Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Influenza

Tempestività, accesso alle fonti e comunicazione: le chiavi per un’indagine appropriata

Marta Luisa Ciofi degli Atti – reparto malattie infettive, Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps, Iss)

 

 

Il 23 ottobre 2006, immediatamente dopo aver ricevuto l’informazione sui quattro decessi verificatisi in Israele in associazione temporale con la vaccinazione antinfluenzale, il ministero della Salute, l’Agenzia italiana del farmaco e l’Istituto superiore di sanità hanno contattato sia la ditta produttrice del vaccino antinfluenzale utilizzato in Israele, sia le fonti internazionali, per valutare la presenza di un eventuale rischio a livello nazionale. La ditta produttrice ha confermato che il lotto del vaccino utilizzato in Israele non era stato distribuito in Italia, e dalle fonti internazionali non è risultata alcuna altra segnalazione di decessi inattesi associati a questo prodotto.

 

In Italia, sono oltre 12 milioni le persone che vengono vaccinate ogni anno contro l’influenza. Questa vaccinazione, infatti, è raccomandata e gratuita per tutti gli individui oltre i 64 anni di età, e per le persone di ogni età con malattie croniche, quali diabete, malattie cardiovascolari, e patologie croniche dell’apparato respiratorio.

 

Le valutazioni di sicurezza dei vaccini antinfluenzali sono quindi molto ampie, e non è stata mai documentata una relazione di causa-effetto tra vaccinazione e decesso. Al contrario, si stima che ogni anno in Italia si verifichino circa 8.000 morti in eccesso attribuibili all’influenza. Il 24 ottobre è stata pertanto trasmessa ai referenti regionali per le malattie infettive e i referenti regionali e di Asl del sistema di farmacovigilanza una nota congiunta, che evidenziava come non vi fossero elementi per modificare la raccomandazione per la vaccinazione stagionale contro l’influenza. Vaccinazione che costituisce, come ogni anno, un cardine fondamentale di prevenzione.

 

Questa esperienza rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’importanza di indagare in modo appropriato e tempestivo gli eventi inattesi temporalmente correlati alle vaccinazioni, di avere un rapido accesso alle fonti di informazione internazionali e di diffondere le evidenze disponibili a tutti gli attori coinvolti nella prevenzione vaccinale delle malattie infettive.

Leggi anche l'articolo di Eurosurveillance (in inglese, in italiano).