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Influenza

Stagione influenzale 2012-2013: la situazione in Europa e nel Nord America al 17 gennaio 2013

Antonino Bella – reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

17 gennaio 2013 - L’attività dei virus influenzali è in crescita in molti Paesi europei: è quanto emerge dal bollettino settimanale Ecdc Weekly Influenza Surveillance Overview, Week 1, 2013 (pdf 1,1 Mb) che segnala un trend in aumento dei casi di sindrome influenzale specialmente nell’Europa nordoccidentale.

 

Il documento pubblica i dati della prima settimana del 2013 (31 dicembre 2012-6 gennaio 2013) relativi ai 26 Paesi che hanno riportato informazioni cliniche al sistema di sorveglianza. Sedici i Paesi che hanno riferito un aumento dell’incidenza di sindromi influenzali  (nella settimana 52/2012 erano 9 su 20) mentre la Romania è l’unica nazione in cui si registra una diminuzione del numero di casi. Dodici Paesi hanno riportato un’incidenza di media o alta intensità. Nella prima settimana del 2013, 10 Paesi europei segnalano una diffusa distribuzione geografica dei casi di sindrome influenzale.

 

Nel corso della prima settimana del 2013 in 20 Paesi sono stati testati 734 campioni, di cui 320 (il 44%) sono risultati positivi al virus influenzale: 146 (46%) di tipo A e 174 (54%) di tipo B. Quattro Paesi hanno riportato un totale di 167 ricoverati per influenza con conferma di laboratorio.

 

A partire dall’inizio della stagione (settimana 40/2012): il 641 (44%) dei campioni positivi sono risultati di tipo A (280 di sottotipo A(H3), 265 di sottotipo A(H1)pdm09 e 96 campioni non sottotipizzati) e 810 (56%) di tipo B (72 di Yamagata lineage, 14 di Victoria lineage e 724 di cui non è noto il lineage). La corrispondenza virologica con i ceppi presenti nel vaccino antinfluenzale della stagione in corso è considerato buono. La distribuzione dei virus influenzali circolanti nei Paesi Ue/Eea è diversa da quella che, ad oggi, è stata riportata dall’America settentrionale.

 

La situazione nel Nord America

A partire dalla fine del 2012, il Nord America sta registrando un incremento anticipato della circolazione dei virus influenzali. È quanto emerge dal documento “Epidemiological Alert. Increase of influenza activity in North America. 14 January 2013” (pdf 151 kb) pubblicato dalla Paho (Pan American Health Organization).

 

Negli Stati Uniti la proporzione di richieste di consulenza medica per sindrome influenzale (influenza like illness, ILI) è cominciata a crescere al di sopra della linea base già a partire dalla settimana 49/2012. La mortalità dovuta a polmonite e influenza è rimasta sui livelli attesi fino alle ultime due settimane del 2012 ma nella settimana 1/2013 è stata superata la soglia epidemica. Le ospedalizzazioni associate all’influenza hanno riguardato principalmente la classe d’età degli over 65enni, seguita da quella dei bambini di 0-4 anni. Per maggiori informazioni sulla situazione negli Usa consulta anche il Summary of Weekly FluView sul sito dei Cdc.

 

Il virus che sta circolando principalmente negli Usa è di tipo A(H3N2) (caratterizzato come A/Victoria/361/2011-like), seguito dai virus di tipo B (Yamagata e Victoria lineage) e di tipo A(H1N1)pdm09 (A/California/7/2009-like). Tre di questi 4 ceppi sono presenti nel vaccino antinfluenzale della stagione 2012-2013 per l’emisfero settentrionale.

 

Anche in Canada, l’attività dei virus influenzali ha cominciato ad aumentare nella settimana 48/2012 ma nella prima settimana del 2013 l’incidenza di sindromi influenzali è stata leggermente al di sopra del livello atteso. La classe d’età più colpita è stata quella dei giovani di 5-19 anni.

 

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