(23 febbraio 2012) Evoluzione dell’Ivg in Puglia: diffusione dei servizi e ritorno dell’informazione
Nei primi anni ’80 la Regione Puglia ha chiesto all’Istituto superiore di sanità (Iss) un supporto per la gestione della sorveglianza epidemiologica dell’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Da allora si è sviluppata una collaborazione attiva che ha visto la produzione e l’analisi dei dati del fenomeno, il ritorno dell’informazione mediante rapporti e la realizzazione di indagini di approfondimento con la diffusione dei risultati. Inoltre, sono state attivate consistenti iniziative di aggiornamento professionale riguardanti soprattutto gli operatori dei consultori familiari anche al fine (grazie agli stanziamenti messi a disposizione all’inizio degli anni Novanta dal ministero della Salute) di progettare e implementare strategie di promozione della salute della donna e dell’età evolutiva che avessero come effetto anche una maggiore capacità di controllo sulla fecondità. Michele Grandolfo e Angela Spinelli (Reparto salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss) commentano il rapporto Istisan “Evoluzione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Puglia dagli anni ’80 al 2007” pubblicato a febbraio 2012.
(8 settembre 2011) Relazione 2011 sull'applicazione della legge 194/78
Il documento ministeriale presenta i dati complessivi e provvisori del 2010 e quelli definitivi e dettagliati sull’Ivg nel 2009, raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati l’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministero della Salute e l’Istat da una parte, le Regioni e le Province autonome dall’altra. Nel 2010 sono state effettuate 115.372 Ivg e il tasso di abortività è risultato pari a 8,2 per 1000, con un decremento, rispetto ai dati definitivi del 2009, rispettivamente del 2,7% e del 2,5%. Nel 2009 il 33,4% delle Igv totali sono state effettuate su donne con cittadinanza estera, e quasi la metà delle interruzioni volontarie di gravidanza sia tra italiane, sia tra straniere, hanno interessato donne con un’occupazione lavorativa. Scarica la relazione 2011 al Parlamento (pdf 600 kb), le tabelle riassuntive (pdf 190 kb) e il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute.