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rabbia

Casi di rabbia in Germania post trapianto di organi

(traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro)

 

Wiebke Hellenbrand, Christiane Meyer, Gernot Rasch, Ines Steffens and Andrea Ammon, Istituto Robert Koch, Berlino, Germania

Il 16 febbraio, il Deutsche Stiftung Organtransplantation (Fondazione tedesca per i trapianti d’organo) ha comunicato la possibilità che ci fossero tre casi di rabbia tra i sei pazienti che avevano ricevuto organi da una donatrice morta a fine dicembre 2004 [1]. Questi tre pazienti, che hanno subito un trapianto di polmone, rene e rene/pancreas dopo la morte della donatrice, sono ora in condizioni critiche. Gli altri tre riceventi (due che hanno avuto le cornee e uno il fegato) non hanno mostrato alcun sintomo della presenza di rabbia.


La donatrice degli organi aveva subito un arresto cardiaco in ospedale, dove era stata rianimata numerose volte. Il suo sistema circolatorio si era stabilizzato, ma la prolungata condizione di ipossia aveva portato alla morte cerebrale. Non c’erano sintomi clinici che facessero sospettare che la paziente fosse infettata dalla rabbia.


Il Bernhard-Nocht-Institute for Tropical Medicine di Amburgo e il Konsiliarlabor for Rabies della clinica universitaria dell’Istituto di virologia di Essen hanno confermato la diagnosi di rabbia nella donatrice e in due dei riceventi il 16 e il 17 febbraio 2005 [2]. A titolo precauzionale, tutti i contatti della donatrice e dei pazienti infetti in Germania sono state trattati con le immunoglobuline antirabbia e sottoposti a vaccinazione contro la rabbia. L’allarme è stato dato il 18 febbraio anche tramite il Sistema europeo di allarme precoce e di risposta.


Il rischio di infezione da rabbia in Germania è estremamente basso. Le ultime due morti dovute a questa malattia risalgono al 1996 e al 2004 [3,4]. In entrambi i casi, l’infezione era stata contratta all’estero, tramite il morso di un animale.


La trasmissione del virus della rabbia agli esseri umani di solito è dovuta al morso di un animale infetto, ma può avvenire anche tramite contatto diretto delle membrane mucose o di ferite dell’epidermide con materiale infetto (ad es. saliva, tessuti neurali, fluido cerebrospinale). La trasmissione da persona a persona si è osservata solo in rari casi isolati dopo trapianto. La rabbia in riceventi d’organo è stata segnalata l’ultima volta nel 2004 negli Stati Uniti [5,6]. In base a una valutazione dei rischi, 174 contatti associati a questi casi ricevettero una profilassi post-esposizione che consiste al tempo stesso di una immunizzazione passiva con immunoglobuline anti-rabbia e in una attiva con il vaccino. Data questa situazione, in collaborazione con il Konsiliarlabor for Rabies e il Bernhard-Nocht-Institute, l’istituto Robert Koch ha messo a punto delle indicazioni per l’immunizzazione post contatto con una persona per la quale si sospetti o si abbia conferma della diagnosi di rabbia.

Bibliografia:
1.    Tollwut: Zu aktuellen Erkrankungen nach Organtransplantation. Epidemiologisches Bulletin 2005; (7):51-52.
2.    Bernhard-Nocht-Institut. Informationen zu Tollwut und Tollwut-Diagnostik. Press release, 17 February 2005.
3.    Tollwut: Zu einem importierten Erkrankungsfall. Epidemiologisches Bulletin 2004; (42): 362-363.
4.    Summer R, Ross S, Kiehl W. Imported case of rabies in Germany from India. Eurosurveillance Weekly 2004; 8(46): 11/11/2004
5.    CDC. Update: Investigation of Rabies Infections in Organ Donor and Transplant Recipients --- Alabama, Arkansas, Oklahoma, and Texas, 2004. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2004; 53(Dispatch);1
6.    CDC. Investigation of rabies infections in organ donor and transplant recipients---Alabama, Arkansas, Oklahoma, and Texas, 2004. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2004; 53(26): 586-589.