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listeria
Aspetti epidemiologici
La listeriosi è definita dall’Oms una malattia relativamente rara, ma preoccupante per l’evelato tasso di mortalità che la caratterizza. Secondo i dati pubblicati nei rapporti Oms sul rischio associato a Listeria, l’incidenza annuale della listeriosi umana nel mondo va da 0,1 a 11,3 casi per milioni di persone, con 0,3-7,8 casi per milione di persone in Europa (nel biennio 2001-01) e 3 casi per milione in Australia.

I dati del FoodNet, il sistema di sorveglianza per le tossinfezioni alimentari statunitense nato nel 1996 e associato ai Cdc, indicano che nel biennio 1996-98 sono stati riportati annualmente 5 casi di listeriosi per 1 milione di abitanti. Secondo i Cdc però, nonostante la notifica obbligatoria della malattia, vengono registrati solitamente soprattutto i casi più acuti, che richiedono ospedalizzazione o attenzione medica, e che sono stimati essere solo il 50 per cento del totale. Una identificazione comunque molto buona, se confrontata con la stima del 3 per cento relativa ad altre tossinfezioni. In totale, quindi, secondo i Cdc negli Usa si ammalano di listeriosi circa 2.500 persone ogni anno, con 500 morti. Nel 2000, i Cdc hanno messo in evidenza nei rapporti FoodNet che la Listeria è il patogeno alimentare con più alto tasso di ospedalizzazione (90,5% dei casi) e al secondo posto come mortalità (21%).Anche secondo i dati Oms, il tasso di mortalità associato alla listeriosi è piuttosto elevato, del 20-30 per cento tra i pazienti ospedalizzati.

Attente pratiche preventive e intense campagne informative avviate verso la fine degli anni ’80 sul tema della sicurezza alimentare hanno permesso, negli Stati Uniti, di vedere una riduzione dell’incidenza della listeriosi, da 7,9 per milione di abitanti a 4,4, nel quinquennio 1989-93. Successivamente, con l’avvio del FoodNet, si è osservata una ulteriore riduzione del 40% dal 1996 al 2002. Sempre secondo l’Oms, un simile trend di riduzione si è osservato anche in Europa, in Gran Bretagna e in Australia. In Francia, le misure preventive avrebbero ridotto del 68% la presenza di Listeria nel decennio 1987-97. In Italia, la notifica della listeriosi rientra tra quelle con obbligo di denuncia, come previsto per le tossinfezioni alimentari dal decreto ministerialdel 15 dicembre 1990.

Le epidemie recenti
Nel 2002, negli Stati Uniti, un’epidemia di listeriosi associata al consumo di carne di tacchino contaminata ha avuto come effetto 54 casi di malattia, 8 morti e 3 morti fetali in 9 stati diversi.
In Europa, la metà dei casi notificati sembra derivare da assunzione di prodotti lattierocaseari. Epidemie di questi tipo si sono verificate nel 1983 e nel 1987 in Svizzera, per formaggi molli non pastorizzati, nel 1986 in Austria per consumo di latte non pastorizzato, e nel 1995 in Francia, dove un tipo di Brie, sempre a base di latte non pastorizzato, è stato all’origine di una epidemia. Tuttavia, anche prodotti pastorizzati e contaminati in seguito hanno dato origine a casi di listeriosi, come è successo in Finlandia nel 1998- 99 a causa del consumo di burro contaminato. Il Rapid alert system for food and feed (RASFF) europeo, stabilito dalla direttiva 92/59/EEC, ha lo scopo di notificare agli stati membri quando esista un rischio associato a un certo prodotto per la salute dei consumatori. Il Rasff pubblica informazioni dettagliate sulle notifiche, le fonti di contaminazione, i prodotti e i paesi coinvolti. Le notifiche del Rassf sono di due tipi, quelle relative ai prodotti presenti sul mercato e che quindi costituiscono un rischio per i consumatori e quelle per i prodotti non ancora presenti, ritirati o bloccati. Nel rapporto 2002, le notifiche del primo caso relative alla Listeria costituiscono il 17% del totale, mentre quelle del secondo caso il 13%.
Il bollettino Eurosurveillance weekly ha pubblicato in anni recenti numerose note relative a epidemie di listeriosi in diversi paesi. Il già citato caso della Finlandia, ad esempio, dove vengono registrati dai 30 ai 50 casi ogni anno, ha visto una epidemia tra il dicembre 1998 e il febbraio ’99, cha ha prodotto 18 malati. 16 hanno sviluppato forme di setticemia, uno è risultato affetto da una infezione al sistema nervoso centrale, uno ha sviluppato un ascesso e 4 sono morti. L’età media era di 57 anni, con un ampio range tra i 18 e gli 85 anni, e tutti erano già precedentemente malati in forma piuttosto grave.
In Germania, le infezioni di Listeria sono stimate tra i 50 e gli 80 casi annuali, con una notifica di 11-16 casi ogni anno. Nello stesso paese, si stima che il 4-6 per cento dei casi di meningite sia causata da Listeria.
In Francia, il Cnrs e l’Istituto Pasteur hanno avviato un sistema di sorveglianza della listeriosi, che ha colpito il paese più volte in forma epidemica in anni recenti. Tra il 1996 e il 2002, ci sono stati tra i 216 e i 230 casi di malattia all’anno. Verso la fine di dicembre 1999, sono stati registrati 26 casi di listeriosi, con 7 morti, associati a un prodotto di gastronomia, lingua di maiale in gelatina. Nel 2002, si sono registrati 211 casi di cui 197 sporadici e due cluster di 11 e 3 casi legati al consumo di salumi e paté. Il 24% dei casi sporadici ha interessato le donne in gravidanza o i neonati (forme materno-neonatali). Nel 2003, il Cnr francese ha avviato in collaborazione con 27 laboratori europei uno studio di fattibilità per la sorveglianza microbiologica delle infezioni da Listeria in Europa e la creazione di un database elettronico condiviso sui profili genetici dei ceppi identificati nei diversi paesi e sui diversi cibi (progetto PulseNet Europa).
In Italia, nel maggio 1997, una epidemia di listeriosi gastroenterica derivata dal consumo di insalata di mais e tonno contaminato, utilizzato nelle insalate, ha coinvolto oltre 1500 persone. Nella maggior parte dei casi, si trattava di bambini e del personale di due scuole elementari di Torino, mentre altri casi si sono avuti tra gli studenti dell’Università della stessa città. Tutte le persone colpite dall’infezione avevano mangiato presso due caffetterie servite dallo stesso sistema di catering. Tra i malati, quasi 300 persone sono state ospedalizzate. Una analisi del Dna presente nei ceppi di Listeria isolati dai pazienti e nelle porzioni di insalata di tonno e mais ha confermato l’origine dell’infezione.
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Ultimo aggiornamento martedi 6 settembre 2011
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