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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni da hpv e cervicocarcinoma

Guida per l’introduzione dei vaccini Hpv nei Paesi europei

Il nuovo rapporto dell’Ecdc “Guidance for the Introduction of Hpv Vaccines in EU Countries” definisce il vaccino contro il Papilloma virus umano un’efficace strategia preventiva del cancro della cervice uterina, il secondo più diffuso fra le donne europee tra i 15 e i 44 anni dopo quello al seno: colpisce ogni anno 33 mila donne e ne uccide 15 mila.

 

La guida, realizzata da un comitato scientifico di esperti indipendenti coordinati dall’Ecdc, getta le basi scientifiche per l’introduzione del vaccino Hpv, in modo da aiutare gli Stati europei nelle loro scelte politiche. Fra i destinatari privilegiati del rapporto ci sono i responsabili dei programmi vaccinali nazionali, i decisori a livello europeo, i ministri della Salute e gli esperti coinvolti nel processo decisionale. Il documento analizza le prove scientifiche per l’introduzione del vaccino Hpv e illustra le possibili scelte politiche degli Stati membri.

 

Due sono i vaccini autorizzati: il Gardasil®, quadrivalente, e il Cervarix®, bivalente, entrambi con un buon profilo di sicurezza ed efficaci nei confronti dei tipi 16 e 18 del virus, responsabili del 73% di casi di cancro della cervice in Europa. Il primo, inoltre, protegge anche contro i tipi 6 e 11, che causano gran parte dei condilomi genitali. È stato dimostrato, inoltre, che entrambi i vaccini proteggono da oltre il 90% delle lesioni precancerose associate ai tipi 16 e 18 tra le giovani adolescenti.

 

Rimangono fondamentali i programmi di screening

Il vaccino offre un nuovo strumento complementare per controllare il cancro della cervice, ma questo non riduce la necessità dei programmi di screening, che secondo le evidenze scientifiche riducono l’incidenza di oltre l’80%. Anche le donne vaccinate (contro i tipi 16 e 18) continuano ad averne bisogno perché ancora a rischio di contagio da altri tipi del virus. Una delle sfide più importanti consiste nella possibile sinergia di vaccinazione e screening in una logica di costi-efficacia e con il massimo vantaggio per la donna.

 

Per quanto riguarda il target, il gruppo primario di riferimento è costituito dalle adolescenti non ancora sessualmente attive, anche se sono auspicabili programmi di recupero per ragazze più grandi, in modo da estendere il più possibile i benefici del vaccino.

Per stabilire l’età esatta per la vaccinazione di routine, tuttavia, entrano in gioco fattori variabili nei diversi Paesi: l’età media del primo rapporto, l’età specifica di prevalenza di infezioni da Hpv, le strategie di somministrazione del vaccino e la sua accettazione da parte del target (e dei suoi tutori).

 

Le opzioni vaccinali

Dal punto di vista delle possibili opzioni, la vaccinazione scolastica sembra la modalità più economica per raggiungere il target primario. In caso di problemi locali in proposito, la vaccinazione clinica è un’opzione alternativa o anche universalmente valida, anche se più costosa e più difficilmente monitorabile. Un’altra possibile modalità per vaccinare i soggetti più difficilmente raggiungibili consiste nella vaccinazione nel corso di visite mediche per altri motivi. Qualunque sia la modalità prescelta, è importante ricordare che la vaccinazione è una protezione aggiuntiva, non un sostituto dello screening.

 

Un valutazione economica complessiva a livello europeo è piuttosto difficile, vista la variabilità dei costi e dei sistemi sanitari: sarebbe quindi opportuno un impegno dei singoli Paesi in questo senso.

Le stime fatte finora, comunque, sembrano evidenziare un rapporto accettabile costi-efficacia rispetto alla vaccinazione Hpv delle preadolescenti.

 

Il rapporto dell’Ecdc sottolinea l’importanza di un’azione di monitoraggio che individui vantaggi, sicurezza, accettazione, assorbimento, efficacia a lungo termine, integrazione con altre strategie come lo screening organizzato della cervice uterina.

Coordinare il monitoraggio del vaccino e i programmi di controllo del cancro sarà fondamentale per valutare l’impatto del vaccino e i suoi benefici rispetto agli altri interventi preventivi.

 

La guida, che può contare al momento solo su cinque anni di follow-up sul vaccino Hpv, sarà quindi riaggiornata entro 6-12 mesi.

 

Scarica le linee guida (in inglese, 941 kb).

Scarica il factsheet sui vaccini Hpv (in inglese, 64 kb).