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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Morbillo in Italia: situazione corrente e focus sui dati dal 1 ottobre 2010 al 31 dicembre 2011

Stefania Salmaso – direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps - Iss)

Antonietta Filia - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss

 

23 maggio 2013 - Nonostante il morbillo sia da eliminare nel nostro Paese e nel resto d’Europa, continuano a verificarsi epidemie. Una disamina della situazione corrente è stata presentata nell’ambito del Convegno organizzato dall’Iss in occasione della settimana delle vaccinazioni, di cui sono disponibili le presentazioni.

 

Nel periodo 2010-2012 il sistema di sorveglianza speciale del morbillo ha raccolto più di 8000 segnalazioni. Il numero è certamente non trascurabile rispetto all’obiettivo di azzeramento, ma messo a confronto con l’epidemiologia “storica” del morbillo dagli anni 70 in poi (vedi figura qui sotto) mette in evidenza la grande quantità di malattia, di complicanze (encefaliti, polmoniti, ecc.) e decessi già risparmiati, pur con coperture vaccinali sub-ottimali (vedi figura successiva).

 

 

 

Attualmente in Italia l’età mediana a cui si contrae il morbillo è 18 anni e la massima frequenza di malattia si è spostata nelle età dove si concentrano i suscettibili lasciati indietro da offerte di vaccinazioni non sistematiche e saltuarie. Lacune che è necessario colmare al più presto per evitare ulteriori casi di malattie e relative complicanze.

 

 

 

Negli ultimi tre anni, il 2011 è stato l’anno epidemico ed è stato recentemente pubblicata una descrizione approfondita dei 5568 casi di morbillo segnalati nel nostro Paese tra il 1 ottobre 2010 e il 31 dicembre 2011: periodo in cui è stata superata di 2,5 volte l’incidenza registrata nei 15 mesi precedenti. L'analisi è riportata nell’articolo “Analysis of national measles surveillance data in Italy from October 2010 to December 2011 and priorities for reaching the 2015 measles elimination goal”, di Filia A, Bella A, Rota MC et al,pubblicato su Eurosurveillance (Volume 18, Issue 20, 16 May 2013). L’articolo riporta i dati del sistema nazionale di sorveglianza speciale del morbillo e discute le priorità d’azione per raggiungere l’obiettivo di eliminazione. Nel 95,8% dei casi i pazienti non erano stati vaccinati o non avevano ricevuto tutte le dosi del vaccino.

 

Nel periodo 2010-11 sono state segnalate complicanze nel 20,3% dei casi (in Europa il range è compreso tra il 11,4% e 38,6%), con 135 casi di polmonite, 7 di encefalite e 1 di sindrome Guillain-Barré. Inoltre, un paziente adulto è deceduto e per 1317 casi (26,2%) è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

Famiglia, scuola (di tutti gradi), strutture sanitarie e campi vacanza sono tra i luoghi in cui è stata più frequente la trasmissione del virus. Tra i casi segnalati l’informazione sull’occupazione lavorativa era disponibile per 1595 persone e, di questi, 185 erano operatori sanitari e 44 operatori scolastici. In Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento ed Emilia-Romagna, sono stati segnalati 40 casi tra la popolazione Rom/Sinti.

 

Eliminare il morbillo entro il 2015: le priorità d’azione

I dati descritti indicano un quadro epidemiologico su cui è necessario intervenire attraverso interventi aggiuntivi che permettano all’Italia di rispettare l’obiettivo di eliminazione del morbillo entro il 2015 (pdf 928 kb, già posticipato dal 2010). Le priorità identificate includono la messa in atto di interventi di comprovata efficacia per aumentare le coperture vaccinali (in particolare la chiamata attiva dei suscettibili alla vaccinazione) e di attività supplementari di vaccinazione rivolte ai gruppi suscettibili, inclusi gli adolescenti e i giovani adulti e i gruppi difficili da raggiungere. E’ necessario inoltre migliorare le coperture vaccinali tra gli operatori sanitari.

 

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