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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Focolaio di morbillo in Romania: la valutazione del rischio dell’Ecdc

Antonietta Filia e Maria Cristina Rota - Istituto superiore di sanità

 

9 marzo 2017 - Da febbraio 2016, in Romania è in corso una vasta epidemia di morbillo, in cui sono stati già segnalati 3071 casi (di cui 2341 da ottobre 2016), e 16 decessi. Lo riferisce il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel Rapid Risk Assessment pubblicato il 3 marzo 2017. Tutti i casi sono stati confermati in laboratorio oppure risultano epidemiologicamente collegati a casi confermati. Il 58,5% (1796 casi) si è verificato in bambini con meno di 5 anno di età. Per quanto riguarda lo stato vaccinale, il 96,3% dei casi (2958 casi) non era vaccinato, il 2,6% (80) aveva ricevuto una sola dose di vaccino contro il morbillo e l’1,1% (33) aveva ricevuto entrambe le dosi previste. Tutti i decessi si sono verificati tra persone immunocompromesse o con comorbidità. Il genotipo identificato risulta essere il B3, un ceppo generalmente non circolante in Romania ma particolarmente presente nel 2015 all’interno dei Paesi Ue/See.

 

Per cercare di contenere la diffusione dell’infezione nel Paese è in corso una estesa campagna vaccinale contro il morbillo. Le autorità sanitarie rumene hanno abbassato l’età di somministrazione della prima dose di vaccino da 12 a 9 mesi e raccomandano che tutti i bambini fino ai 9 anni siano vaccinati con due dosi di vaccino. Inoltre, hanno richiesto la collaborazione dei medici di medicina generale per identificare i bambini di età compresa tra i 9 mesi e i 9 anni che non sono stati vaccinati e quelli tra i 5 e i 9 anni a cui è stata somministrata una sola dose di vaccino. Infine, per aumentare la consapevolezza della popolazione sull’importanza della vaccinazione e per sensibilizzare i genitori dei bambini appartenenti a gruppi di popolazione più vulnerabili, è stato istituito un network di infermieri di comunità e sono stati prodotti materiali di comunicazione ad hoc, tra cui poster e pieghevoli.

 

Nell’ultimo rapporto della Commissione regionale europea di verifica dell’eliminazione del morbillo e della rosolia, la Romania è stata classificata come Paese con trasmissione endemica di morbillo. La copertura vaccinale per morbillo, riportata per l’anno 2015, è pari all’85,8% per la prima dose, 69,4% per la seconda dose tra i bambini di 5 anni di età, e 64,4% per la seconda dose a 7 anni. Il Paese ha registrato altre vaste epidemie di morbillo negli anni 2005-2006 (circa 9000 casi) e 2011-2013 (circa 11.000 casi).

 

La situazione in Europa

Nel 2016, diversi Paesi Ue/See, tra cui la Francia, l’Irlanda, l’Inghilterra, la Scozia, e l’Italia hanno registrato focolai di morbillo. Nel 2017 si è osservato un aumento generale nel numero dei casi e sono attualmente in corso epidemie in Austria (68 casi segnalati da fine dicembre 2016), Germania (43 casi nel 2017) e Italia (238 casi nel solo mese di gennaio 2017).

Secondo i dati dell’Ecdc, dal 1 febbraio 2016 al 31 gennaio 2017, 8 Paesi dell’Ue/See hanno riportato 34 casi, probabilmente importati dalla Romania che hanno causato casi secondari e focolai, soprattutto in Irlanda, Belgio e Austria.

 

Le coperture vaccinali in Europa

Le coperture vaccinali per morbillo sono ancora subottimali in molti Paesi dell’Ue/See. Gli ultimi dati disponibili forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mostrano che la maggior parte dei Paesi Ue/See ha una copertura vaccinale per la seconda dose di vaccino antimorbillo inferiore al 95%. Inoltre, in 13 Paesi dell’Ue (inclusa l’Italia) anche la copertura vaccinale per la prima dose è inferiore al 95%.

 

Valutazione del rischio per l’Ue

Considerando la dimensione dell’attuale epidemia in corso, i recenti trend storici e i livelli di copertura vaccinale inferiori al 90%, il rischio di continuata trasmissione del morbillo in Romania è elevato. Questo pone un rischio di esportazione dell’infezione ad altri Paesi dell’Ue/See e di possibile diffusione nei Paesi dove la CV per morbillo è subottimale.

 

Nel Rapid Risk Assessment, l’Ecdc sottolinea che la vaccinazione è l’unica misura di prevenzione efficace contro il morbillo e ricorda che è necessario rafforzare i programmi nazionali di immunizzazione, incluso facilitare l’accesso alle vaccinazioni e migliorare gli strumenti per identificare le persone non vaccinate o vaccinate solo parzialmente.

 

Un livello di copertura superiore al 95% per entrambe le dosi è necessario per interrompere la circolazione del virus del morbillo e assicurare che eventuali importazioni di casi non comportino casi secondari. Questo livello di copertura vaccinale non è ancora stato raggiunto in tutti i paesi Ue/See. Inoltre, anche in Paesi con coperture vaccinali elevate, potrebbero essere presenti aree geografiche con coperture sub ottimali e/o sacche di popolazioni suscettibili in cui può essere necessario mettere in atto attività supplementari di vaccinazione.

 

È necessario rafforzare la sorveglianza per identificare i casi sospetti, effettuare le indagini di laboratorio per confermare la diagnosi e identificare il genotipo virale, e mettere in atto le misure di controllo necessarie, inclusa la vaccinazione dei contatti suscettibili.

 

Infine, si raccomanda la vaccinazione con due dosi di vaccino a tutti i viaggiatori suscettibili che si recano in Romania e che non hanno controindicazioni alla vaccinazione.

 

Qual è la situazione in Italia?

In Italia, le coperture vaccinali per la prima e seconda dose di vaccino contro il morbillo sono entrambe inferiori al 90% (dati 2015), e quelle per la prima dose sono molto simili a quelle rilevate in Romania. Se a questo aggiungiamo la presenza di aree geografiche con coperture particolarmente basse e di gruppi di individui ancora suscettibili e difficilmente raggiungibili dai programmi di vaccinazione, il rischio che si verifichi una estesa epidemia di morbillo anche nel nostro Paese è elevato.

 

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