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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Obesità

Obesità infantile: i dati della terza raccolta della sorveglianza internazionale Cosi

Angela Spinelli – Direttore del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps), Istituto superiore di sanità (Iss)

Paola Nardone – Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps), Istituto superiore di sanità (Iss)

Marta Buoncristiano - Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps), Istituto superiore di sanità (Iss)

 

13 settembre 2018 – Sono oltre 250 mila i bambini della scuola primaria coinvolti nella terza indagine condotta nell’ambito dell’iniziativa internazionale Cosi (“Childhood Obesity Surveillance Initiative”). Alla rilevazione, svoltasi durante l’anno scolastico 2012-2013, hanno partecipato 19 Paesi della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), tra cui l’Italia che ha potuto contribuire grazie ai dati raccolti dalla sorveglianza in età pediatrica OKkio alla Salute, coordinata dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Iss.

 

Tutte le nazioni aderenti a Cosi hanno misurato il peso e la statura di un campione rappresentativo di bambini di 6-9 anni di età, utilizzando un protocollo comune. 17 di questi Paesi hanno inoltre raccolto dati sull’ambiente scolastico e 11, somministrando un questionario alla famiglia, hanno fornito dati sulle abitudini alimentari e sui livelli di attività fisica dei bambini, sulle caratteristiche socioeconomiche delle famiglie e sulle condizioni di co-morbidità associate all’obesità.

 

Sovrappeso e obesità

Dai risultati dell’indagine emerge che la prevalenza del sovrappeso variava dal 18% al 52% nei maschi e dal 13% al 43% nelle femmine mentre la prevalenza dell’obesità variava dal 6% al 28% tra i bambini e dal 4% al 20% tra le bambine, sulla base delle curve di crescita WHO. Inoltre i dati suggeriscono un gradiente Nord-Sud, con le prevalenze più alte di sovrappeso e obesità nei Paesi dell’Europa meridionale. E, nelle nazioni che hanno raccolto dati su più di una fascia di età, la prevalenza di eccesso ponderale mostrato una tendenza ad aumentare al crescere dell’età.

 

Abitudini alimentari e sedentarietà

La terza indagine Cosi ha raccolto informazioni anche sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica, aspetti strettamente legati allo squilibrio energetico che può portare i bambini a diventare in sovrappeso e obesi. I dati sottolineano una variabilità significativa tra i Paesi riguardo la frequenza nel consumo di prodotti alimentari più o meno salutari, mentre all’interno dei singoli Paesi non emerge una marcata differenza tra maschi e femmine. Anche per gli indicatori di attività fisica (come andare a scuola a piedi o in bicicletta, praticare uno sport, il tempo trascorso a giocare fuori, il tempo dedicato a Tv e videogiochi e la durata del sonno) si osserva una notevole eterogeneità tra Paesi, con poca differenza tra le abitudini dei bambini e delle bambine. L’ambiente ha una sua rilevanza: ad esempio, andare a scuola a piedi o in bici è associata alla percezione dei genitori della sicurezza del percorso e della distanza dalla scuola.

 

Il ruolo delle scuole

Data l’importanza delle scuole nel promuovere la salute dei bambini e nel favorire abitudini di vita sane, l’indagine Cosi 2012-2013 ha raccolto anche dati su aspetti dell’ambiente scolastico relativi all’alimentazione e all’attività fisica. I Paesi partecipanti hanno mostrato grandi differenze per quanto riguarda l’accessibilità a cibi sani. La durata media delle lezioni di educazione fisica a settimana variava da 62 a 187 minuti e in alcuni paesi non tutte le scuole garantivano almeno 1 ora di educazione fisica a settimana. Infine, la percentuale di scuole che ha introdotto iniziative o progetti dedicati agli stili di vita sani varia da Paese a Paese e va dal 57% a oltre il 90%.

 

La raccolta sistematica di questi dati e la loro analisi consentono confronti tra nazioni diverse, favorendo una migliore comprensione del fenomeno della diffusione del sovrappeso e dell’obesità infantile in Europa, dimostrando chiaramente che questo è ancora un importante problema di sanità pubblica nella Regione europea dell’Oms.

 

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