Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Influenza

Aspetti epidemiologici

In Italia

 

15 gennaio 2015 - Nel nostro Paese, in seguito all’accordo sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 28 settembre 2000 (atti n. 1031), la sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza viene coordinata dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione del Centro interuniversitario per la ricerca sull’influenza (Ciri), delle regioni, dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, dei Laboratori universitari di riferimento e con il sostegno del ministero della Salute.

 

L’andamento epidemiologico delle stagioni influenzali viene monitorato attraverso la sorveglianza della sindrome simil influenzale Influnet.

 

Mediamente, l’influenza colpisce ogni anno il 8% (range: 4-12%) della popolazione italiana, mantenendo un livello intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, in cui è stato registrato il minimo storico di attività influenzale (4%), e quello osservato nella stagione 2004-2005 in cui l’incidenza ha raggiunto il massimo livello dall’avvio della sorveglianza (12%).

 

I dati relativi alle diverse stagioni influenzali, mettono in evidenza che la curva epidemica generalmente raggiunge il picco all’inizio del mese di febbraio, colpendo soprattutto la popolazione in età pediatrica (0-4 e 5-14 anni), con un’incidenza cumulativa che decresce all’aumentare dell’età (sino a raggiungere il valore minimo negli ultra 64enni).

 

Oltre ai rapporti della sorveglianza settimanale Influnet, l'Iss pubblica periodicamente rapporti riassuntivi sulle singole stagioni influenzali. Gli ultimi dati disponibili relativi alla stagione 2011/2012 sono stati pubblicati nel 2013 nel rapporto Istisan 13/29 “Influnet: sistema di sorveglianza sentinella delle sindromi influenzali in Italia. Rapporto sulla stagione influenzale 2011/2012” (pdf 1,4 Mb). Il numero totale di casi di sindromi influenzali, pesato per Regione e fascia d’età, è stato stimato essere pari a 4.763.586, con un’incidenza cumulata totale di 79 casi per mille assistiti e un picco di 9,64 casi per 1000 assistiti registrato nella quinta settimana del 2012. La fascia di età più colpita è stata quella dei bambini da 0 a 4 anni (con valori molto elevati nel periodo centrale della stagione) e la minore tra gli ultra 64enni.

 

Il picco d’incidenza è stato raggiunto nella quarta settimana del 2012 nelle fasce di età 0-4 anni e 5-14 anni, più suscettibili perché non esposte alle precedenti epidemie influenzali e non vaccinate (rispettivamente con 30,64 e 17,80), mentre nelle fasce di età 15-64 e tra gli ultra 64enni, il picco è stato raggiunto nella quinta settimana, con un’incidenza rispettivamente pari a 7,78 e 3,78 casi per 1000 assistiti.

 

I dati Influnet della sorveglianza virologica dell’influenza sono disponibili settimanalmente sul sito Iss. Nel corso della stagione 2013/14 il primo virus influenzale è stato identificato nella settimana 48/2013. Il virus, di sottotipo A/H3N2, è stato isolato da un campione clinico prelevato da una bambina di 4 anni, non vaccinata, che mostrava sintomatologia di tipo influenzale. Successivamente, la circolazione dei virus influenzali ha subito un graduale incremento, raggiungendo il picco più elevato tra la quinta e l’ottava settimana del 2014, in corrispondenza del periodo di massima incidenza. Durante la stagione sono circolati contemporaneamente ceppi di tipo A e di tipo B, sebbene i virus di tipo A siano risultati nettamente prevalenti (97% vs 3%). Nell’ambito del tipo A, sono stati isolati e/o identificati prevalentemente virus appartenenti al sottotipo H3N2 (58%) rispetto ai ceppi H1N1pdm09 (35%). Il restante 7% dei ceppi di tipo A non è stato sottotipizzato.

 

Accessi ai Pronto Soccorso

Dalla stagione pandemica 2009/2010 è attivo in Italia un sistema di sorveglianza sindromica degli accessi ai Pronto Soccorso (PS) che si basa sulla trasmissione settimanale automatizzata dei dati relativi ad un campione di PS presenti in 10 Regioni e Province Autonome (Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Mar-che, Campania, Basilicata e Sicilia) che hanno aderito alla sorveglianza. Il sistema prevede il monitoraggio di 12 sindromi tra cui la sindrome respiratoria con febbre.

 

Ogni settimana i dati relativi agli accessi ai PS per sindrome respiratoria con febbre, indicatore indiretto di una maggiore attività dei virus influenzali, vengono pubblicati attraverso un bollettino. Inoltre i dati riassuntivi della stagione pandemica 2009-2010, pubblicati nel rapporto Istisan 10/46 “Sorveglianza epidemiologica integrata della pandemia influenzale da virus A(H1N1) nella stagione 2009/2010” (pdf 1,3 Mb), indicano che il numero degli accessi relativi ai PS monitorati ha mostrato un superamento della soglia di allerta dalla settimana 42 alla 46 della stagione.

 

Monitoraggio delle forme gravi e complicate di influenza

Dalla stagione pandemica 2009/2010 è attivo in Italia il monitoraggio dell’andamento delle forme gravi e complicate di influenza stagionale (introdotto con Circolare del 19 novembre 2009 e successive integrazioni con Circolari del 26 novembre 2009, del 27 gennaio 2011, del 7 dicembre 2011, 16 gennaio 2013, 16 gennaio 2014, 12 gennaio 2015). Secondo quanto previsto dalla circolare del ministero della Salute, le Regioni e Province autonome sono tenute a segnalare al ministero ed all’Iss i casi gravi e complicati di influenza, le cui condizioni prevedano il ricovero in Unità di terapia intensiva (Uti) e/o, il ricorso alla terapia in Ecmo. Questa sorveglianza si prefigge di raccogliere da Regioni e Province autonome informazioni sulle forme gravi e ai decessi per meglio conoscere l’epidemiologia delle forme gravi nel Paese anche in termini di possibili fattori di rischio e cambiamenti nel corso dell’epidemia.