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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

piscine

Oms: la sicurezza nei luoghi di balneazione

(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro)

 

Il 27 giugno 2006, a Ginevra, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso per la prima volta le linee guida internazionali su come creare luoghi sicuri per la balneazione. L’obiettivo è proteggere le persone dai rischi associati alla frequentazione di piscine, terme e le altre zone di balneazione.

 

Nuotare, fare bagni, andare alle terme sono attività sempre più popolari. Progetti non adeguati sul mantenimento, la gestione e l’uso di queste aree ricreative aumentano il rischio di lesioni spinali, di malattie e perfino di morte. L’evidenza che emerge dai dati e l’esperienza fatta mostrano che tutto questo può essere prevenuto attraverso l’adozione di semplici misure di sicurezza.

Le nuove linee guida dell’Oms forniscono informazioni su come rendere sicuri i diversi luoghi di balneazione. Le linee guida includono sia un elenco dei singoli valori delle sostanze inquinanti, che un insieme di raccomandazioni per la gestione sicura delle acque ricreative e la prevenzione da malattie e ferite. Molti sono i rischi cui si fa riferimento: l’uso improprio delle infrastrutture, la scarsa qualità dell’acqua, il pericolo di infezioni, il problema dell’aerazione negli ambienti in cui si fa il bagno al chiuso. Si sottolinea, poi, come questi miglioramenti possano prevenire anche i rischi di annegamento.

Le linee guida indicano misure semplici, facilmente realizzabili, che si sono dimostrate valide nella tutela della salute. Tra queste va messo in evidenza:

  • una vigilanza efficace da parte dei bagnini
  • una migliore qualità dell’acqua
  • una gestione della ventilazione, al fine di porre sotto controllo l’esposizione a sostanze chimiche tossiche
  • una maggior attenzione al problema delle perdite fecali accidentali da parte dei bambini e dei focolai di malattia che queste perdite possono causare.

Chi si immerge in acque non sicure nelle piscine, nelle terme e negli idromassaggi è particolarmente a rischio per le seguenti infezioni: gastroenteriti da Cryptosporidium o Escherichia coli, oppure infezioni da Legionella. Negli Stati Uniti, nel 2005, è stato chiuso un intero parco di divertimenti in seguito allo scoppio di una malattia causata da Cryptosporidium, di cui si è trovato traccia nelle feci umane e che ha colpito almeno 1800 persone.

 

In condizioni normali, i focolai di legionellosi sono relativamente piccoli ma possono divenire più pericolosi rispetto a quelli causati da altri agenti microbiologici. Molti studi hanno isolato la Legionella da acque termali. In un’analisi fatta in Portogallo, per esempio, è stata isolata Legionella in 14 dei 288 siti studiati. Anche la Francia, il Giappone e la Spagna hanno rilevato la presenza di Legionella nelle terme naturali. Il numero elevato di campioni risultati positivi indica il rischio potenziale che corrono coloro che frequentano acque termali, specialmente le persone sottoposte a trattamenti di inalazione con queste acque o quelle che utilizzano le vasche calde, le acque termali naturali o che si fanno semplicemente una doccia.

 

Più di 60 esperti di 20 differenti Paesi hanno dato il loro contributo alla stesura delle linee guida. Sono indirizzate a molti soggetti, tutti interessati a garantire la sicurezza sia delle piscine che di ogni altro ambiente ricreativo. Tra questi:

  • le autorità nazionali e locali
  • i proprietari, gli operatori e i progettisti delle strutture (pubbliche, semi pubbliche e private)
  • i soggetti di particolare interesse
  • i professionisti della salute pubblica
  • gli scienziati e i ricercatori

Consulta sul sito dell’Oms le linee guida per una balneazione più sicura.

 


 

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