Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malaria

Aspetti epidemiologici

In Italia

 

Secondo i dati dello studio “Malaria surveillance in Italy: the 2000-2008 national pattern of imported cases” (pdf 1,1 Mb), pubblicato nel 2010 sul Giornale italiano di medicina tropicale (volume 15 n. 1-4 gennaio-dicembre 2010: 35-38) relativo alla sorveglianza e alla casistica nazionale della malaria di importazione tra italiani e stranieri nel periodo 2000-2008, si conferma la tendenza verso la riduzione dei casi importati, con una percentuale di decessi stabile e inferiore alla media europea.

 

Nel periodo di studio sono stati rilevati 6377 casi, di cui 9 di origine autoctona e 6368 di importazione, in particolare 1749, che rappresentano il 27,5% del totale, sono stati riscontrati in cittadini italiani e 4619 (72,5%) in cittadini stranieri. Le rilevazioni annuali hanno messo in luce il calo dei casi registrati: dal 2000 al 2008 questo valore è diminuito del 60% tra gli italiani e del 33% tra gli stranieri, passando dai 977 casi rilevati nel 2000 ai 583 nel 2008.

 

Nel 93% dei casi la malaria è stata contratta in Africa, in particolare nei Paesi della costa occidentale (Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Senegal e Camerun), e Plasmodium falciparum è stato l’agente eziologico responsabile dell’83% dei casi totali e dell’82% di quelli contratti in Africa, con una letalità dello 0,5%, che ha causato 27 morti, di cui 20 italiani e 7 stranieri. Tra gli altri fattori eziologici coinvolti P. vivax, responsabile dell’8,4% dei casi, è stato contratto in Asia (76%), nell’America centrale e del Sud (87%) e in Nuova Guinea (85%), mentre P. ovale ha causato il 6,5% dei casi e P. malariae l’1,6%.

 

Un altro studio (pdf 185 kb), condotto da ricercatori dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute (pubblicato sul Giornale italiano di medicina tropicale, vol. 12, n. 1-4, 2007), relativo al quinquennio 2002-2006, riporta la distribuzione regionale dei casi di malaria da importazione. Il maggior numero di casi di malaria è stato registrato nell’Italia settentrionale e nel Lazio: Lombardia (30%), Veneto (20%), Emilia Romagna (12,7%), Piemonte (7,7%), Lazio (7,3%), Toscana (5,7%), Marche (2%), Liguria (1,7%), Trentino Alto Adige (1,5%), Umbria e Puglia (1,3%), Basilicata (0,6%), Sicilia e Abruzzo (0,5%), Sardegna e Friuli Venezia Giulia (0,4%), Valle d’Aosta e Molise (0,3%), Campania e Calabria (0,2%).

 

Nell’articolo “Incidence of malaria and risk factors in Italian travelers to malaria endemic countries”, pubblicato nel 2010 su Travel Medicine and Infectious Disease (volume 8 n. 3 maggio 2010:144-54. Epub 2010 Mar 4.), è stata stimata l’incidenza (Crude Incidence Rate/1000) della malaria importata, per continente e per anno, tra i viaggiatori italiani nel periodo 2000-2006, considerando sia i casi totali (gCIR) sia i casi con malaria da P. falciparum (pfCIR). I risultati mostrano in media per l’Africa una gCIR di 1,2/1000 (compreso tra 1,6 e 0,04 a seconda degli stati visitati) e una pfCIR di 0,9, per l’Asia una gCIR di 0,08/1000 (0,1-0,007) e una pfCIR 0,02 e per l’ America Centrale e il Sud America una gCIR di 0,03/1000 (0,1-0,01) e una pfCIR 0,003.

 

È importante sottolineare che il 40% dei decessi relativi ai casi contratti in Africa e riconducibili a P. falciparum, sono originati in Kenia, Paese in cui il tasso di fatalità del 6%, a fronte di valori d’incidenza piuttosto bassi (gCIR di 0,4/1000 e pfCIR 0,3), è riconducile all’ampio flusso turistico.

 

Altro punto da sottolineare di questa indagine è l’analisi del crescente numero di casi di malaria tra immigrati, soprattutto africani, da lungo tempo residenti in Italia (così come in Europa), che rientrano nel Paese d’origine per visitare familiari e amici (VFR’s=visiting friends and relatives) non consapevoli di aver perso l’immunità transitoria (premunizione) nei confronti della malaria.

 

Per i dati relativi a singoli anni è possibile consultare le notifiche ufficiali sulle malattie infettive sul sito ministero della Salute.

 

revisione a cura di Roberto Romi - dipartimento di Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate (Mipi), Iss