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Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
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La nascita in Emilia-Romagna: il rapporto 2008

I tassi di natalità e di fecondità sono in aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è 1,45 (dati Italia: 9.6‰ e 1,41). Questi dati costituiscono comunque, se confrontati ad altri Paesi europei, un indicatore del problema della denatalità che caratterizza in generale la realtà italiana. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare femminile, contribuisce in modo significativo a questo incremento. L’età media delle mamme al momento del parto è di 31,5 anni, con una discreta differenza tra italiane (media 32,6 anni) e straniere (media 28,5). La frequenza di donne di età uguale o superiore a 35 anni è passata dal 25,5% nel 2003 al 31% nel 2008. Le donne che hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita sono l’1,4% del totale. Il tasso di parti cesarei è 30,1%, leggermente in crescita dal 2006. Infine, il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo e molto altro nel 6° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2009 dalla Regione Emilia-Romagna. Scarica il rapporto (pdf 1,8 Mb) e guarda le diapositive relative alla presentazione del rapporto.

 

Cedap 2006: l’assistenza al parto in Italia

In Italia, si ricorre al taglio cesareo nel 37,4% dei casi, e la percentuale sale nelle case di cura private. Nel corso dell’anno 2006, in Italia, oltre l’88% dei parti è avvenuto negli istituti di cura pubblici e il 14,7% di essi è avvenuto da madri di cittadinanza non italiana, soprattutto al nord, dove quasi il 20% dei parti è relativo a madri straniere. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal quinto rapporto Cedap relativo alle nascite in Italia nel 2006. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

Natalità in Campania: il rapporto sui dati relativi al 2007

Malgrado il calo delle nascite, la Campania rimane la Regione italiana con il maggiore tasso di natalità (10,6‰ contro il 9,5‰ dell’Italia). È quanto emerge dal “Rapporto sulla natalità in Campania 2007” (pdf 429 kb) basato sull’elaborazione dei Certificati di assistenza al parto (Cedap). Nel periodo 1995-2007, il tasso di fecondità totale (Tft, numero medio di figli per donna) della Campania, pur rimanendo tra i più alti del Paese, ha subito un calo ed è passato da 1,52 a 1,41. L’età media delle madri al primo figlio è pari a 28,1 anni e quella dei padri è 33,5 anni, ma i dati relativi al periodo 1998-2007 registrano un piccolo incremento della percentuale di nati da madri in età più avanzata. Riguardo all’abortività, la Campania figura tra le dieci Regioni in cui il tasso è inferiore a quello medio nazionale in tutte le classi di età. Il tasso di interruzione volontaria di gravidanza del 2006 è stato 8,2‰ donne di 15-49 anni. In coerenza col dato nazionale, anche in Campania continua a diminuire il numero di nati da procreazione assistita. La proporzione di nati con taglio cesareo è pari a 60,3% e persiste una variabilità tra le Asl, dal 68,6% della Asl Napoli 3 al 43,4% della Asl di Benevento. Per informazioni più dettagliate leggi il rapporto completo (pdf 429 kb).

 

L’assistenza ostetrico-neonatale nella Provincia di Trento (2000-2005)

Nella Provincia di Trento i tassi di natalità e fecondità sono più alti di quelli nazionali: nel 2005 il tasso di natalità è 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Un contributo importante si deve soprattutto al costante incremento dei parti della donne immigrate (nel 2005 sono il 18% del totale). Il 69,5% dei nati ha avuto un parto per via vaginale, il 27,6% un cesareo. Nel 2005 il tasso di mortalità neonatale è pari al 2,1‰, mentre quello di mortalità perinatale risulta essere il 4,2‰. Il tasso di natimortalità nel periodo 2000-2005 è del 3,1‰, in linea con il dato nazionale. I neonati di peso inferiore ai 1500 grammi sono pari al 52‰ (18 casi in 8 anni). Per i dettagli, scarica il documento completo (pdf 968 kb).

 

Gravidanze e nascite nelle adolescenti in Provincia di Trento: il rapporto 2000-2005

È in aumento il tasso di concepimento delle adolescenti residenti in provincia di Trento. È invece nel complesso stabile la proporzione rispetto ai parti totali, che resta inferiore al dato nazionale Cedap 2005. Dal profilo assistenziale emerge un minor accesso alle visite e ai controlli ecografici rispetto alle madri di 20 anni e oltre, confermando i dati di letteratura in merito. Il dato più problematico è quello sull’accesso ai corsi di preparazione alla nascita, dove i valori sono molto bassi, sia per le italiane che per le straniere. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Consulta il rapporto (pdf 304 kb).

 

Le nascite nel Lazio: il rapporto 2007

I dati sulla natalità della Regione Lazio registrano nel 2007 la nascita di 53.165 bambini e tassi di natalità e fecondità pari, rispettivamente, al 9,7‰ e al 39,6‰. Nel periodo 1987-2006 la mortalità infantile si è dimezzata, passando dall’8,4‰ nel 1987 al 4,7‰ nel 2006. Le principali cause di mortalità sono state “prematurità e condizioni correlate” e “malformazioni congenite”. Rispetto agli anni precedenti, è in aumento il numero di: nati vivi singoli con un basso peso alla nascita (<2500 gr), nati pretermine (7%) e parti plurimi (3%). Il 33% delle partorienti ha oltre 34 anni, mentre solo l’1,5% ha meno di 20 anni. Dal 1994, la percentuale di nascite da donne nate all’estero è salita dal 6% al 21% del 2007. Confermata la crescita del ricorso al taglio cesareo in tutte le tipologie di maternità, con un picco per le strutture private non accreditate (dal 32,1% nel 1985 al 78,4% nel 2007). Fra i nati vivi singoli, la percentuale di parti cesarei è salita dal 22,3% del 1985 al 42% del 2007 (43% se si considerano anche i parti plurimi). Scarica l’intero rapporto (file zip 921 kb) dal sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio.

 

La nascita in Emilia Romagna: il rapporto 2007

I tassi di natalità e di fecondità sono in costante aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,6‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare, femminile, contribuisce in maniera significativa a questo incremento. È quanto emerge dal 5° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2008 dalla Regione Emilia Romagna, che comprende i dati del 98,2% dei nati registrati con le schede di dimissione ospedaliera (Sdo). Il rapporto presenta i dati del 2007. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

Natalità nella Asl Napoli 4: il rapporto 2007

Nel 2007, nella Asl Napoli 4 sono nati 6463 bambini: di questi, il 37,3% è nato per via naturale e il restante 62,7% con parto chirurgico. Il ricorso al taglio cesareo è in aumento, e supera notevolmente sia i livelli del 15-20% del totale, consigliati dall’Oms, sia la media regionale del 2006. Sono i risultati più evidenti dello studio condotto nel 2007 dal dipartimento di Prevenzione della Asl Napoli 4 per descrivere il fenomeno della natalità sul territorio. Il confronto con il 2006 evidenzia un netto incremento delle nascite da madri: nubili (9,9%), di età inferiore a 20 anni e di origine straniera (6,9%). I dati confermano anche un ricorso eccessivo all’ecografia in gravidanza: nei distretti di Acerra e Somma Vesuviana più della metà delle mamme ha effettuato 6 o più ecografie. Leggi l’approfondimento.

 

Le nascite in Emilia Romagna: il rapporto 2005

È disponibile il terzo rapporto “La nascita in Emilia Romagna”, elaborato sulla base dei dati raccolti nel 2005 attraverso il Certificato d’assistenza al parto (Cedap). Oltre alle informazioni sull’assistenza al parto, il documento contiene anche dati su visite, esami e ricoveri ospedalieri in gravidanza, nonché sulla condizione sociale dei genitori. Leggi la presentazione del rapporto (a cura di Eleonora Verdini e Camilla Lupi, Servizio sistema informativo sanità e politiche sociali, Regione Emilia Romagna), scarica la sintesi (pdf 40 kb) e consulta il rapporto completo (pdf 975 kb).

 

Nascere nel Lazio: il rapporto 2004-2005

Oltre 100 mila le nascite nel Lazio negli ultimi due anni, aumentano in particolare i nati da donne straniere: il 19% di tutte le nascite nel 2005. Si alza l’età delle partorienti: le donne che alla nascita dei loro figli hanno più di 34 anni ora rappresentano circa il 27% del totale, mentre negli anni Ottanta erano solo il 10%. Significativi i miglioramenti dell’assistenza in gravidanza, al parto e nel periodo neonatale, che hanno portato a una marcata diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. È però ancora eccessivo il ricorso al cesareo e permangono ancora una serie di diseguaglianze, associate a condizioni socioeconomiche più disagiate.
Leggi il commento di Angela Spinelli, Arianna Polo, Domenico Di Lallo (Laziosanità, Agenzia di sanità pubblica), consulta la sintesi dei risultati principali e scarica l’intero rapporto (file zip 860 kb) dal sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio.

 

Nascere in Toscana 2002-2004

L’Osservatorio di epidemiologia della Toscana presenta i dati relativi al certificato di assistenza al parto per gli anni 2002-2004. Appare in ripresa la natalità, grazie soprattutto all’incremento della quota di nati da coppie con almeno un genitore straniero, che nel 2004 sono il 17% del totale. Rispetto alla media nazionale, i numeri offrono un quadro buono sia dell’assistenza in gravidanza che degli esiti neonatali. Tuttavia ci sono ampi margini di intervento per ridurre una serie di disparità, sia in termini di accessibilità alle tecniche di diagnosi prenatale che di esiti neonatali. Si tratta soprattutto di diseguaglianze socioeconomiche: rispetto alle italiane, infatti, le donne con titolo di studio più basso effettuano un numero inferiore di esami in gravidanza e hanno maggiori probabilità di avere bambini prematuri. Oltre il 20% delle donne straniere provenienti da Paesi a forte pressione migratoria dichiara di aver effettuato un numero di ecografie inferiore alle tre previste dal protocollo regionale, a fronte del 2% che si osserva tra le italiane. Per contro, le donne con titolo di studio più elevato tendono a sottoporsi a un numero eccessivo di controlli. Scarica il rapporto (pdf, 1,6 Mb).

 

Le nascite nel Lazio: rapporto 2003
Dalla metà degli anni Novanta la natalità nel Lazio è in leggera ripresa, anche grazie a un aumento dell’immigrazione. Nascono ogni anno 50 mila bambini e i miglioramenti dell’assistenza hanno portato a una forte diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. Permangono ancora, però, disuguaglianze associate a condizioni socioeconomiche più disagiate, e continua ad aumentare il ricorso al taglio cesareo, nonostante l’impegno da parte della Regione di attuare iniziative per un suo uso appropriato. Scarica il rapporto 2003 sulle nascite nel Lazio e leggi la presentazione di Angela Spinelli e Domenico Di Lallo. Guarda anche il grandetema salute materno infantile.

 

Nascere oggi in Italia
Occhi puntati su gravidanza, parto, allattamento: le tappe del percorso nascita sono l’obiettivo di una vasta indagine svolta dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con 60 Asl di 15 regioni e province autonome. Tanti gli elementi che emergono: anzitutto l’informazione e il counselling offerti alla madre favoriscono il parto naturale e l’allattamento al seno precoce e prolungato. Particolarmente qualificata, poi, l’informazione rilasciata nei consultori familiari. Ma la percentuale di tagli cesarei è in aumento e si attesta su un valore superiore al 30%. In alcune zone, soprattutto al sud, il parto è vissuto come un momento di alta medicalizzazione. On-line: il testo completo dell’indagine svolta dell'ISS, le tabelle con i dati italiani e regionali, i testi degli studi regionali.

Cesareo: preferisco di no
In Italia la percentuale di parti mediante taglio cesareo è passata dall’11,2% nel 1980 al 27,9% nel 1996 ed al 33,2% nel 2000. Ma i risultati di una indagine svolta da Serena Donati, Michele Grandolfo e Silvia Andreozzi dell’Iss, mostrano che gran parte delle donne intervistate riferisce di preferire il parto naturale.

Parti cesarei: situazione, andamento e variabilità regionale
La frequenza del parto cesareo in Italia è molto aumentata: si è passati da 11,2% nel 1980 a 33,2% nel 2000, un valore del 10-15% superiore rispetto a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
I dati presentati confermano l’aumento in Italia del ricorso a una serie di procedure la cui utilità non è basata su evidenze scientifiche e non è sostenuta da un reale aumento delle condizioni di rischio. La situazione italiana come emerge da una analisi condotta all’Iss da Angela Spinelli è stata presentata all’ultimo congresso del Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica svoltosi il 3-4 ottobre scorsi. Leggi il testo e la presentazione dei dati (file power-point).

Cesarei in aumento: occorre riaddestrare gli operatori – commento di Gianfranco Gori, Unità Operativa Ostetricia Ginecologia, Azienda USL, Forlì (27 giugno 2002)

La frequenza del taglio cesareo negli istituti di ricovero del Lazio – anno 2002

L’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio ha pubblicato un’analisi sui dati dei tagli cesarei nel 2002. Oltre i tassi grezzi, sono stati calcolati i “tassi attesi” di primi cesarei per ogni reparto, cioè il tasso che per ogni maternità ci si aspetterebbe se le percentuali di cesareo per determinati gruppi di rischio (per esempio, donne con gravidanza plurima, presentazione podalica ecc) fossero in quella struttura simili a quelli regionali.

La pubblicazione dei tassi di taglio cesareo per singolo reparto e la discussione di questi risultati tra gli operatori coinvolti rappresenta in numerosi paesi una modalità corrente di presentazione dell’attività ostetrica ospedaliera e un utile strumento per la comprensione delle cause, cliniche e non cliniche, dell’andamento del fenomeno. 



Gravidanza: una valutazione dell’assistenza in Italia
All’interno dell’indagine annuale sulla condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari, l’Istat pubblica i dati relativi all’esperienza di maternità delle donne, da cui emerge come in Italia questa esperienza sia sempre più medicalizzata.

Nascere in Italia: un evento sempre più “medicalizzato” – commento di Serena Donati, Michele Grandolfo e Angela Spinelli dell’ISS. (9 maggio 2002)

Per saperne di più:

L’assistenza in gravidanza, al parto e durante il puerperio in Italia. Donati S, Spinelli A, Grandolfo ME, Baglio G, Andreozzi S, Pediconi M, Salinetti S (1999), Ann. Ist.Super. Sanità, 35, 289-296.

Valutazione dell’attività di sostegno e informazione alle partorienti: indagine nazionale. Donati S, Andreozzi S, Grandolfo ME. (2001), Rapporti ISTISAN 01/5, Istituto Superiore di Sanità.

The national sentinel caesarean section audit report (versione .pdf)

Istat – Il percorso della maternità (versione .pdf)

Prevalenza di cesarei e tipo di struttura di parto in Campania – ben, gennaio 2002, vol15, n.6

Parti cesarei in Campania – ben, maggio 2001, vol14, n.5

Indicazioni per il parto cesareo – Linee guida per gli operatori sanitari a cura della Agenzia di Sanità pubblica Regione Lazio

Indicazioni per il parto cesareo - SaperiDoc

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Ultimo aggiornamento mercoledi 23 dicembre 2009