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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malaria

World Malaria Report 2012

Roberto Romi - dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate, Mipi-Iss

 

24 gennaio 2013 - Lo scorso dicembre, come tutti gli anni, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fatto il punto sulla situazione della malaria nel mondo, pubblicando il “World Malaria Report 2012” che raccoglie i dati epidemiologici, relativi al 2011, da 103 Paesi in cui la malaria è ancora endemica, aggiornando così quelli del rapporto 2011 (dati 2010).

 

Il rapporto 2012 non presenta significative differenze rispetto al precedente: la malaria è in fase di eliminazione o pre-eliminazione solo in pochi Paesi a clima temperato e/o dove è prevalente, se non esclusiva, la presenza di Plasmodium vivax. Viceversa la situazione risulta sostanzialmente stabile nei Paesi a clima tropicale o subtropicale dove i livelli di endemia sono alti, con una stima di circa 250 milioni di nuovi casi e oltre 600 mila decessi, per la gran parte concentrati nel continente africano. Quindi dopo i successi che hanno caratterizzato la prima decade del nuovo secolo, ora la lotta contro la malaria sembra segnare il passo. Questo è dovuto al repentino calo dei finanziamenti internazionali nell’ultimo biennio (2011-2012). Infatti, la somma resa disponibile per la prevenzione e il controllo della malaria nel 2011 è stata pari a 2,3 miliardi di dollari, meno della metà di quanto stimato come annualmente necessario per avvicinarsi ai forse troppo ambiziosi obbiettivi posti dall’Oms per il 2015:

  • abbattimento del tasso di mortalità a livelli vicini allo zero in tutte le aree di endemia
  • riduzione del 75% del numero di casi annui rispetto ai valori del 2000
  • eliminazione della malaria dalla Regione Europea dell’Oms e da ulteriori 10 Paesi rispetto al 2008
  • avere almeno buone speranze di raggiungerli effettivamente nel 2020.

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