Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

percorso nascita

Le madri Italiane preferiscono partorire mediante taglio cesareo?

Serena Donati, Michele E. Grandolfo e Silvia Andreozzi

 

Introduzione: In Italia la percentuale di parti mediante taglio cesareo è passata dall’11,2% nel 1980 al 27,9% nel 1996 ed al 33,2% nel 2000. Obiettivi di questo lavoro sono: lo studio dei fattori associati alle diverse modalità del parto e l’analisi delle preferenze espresse dalle madri dopo il parto in 23 punti nascita universitari dell’intero territorio nazionale.

 

Metodi: nel 1999 sono state intervistate, sull’assistenza ricevuta durante la gravidanza e nel punto nascita, 1986 donne. Le interviste sono state effettuate il giorno prima della dimissione ospedaliera, in 23 ospedali universitari da ostetriche opportunamente addestrate. Il tasso di rispondenza è stato pari al 95%. Lo studio riporta la preferenza per parto naturale o cesareo espressa da 1023 donne che partorivano per la prima volta.

 

Risultati: la proporzione di cesarei, sul totale dei punti nascita coinvolti nello studio, era pari al 36% con forti differenze per area geografica (45% al Sud, 27% al Centro e 30% al Nord). Il 90% delle donne che aveva partorito spontaneamente e il 77% di quelle che avevano partorito mediante cesareo hanno riferito che avrebbero preferito partorire naturalmente. I fattori associati alla preferenza per un parto mediante taglio cesareo tra le primipare sono: aver subito un parto operativo (ventosa o forcipe), aver partorito mediante cesareo ed aver partorito in un punto nascita del sud Italia.

 

Conclusioni: lo studio dimostra come, benché alcuni operatori sanitari ritengano che la richiesta da parte delle donne sia un fattore importante nella genesi dell’eccesso dei tagli cesarei, la gran parte delle donne intervistate riferisca di preferire il parto naturale.

 

Il testo completo dello studio si trova sulla rivista Birth, n. 30 del 2 Giugno 2003.