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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Influenza

Influenza stagionale 2010-2011: una riflessione sull’andamento dell’epidemia in Italia

Commento di Caterina Rizzo, Antonino Bella, Silvia Declich, Maria Cristina Rota - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

 

10 gennaio 2011 - La notizia del decesso associato al virus pandemico A/H1N1v avvenuto in Friuli Venezia Giulia la scorsa settimana ha richiamato l’attenzione dei media e degli esperti nazionali sul tema dell’influenza, anche a fronte di quanto sta accadendo nel Regno Unito e degli avvenimenti dello scorso anno. Secondo i dati dell’Health Protection Agency (Hpa), al 6 gennaio 2011 il Regno Unito ha segnalato 50 decessi associati a influenza confermata (45 da virus A/H1N1v e 5 da virus B). La maggior parte delle persone decedute risultava non vaccinata nonostante il 70% appartenesse a categorie a rischio per le quali la vaccinazione antinfluenzale era raccomandata.

 

Anche in Italia, quindi, a fronte dell’aumento del numero dei casi registrato nelle ultime due settimane attraverso il sistema di sorveglianza Influnet, ci si aspetta un incremento di malattie gravi e decessi associati all’influenza che tuttavia rientra nell’atteso. Ogni anno, infatti, durante le normali stagioni influenzali, anche nel nostro Paese l’influenza causa un eccesso di mortalità (Trends for Influenza-related Deaths during Pandemic and Epidemic Seasons, Italy, 1969–2001, Rizzo C et al, EID 2007) pari a una media stagionale di circa 8000 decessi considerando tutte le cause di morte e di circa 1000 decessi considerando come causa di morte soltanto polmonite e influenza.

 

Le uniche differenze, rispetto alle stagioni influenzali non pandemiche, sono relative alle fasce di età più colpite, normalmente rappresentate dai soggetti al di sopra dei 65 anni. Nelle ultime due stagioni, in cui sta circolando il virus pandemico, i casi gravi e i decessi sono stati registrati anche in soggetti più giovani che presentavano patologie croniche di base e in una piccola percentuale di soggetti giovani sani.

 

Alla luce dei dati epidemiologici disponibili attraverso la sorveglianza integrata dell’influenza in Italia (sorveglianza Influnet e sorveglianza accessi ai Pronto Soccorso; sorveglianza dei casi gravi e dei decessi, riattivata alla luce dei nuovi casi registrati) il vaccino e le principali misure igienico sanitarie (igiene respiratoria, isolamento dei casi, ecc) rimangono gli strumenti di prevenzione più importanti, come suggerisce la circolare del ministero della Salute - 29 luglio 2010: Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2010-2011 (pdf 436 kb).

 

Considerando che il picco dell’influenza in Italia è atteso verso la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2011 e che il vaccino richiede due settimane per essere efficace, si consiglia, specialmente a coloro che appartengono alle categorie a rischio di complicanze (come i malati cronici e gli anziani) di vaccinarsi al più presto.

 

Per qualsiasi altra informazione è possibile consultare sul sito del ministero della Salute l’area tematica “influenza” e le pagine dedicate alla campagna di comunicazione sulla prevenzione dell’influenza stagionale 2010-2011.

 

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