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interruzione volontaria di gravidanza
Ultimi aggiornamenti

(30 gennaio 2014) Abortire in modo sicuro: il manuale Oms di pratica clinica

Uno strumento rivolto agli operatori che si occupano direttamente delle interruzioni volontarie di gravidanza all’interno dei sistemi sanitari nazionali: è il “Clinical practice handbook for safe abortion care” (pdf 520 kb), manuale di pratica clinica pensato dall’Oms per facilitare l’applicazione pratica delle raccomandazioni cliniche riportate nella seconda edizione del documento “Safe abortion: technical and policy guidance for health systems” (pdf 1,5 Mb), pubblicato a settembre 2012. È importante sottolineare che il manuale non mira a sostituire un corso formale ma è rivolto a coloro che hanno già i requisiti e le competenze necessarie per aiutare le donne ad affrontare un eventuale aborto (o per gestire le complicazioni) in modo non sicuro.  

 

(19 dicembre 2013) Ivg tra le donne straniere: on line i manuali multilingue

Sono disponibili, sul sito del ministero della Salute, i materiali informativi multilingua elaborati nell’ambito del progetto Ccm “Prevenzione delle Ivg tra le donne straniere”, realizzato dalla Regione Toscana, dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Sapienza Università di Roma, in collaborazione con 10 Regioni. Il progetto, conclusosi a dicembre 2012, si è posto l’obiettivo di rafforzare la prevenzione delle Ivg operando su tre linee strategiche: la formazione degli operatori, la sperimentazione di percorsi organizzativi e la comunicazione. Proprio nell’ambito delle attività di informazione e sensibilizzazione, rivolte alle donne straniere, sono stati elaborati due pieghevoli informativi tradotti in 8 lingue (albanese, arabo, cinese, francese, inglese, rumeno, spagnolo e ucraino): “Salute: un diritto per tutti. L'assistenza sanitaria in Italia”, sul diritto di accesso all’assistenza sanitaria, e “Conoscere per scegliere quando avere un figlio” sulla contraccezione e la legge 194/78. Inoltre, è stato realizzato “La salute delle donne. Educare alla salute attraverso l'apprendimento linguistico”, un manuale da utilizzare nei corsi di italiano per stranieri contenenti informazioni sulla salute della donna e i servizi consultoriali. Per maggiori informazioni visita il sito del Ministero.

 

(19 settembre 2013) Relazione del Ministro della salute sull'Interruzione volontaria di gravidanza

Il documento, pubblicato dal ministero della Salute a settembre 2013, presenta i dati definitivi sulle Interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) nel 2011 e i dati preliminari del 2012 raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati Istituto superiore di sanità (Iss), ministero della Salute, Istat, Regioni e Province autonome. Per quanto riguarda l’andamento del fenomeno, prosegue la costante riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza. Nel 2012 sono state effettuate 105.968 Ivg (dato provvisorio), con un decremento del 4,9% rispetto al dato definitivo del 2011 (111.415 casi) e un decremento del 54,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'Ivg (234.801 casi). Rimane elevato il ricorso alle Ivg da parte delle donne straniere, sebbene anch’esso in diminuzione. In aumento gli interventi effettuati con Mifepristone. Nel suo commento, il Ministro Beatrice Lorenzin, ha affermato che i “dati della relazione indicano che relativamente all’obiezione di coscienza e all’accesso ai servizi la legge ha avuto complessivamente una applicazione efficace”. Per maggiori informazioni consulta la “Relazione del Ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)” e leggi il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute.

 

(2 maggio 2013) Interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine: i dati 2010-2011

Nel rapporto “Interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine - anni 2010-2011” (pdf 872 kb), pubblicato dal ministero della Salute a febbraio 2013, vengono presentati i dati delle Ivg effettuate in Italia con mifepristone e prostaglandine fino al 2011. Negli anni si è osservato un aumento degli interventi effettuati con RU 486 che sono saliti da 132 nel 2005 a 7432 nel 2011. Se fino al 2009 questa metodica era usata solo da poche Regioni, nel 2011 il suo utilizzo era diffuso a tutto il Paese, con l’eccezione delle Marche. Leggi la riflessione di Angela Spinelli e Serena Donati (reparto di salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss).

 

(21 febbraio 2013) Salute delle donne e dei bambini migranti

Negli ultimi anni si è potuto osservare, sia a livello internazionale che quello locale, il rafforzamento del processo di femminilizzazione dei flussi migratori che, anche in Europa ed in Italia, ha comportato un progressivo aumento della componente femminile della popolazione straniera. Questo fenomeno nel nostro territorio si coniuga con una sempre maggior “strutturalità” della presenza di migranti e conseguentemente con una caratterizzazione dell’attuale realtà italiana come società multiculturale. Un’evidente ricaduta della consistente presenza femminile straniera, che si caratterizza anche per la giovane età, è osservabile sulla natalità. A fronte di questa situazione aumenta sempre più l’attenzione per la tutela della maternità tra le immigrate che partoriscono in Italia. Si osserva, infatti, una loro maggiore difficoltà nella fruizione dei servizi a disposizione nel percorso nascita e nel cogliere le opportunità di salute e assistenza nel periodo della gravidanza e del post-partum, nonostante le donne straniere facciano riferimento al consultorio più che le italiane. Leggi l’approfondimento all’interno delle nuove pagine di EpiCentro dedicate a “Migranti e salute”.

 

(18 ottobre 2012) Relazione del Ministro della salute sull'Interruzione volontaria di gravidanza

Il documento ministeriale presenta i dati definitivi sulle Interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) nel 2010 e i dati preliminari del 2011 raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati Istituto superiore di sanità (Iss), ministero della Salute e Istat da una parte, Regioni e Province autonome dall’altra. I dati definitivi del 2010 e quelli preliminari del 2011 indicano una riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza del 5,6% rispetto all’anno precedente (rispettivamente 109.538 nel 2011 e 115.981 casi nel 2010), inoltre il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1000 donne in età feconda tra i 15 e i 49 anni) del 2011 è pari a 7,8 per 1000, con un decremento del 5,3% rispetto al 2010 (8,3 per 1000). Nel suo commento ai dati il Ministro Balduzzi ha sottolineato che la promozione della procreazione responsabile costituisce la modalità più importante per la prevenzione dell’aborto. Per conseguire questo obiettivo, è importante potenziare la rete dei consultori familiari, che costituiscono i servizi più competenti nell’attivazione di reti di sostegno per la maternità, in collaborazione con i servizi sociali dei comuni e con il privato sociale. Per maggiori informazioni scarica la “Relazione del Ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)” (pdf 900 kb) e leggi il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute.

 

(13 settembre 2012) Abortire in modo sicuro: la guida Oms

Negli ultimi venti anni, le evidenze e le tecniche scientifiche sull’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) si sono evolute significativamente, così come si sono diffusi nella maggior parte dei Paesi i principi fondamentali dei diritti umani per le donne che devono o vogliono ricorrere all’Ivg. Nonostante questi progressi, ogni anno, nel mondo 22 milioni di donne abortiscono in modo non sicuro e circa 47 mila muoiono a causa delle cattive condizioni in cui hanno interrotto la gravidanza. È questo uno dei motivi che ha spinto l’Oms a pubblicare la seconda edizione del documento “Safe abortion: technical and policy guidance for health systems” (pdf 1,5 Mb). La guida riflette i cambiamenti registrati in questi anni nei metodi di Ivg e nei servizi sanitari a essa associati, e offre un lavoro di revisione della letteratura scientifica e un aggiornamento delle raccomandazioni relative a questi temi. I destinatari del documento sono i policy maker e gli operatori che si occupano in prima linea delle interruzioni volontarie di gravidanza all’interno dei sistemi sanitari nazionali. Per approfondire il tema leggi anche l’articolo “Women, abortion and the new technical and policy guidance from WHO” (pdf 600 kb) pubblicato sul Bulletin dell’Oms di settembre 2012 e il commento di Angela Spinelli e Michele Grandolfo (Cnesps) alla prima edizione (2003) della guida Oms.

 

(23 febbraio 2012) Evoluzione dell’Ivg in Puglia: diffusione dei servizi e ritorno dell’informazione

Nei primi anni ’80 la Regione Puglia ha chiesto all’Istituto superiore di sanità (Iss) un supporto per la gestione della sorveglianza epidemiologica dell’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Da allora si è sviluppata una collaborazione attiva che ha visto la produzione e l’analisi dei dati del fenomeno, il ritorno dell’informazione mediante rapporti e la realizzazione di indagini di approfondimento con la diffusione dei risultati. Inoltre, sono state attivate consistenti iniziative di aggiornamento professionale riguardanti soprattutto gli operatori dei consultori familiari anche al fine (grazie agli stanziamenti messi a disposizione all’inizio degli anni Novanta dal ministero della Salute) di progettare e implementare strategie di promozione della salute della donna e dell’età evolutiva che avessero come effetto anche una maggiore capacità di controllo sulla fecondità. Michele Grandolfo e Angela Spinelli (Reparto salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss) commentano il rapporto Istisan “Evoluzione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Puglia dagli anni ’80 al 2007” pubblicato a febbraio 2012.

 

(8 settembre 2011) Relazione 2011 sull'applicazione della legge 194/78

Il documento ministeriale presenta i dati complessivi e provvisori del 2010 e quelli definitivi e dettagliati sull’Ivg nel 2009, raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati l’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministero della Salute e l’Istat da una parte, le Regioni e le Province autonome dall’altra. Nel 2010 sono state effettuate 115.372 Ivg e il tasso di abortività è risultato pari a 8,2 per 1000, con un decremento, rispetto ai dati definitivi del 2009, rispettivamente del 2,7% e del 2,5%. Nel 2009 il 33,4% delle Igv totali sono state effettuate su donne con cittadinanza estera, e quasi la metà delle interruzioni volontarie di gravidanza sia tra italiane, sia tra straniere, hanno interessato donne con un’occupazione lavorativa. Scarica la relazione 2011 al Parlamento (pdf 600 kb), le tabelle riassuntive (pdf 190 kb) e il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute.

 

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Ultimo aggiornamento martedi 1 aprile 2014
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