endemica una situazione in cui il gozzo si manifesta in più del 5 per cento della popolazione.

Prevenzione delle malattie tiroidee. Una profilassi iodica previene il gozzo endemico e gli altri disordini da carenza iodica. La profilassi consiste anche in misure semplici come l’assunzione di sale iodato, cioè sale fortificato con 30 mg di iodio per chilo. L’efficacia dell’uso del sale iodato è stata dimostrata in diversi paesi, dagli Stati Uniti alla Scandinavia, dall’Austria alla Svizzera, dove una campagna per la promozione della profilassi iodica ha eradicato o diminuito drammaticamente la prevalenza della malattia.

Terapia del gozzo. I noduli benigni possono essere trattati farmacologicamente con ormone tiroideo per impedire un ulteriore accrescimento del nodulo e per ridurne il volume. Nei gozzi recidivanti, laddove ci siano rischi per un intervento chirurgico o in caso di noduli iperfunzionanti si applica una terapia con iodio-radioattivo, che però distrugge le cellule della tiroide. Dopo il trattamento quindi si rileva un quadro di ridotta funzionalità della ghiandola, che deve essere trattato con ormone tiroideo per il resto della vita.


Se i noduli si rivelano maligni, è solitamente effettuata l’asportazione chirurgica dell'intera ghiandola e dei linfonodi interessati. L’asportazione chirurgica si effettua anche in tutti quei casi in cui il gozzo, anche di natura benigna, sia di tale voluminosità da esercitare una compressione delle strutture vicine del collo (esofago, trachea, nervi laringei) o causi un grossolano danno estetico.


 

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