Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Ultimi aggiornamenti

6/7/2017 - Mortalità perinatale: al via la sorveglianza pilota Spitoss

Implementare un modello di sorveglianza attiva per elaborare stime population based della mortalità perinatale e raccogliere informazioni utili a prevenire i decessi evitabili. Questo l’obiettivo generale di Spitoss (Italian Perinatal Surveillance System), il progetto pilota di sorveglianza della mortalità perinatale coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con tre Regioni italiane (Lombardia, Toscana e Sicilia) e finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute. Spitoss, avviato ufficialmente il 1 luglio 2017, nasce nell’ambito della più estesa sorveglianza ostetrica nazionale Itoss (Italian Obstetric Surveillance System) e nel quadro definito dalle politiche sanitarie internazionali nell’ambito dell’attività di ricerca epidemiologica e di salute pubblica inerente alla salute della donna e del neonato. Leggi l’approfondimento a cura di Serena Donati, Paola D’Aloja, Ilaria Lega, Alice Maraschini, Silvia Andreozzi – Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnapps-Iss.

 

6/7/2017 - Sorveglianza della mortalità materna: on line una clip video dedicata

«La sorveglianza ostetrica migliora la salute della donna e del neonato» afferma Serena Donati (direttore del Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità) presentando la nuova clip video prodotta dalla sorveglianza della mortalità materna Itoss (Italian Obstetric Surveillance System) con la collaborazione del Pensiero Scientifico Editore. La clip descrive alcuni importanti risultati della sorveglianza coordinata dall’Iss che, coinvolgendo 9 Regioni e sviluppando una Rete di 350 presidi pubblici e privati, copre il 75% dei nati nel nostro Paese. Una rete population-based che continua a espandersi nel tempo, con l’obiettivo di raggiungere la copertura nazionale. I dati riportati riguardano alcuni ambiti indagati da Itoss: emorragia ostetrica, suicidi materni, influenza in gravidanza e taglio cesareo. Per approfondiere consulta il Primo Piano sul sito dell’Iss e guarda la clip video.

 

25/5/2017 - Dalla PA di Trento i dati sulle anomalie congenite registrate nel 2015

Su un totale di 4572 parti registrati nel territorio della PA di Trento nel 2015 sono stati segnalati 112 casi di anomalie congenite, di cui 70 nati vivi e 42 interruzioni di gravidanza, con una prevalenza alla nascita pari a 24,6 per mille nati vivi (26,7‰ nel 2014, 25,7‰, nel 2013, 26,8‰ nel 2012 e 25,4‰ nel 2011). Il 75,9% delle donne che ha partorito un neonato con anomalia congenita, o che ha interrotto la gravidanza per diagnosi prenatale di difetto congenito, ha cittadinanza italiana e, tra le straniere, prevalgono le donne provenienti dai Paesi dell’Est Europa (51,9%), seguite da Asia (25,9%), Africa (14,8%) e America Latina (7,4%). Dei 112 casi, il 62,5% (70 casi) è stato classificato come isolato e il 37,5% (42 casi) come associato ad altre anomalie congenite. Nei 70 casi isolati gli apparati più frequentemente coinvolti sono: il cardiovascolare (22,9%), il muscolo-scheletrico (22,9%), l’urinario (18,6%), il sistema nervoso centrale (12,9%), il genitale (5,7%) e il gastrointestinale (4,3%). I casi associati sono stati ulteriormente suddivisi in casi con anomalie cromosomiche (28), con condizioni note (6) e condizioni malformative multiple non altrimenti classificabili (8). Per approfondire scaricai il “Rapporto annuale sintetico sui casi con anomalie congenite in Trentino. Anno 2015” (pdf 249 kb).

 

30/3/2017 - L’evento nascita in Italia: il rapporto Cedap 2014

È online il rapporto “Certificato di assistenza al parto (Cedap). Analisi dell’evento nascita - anno 2014”, che fornisce i dati dei 513 punti nascita del Paese. Negli ultimi anni la completezza e la qualità del Cedap è continuamente migliorata grazie a una più accurata compilazione e trasmissione dei Certificati, che sono la più ricca fonte di informazioni sanitarie, epidemiologiche e socio-demografiche relative all’evento nascita in Italia. Il miglioramento della loro analisi e della restituzione delle informazioni a livello nazionale e regionale è probabilmente lo strumento più efficace per promuovere la qualità del flusso e il suo impiego per il miglioramento della pratica clinica. Per maggiori informazioni leggi il commento di Serena Donati (reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Iss).

 


 

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