Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malaria

Aspetti epidemiologici

Nel mondo

 

Revisione a cura di Daniela Boccolini, Roberto Romi e Carlo Severini – Dipartimento Malattie infettive, Iss

 

14 dicembre 2017 - Nel World Malaria Report 2017, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riporta i dati relativi alla malaria nel mondo nel 2016. Globalmente la malaria è ancora presente in 91 Paesi: il numero di casi totali è stato stimato intorno ai 216 milioni, con circa 445 mila decessi. Il documento sottolinea che, sebbene tra il 2010 e il 2016 il tasso di incidenza della malaria nelle aree di endemia sia sceso globalmente del 18% (da 76 a 63 casi per 1000 abitanti), a partire dal 2014 il tasso di riduzione ha subito un arresto e, in alcuni Paesi, ha addirittura invertito il suo andamento (una simile inversione di tendenza è stata osservata anche per il tasso di mortalità).

 

Circa il 90% dei casi di malaria nel mondo e il 91% dei decessi seguitano a provenire dalla Regione africana dell’Oms, in particolare l’80% del peso globale di questa malattia è sostenuto da 15 Paesi, tutti situati nell’Africa sub-sahariana, fatta eccezione per uno solo, l’India. Quindi mentre nel periodo analizzato per la Regione Africana viene riportata una diminuzione del 20%, la Regione dell’Asia sudorientale ha registrato una diminuzione del 48%, e quella delle Americhe del 22%.

 

Nelle aree ad alta trasmissione di malaria, i bambini sotto i 5 anni sono particolarmente suscettibili all’infezione, a sviluppare la malattia in forma grave e alla morte. Più di due terzi (70%) di tutti i decessi per malaria si verificano, infatti, in questa fascia di età e nonostante il numero di morti sia diminuito da 440 mila nel 2010 a 285 mila nel 2016, la malaria rimane ancora una delle principali cause di morte nella popolazione infantile. Nell’Africa sub-sahariana, ancora oggi solo il 19% dei bambini colpiti da malaria riesce a ricevere un trattamento a base di artemisinina (ACTs).

 

Figura: Paesi e territori con casi autoctoni nel 2000 e loro situazione nel 2016

 

 

Fonte: Oms, World Malaria Report 2017

 

Plasmodium falciparum è l’agente della malaria più diffuso nell'Africa sub-sahariana, essendo responsabile del 99% dei casi di malaria stimati nel 2016 in tutta la Regione Africana. Riguardo alle altre Regioni dell’Oms, P. vivax, rappresenta il 64% dei casi totali di malaria nella Regione delle Americhe, il 42% nella Regione del Mediterraneo orientale e il 34% nella Regione del Sud-Est asiatico, dove peraltro si registra il maggior numero di casi globali dovuti a questo plasmodio (58%).

 

Obiettivi, strategie e metodi d’intervento

A maggio 2015 la World Health Assembly ha adottato il Global Technical Strategy for Malaria 2016-2030, un supporto tecnico sviluppato dall’Oms per coadiuvare i Paesi endemici nelle attività di controllo ed eliminazione della malaria attraverso tappe intermedie per monitorare gli eventuali progressi. La strategia fissa obiettivi globali ambiziosi ma raggiungibili, quali:

  • riduzione dell’incidenza di almeno il 90% entro il 2030
  • riduzione dei tassi di mortalità di almeno il 90% entro il 2030
  • eliminazione della malattia in almeno 35 Paesi entro il 2030
  • prevenzione della reintroduzione della malattia in tutti i Paesi dichiarati malaria-free.

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