Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

rabbia

Rabbia in Friuli Venezia Giulia: pericolo limitato, ma Ŕ necessaria la sorveglianza

Paolo D’Ancona - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss

 

L’identificazione di due volpi positive per rabbia sul territorio italiano Ŕ una notizia importante: negli ultimi 13 anni, infatti, non sono stati identificati casi di rabbia silvestre in Italia. Il rischio di possibile reintroduzione della malattia nel nostro Paese, tuttavia, Ŕ elevato e la sorveglianza veterinaria Ŕ stata mantenuta, come dimostrato dalla segnalazione riportata.

 

Questi casi in Friuli Venezia Giulia hanno ovviamente innalzato il livello di attenzione nell’area di confine con la Slovenia e hanno innescato una pronta reazione da parte dei responsabili della sanitÓ pubblica e veterinaria, d’intesa con i sindaci.

 

La rabbia Ŕ una temibile infezione virale trasmessa attraverso morso o graffio profondo di un animale infetto. In questo momento, tutti gli sforzi sono mirati a definire l’entitÓ della diffusione tra gli animali selvatici. Sono state anche attivate alcune misure precauzionali per limitare la possibile esposizione da parte di animali (come i cani) che, se contagiati, potrebbero poi trasmettere la malattia all’uomo.

 

Al momento il pericolo per la salute pubblica Ŕ limitato, ma l’identificazione di animali infetti deve prevedere un’attenta sorveglianza di graffi o morsi di animali, il cui stato di infezione va accertato tempestivamente. In queste aree, quindi, ogni graffio o morso di animale deve essere comunicato immediatamente al proprio medico curante che valuterÓ la necessitÓ di una profilassi. Da parte sua, il servizio veterinario prenderÓ provvedimenti sull’animale.

 

In aree in cui sia stata dimostrata la presenza di rabbia, gli animali che abbiano morso una persona, anche se apparentemente sani, devono essere posti in isolamento e mantenuti sotto osservazione per almeno 10 giorni. Se si tratta di animali con segni indicativi di rabbia o animali selvatici, dovrebbero essere abbattuti immediatamente per essere esaminati. ╚ quindi sempre importante la tempestiva identificazione dell’animale responsabile del morso o graffio.

 

Per garantire uniformitÓ nelle procedure di profilassi, la Regione Friuli Venezia Giulia ha diffuso a tutte le strutture sanitarie e a tutti gli ordini dei medici regionali il proprio “Protocollo operativo per la profilassi antirabbica post-esposizione” (pdf 82 kb).