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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie batteriche invasive (sepsi e meningiti)

Casi di malattia invasiva da meningococco C in Toscana: aggiornamento a maggio 2015

Regione Toscana

Dipartimento Malattie Infettive Parassitarie e Immunomediate – Istituto Superiore di Sanità

Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute – Istituto Superiore di Sanità

 

11 giugno 2015 - Le segnalazioni di diversi casi di malattia invasiva da meningococco C in Toscana dall’inizio del 2015 sono state al centro di diversi articoli della stampa e hanno suscitato apprensione nella popolazione.

 

L’Italia, dai dati riportati dalla Sorveglianza Nazionale delle Malattie Batteriche Invasive (vedi il report con i dati al 23 marzo 2015, pdf 1,4 Mb), riporta annualmente un limitato numero di casi di malattia invasiva da meningococco confermati in laboratorio. In particolare, nel 2014 sono stati segnalati 155 casi di cui 106 (68%) tipizzati: 50 appartenenti al sierogruppo B, 36 al sierogruppo C, 12 al sierogruppo Y, 7 al sierogruppo W e 1 al sierogruppo A.

 

Come atteso, dopo l’introduzione in quasi tutte le Regioni della vaccinazione nella prima infanzia contro il meningococco C, la maggior parte dei casi è ora dovuta al meningococco B.

 

Al 9 giugno 2015 il sistema di Sorveglianza nazionale ha ricevuto 88 segnalazioni di malattia invasiva da meningococco in Italia di cui 24 nella Regione Toscana e 19 di queste, dovute al sierogruppo C. L’età mediana dei casi segnalati dalla Toscana è di 27 anni; sei pazienti sono deceduti. (5 decessi riconducibili al ceppo C e 1 al ceppo B)

 

In Toscana, quindi, da gennaio 2015 si è osservato un incremento importante del numero di casi, e anche se non sono stati identificati focolai con trasmissione diretta dei casi, sicuramente l’aumento inatteso dei casi in un’area limitata della Regione ha costituito un fatto anomalo e di immediato intervento sanitario.

 

I casi di malattia invasiva da sierogruppo C verificatisi dall’inizio dell’anno con una cadenza quasi settimanale, per lo più nell’area tra Firenze e Pisa (in particolare nell’area di Empoli) sono, tuttavia, diminuiti nel mese di maggio, sia per gli interventi di sanità pubblica che sono stati messi in atto, sia per l’andamento stagionale della malattia che segue le curve epidemiche influenzali.

 

Per far fronte all’emergenza, la Regione Toscana ha richiesto la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e ha messo in atto una serie di misure di sanità pubblica: oltre  all’antibiotico profilassi dei contatti stretti, anche l’estensione dell’offerta vaccinale ad adolescenti e adulti (la vaccinazione universale dei nuovi nati è iniziata in Toscana nel 2005).

Già nel mese di marzo, con delibera della Giunta Regionale toscana n. 367 del 30/3/2015, è stata introdotta l’offerta attiva e gratuita di 1 dose di vaccino coniugato quadrivalente ACWY agli adolescenti già vaccinati nell’infanzia.

 

Successivamente con la Delibera 571 del 27 aprile 2015, si è estesa  l’offerta gratuita del vaccino tetravalente coniugato agli adolescenti (contenente anche il sierogruppo capsulare C) fino al compimento del 20° anno e, per tutto l’anno 2015, sarà disponibile la vaccinazione gratuita sino ai 45 anni di età, nelle Aziende USL in cui si  è verificato un caso di meningococco C.

 

Questa decisione è stata presa a causa del numero relativamente elevato di casi diagnosticati in persone adulte e per offrire sia una protezione alla fascia di popolazione più colpita che per una protezione indiretta (immunità di gregge) alla popolazione generale diminuendo la circolazione del batterio anche negli eventuali portatori.

 

Inoltre si è deciso di utilizzare routinariamente la diagnosi rapida con metodi molecolari, che consente di avere risposta e tipizzazione  dei meningococchi in circa 2 ore dall’arrivo del campione individuando il laboratorio di Immunologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Anna Meyer come centro per l’effettuazione delle analisi.

 

I meningococchi nei pazienti in Toscana sono risultati per la maggior parte riconducibili a uno stesso clone ST11. I metodi molecolari hanno permesso di identificare e tipizzare rapidamente i casi e di conseguenza di attivare l’antibiotico-profilassi dei contatti stretti dei casi solo quando necessario. Inoltre i metodi molecolari effettuati nel laboratorio toscano hanno confermato la maggiore sensibilità degli esami molecolari rispetto agli esami colturali permettendo di tipizzare tutti i campioni testati (23).

 

L’ISS sta supportando la Regione nell’elaborazione delle strategie vaccinali e degli interventi di sanità pubblica e riceve campioni clinici e ceppi di meningococco per la valutazione della sensibilità agli antibiotici e per studi di caratterizzazione genetica attraverso l’analisi approfondita del genoma batterico. Queste indagini sono finalizzate all’identificazione dei cloni circolanti e delle relazioni genetiche nonché all’individuazione di eventuali mutazioni caratterizzanti i ceppi.