Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

rosolia

L'eliminazione della rosolia e della sindrome da rosolia congenita negli Stati Uniti

Fonte:
Achievements in Public Health: Elimination of Rubella and Congenital Rubella Syndrome. United States, 1969-2004.
Morbidity and Mortality Weekly Report, March 21, 2005/54 (Early Release);1-4.

 

(Traduzione a cura di Mauro Ramigni, Dipartimento Prevenzione Ulss 3, Bassano del Grappa)


Il 21 marzo 2005 Julie Gerberding, direttrice dei Cdc, ha potuto annunciare il raggiungimento di un grande traguardo per la sanità pubblica statunitense: l'eliminazione della rosolia e della sindrome da rosolia congenita (Crs). Il comitato di esperti riunito nell'ottobre 2004 per valutare il conseguimento di questo obiettivo ha infatti concluso che la rosolia non è più una malattia endemica negli USA. Dal 2001, infatti, sono stati segnalati meno di 25 casi di rosolia all'anno, la copertura vaccinale dei bambini in età scolare è di almeno il 95%, la stima della percentuale di immuni sul totale della popolazione è il 91%, è presente un sistema di sorveglianza adeguato a rilevare le epidemie di rosolia, i genotipi dei virus responsabili dei casi riscontrati hanno mostrato pattern che testimoniano un’origine in altre regioni del mondo.
Gli Stati Uniti devono comunque continuare la loro vigilanza contro rosolia e Crs mantenendo alti livelli di vaccinazione tra i bambini, assicurando la vaccinazione alle donne in età fertile (specialmente se nate al di fuori degli Usa) e rispondendo con rapidità all'insorgenza di epidemie.

La storia dell'eliminazione

Il programma nazionale statunitense di vaccinazione contro la rosolia ha avuto inizio nel 1969, dopo che l'epidemia del 1962-65 aveva provocato 12 milioni e mezzo di casi con 2000 encefaliti, 11250 morti fetali, 2100 morti neonatali e 20000 casi di Crs.


Il programma prevedeva una dose di vaccino per tutti i bambini da 1 anno alla pubertà. A causa della mancata conoscenza degli effetti del vaccino sulle donne in gravidanza, le donne in età fertile non furono considerate tra i bersagli della campagna.


Nel 1977 la copertura vaccinale arrivò a circa il 60% tra 1 e 4 anni, 71% tra 5 e 9, 64% tra 10 e 14. Il numero dei casi di rosolia scese da 57.686 nel 1969 a 12.491 nel 1976; le Crs diminuirono da 68 nel 1970 a 23 nel 1976.
Alla fine degli anni '70 l'incidenza di rosolia diminuì ancora, ma si riscontrò una ripresa dell'infezione tra gli adolescenti e gli adulti con piccole epidemie in università, scuole superiori, basi militari e ospedali. Il numero di Crs aumentò (57 nel 1979) e gli studi sierologici stabilivano che il 10-20% degli adulti rimaneva suscettibile all'infezione.


Dal 1978 la vaccinazione venne quindi raccomandata anche a tutte le donne suscettibili in età fertile, agli adolescenti, ai militari, agli studenti nei college, ai lavoratori in determinati ambienti (per esempio gli ospedali). Nello stesso anno, inoltre, partì il programma di eliminazione del morbillo e l'uso dei vaccini trivalente (MPR) o bivalente (MR) diede un forte impulso all'aumento della copertura vaccinale contro la rosolia.
Nel 1981-82 il 96% dei bambini che iniziavano la scuola era vaccinato e i casi di rosolia erano scesi a 2077 con 10 Crs. Continuavano però a insorgere piccoli focolai epidemici, la maggior parte dei quali in ambienti (luoghi di cura, prigioni, università, posti di lavoro, comunità religiose) dove si trovavano a convivere numerosi adulti non vaccinati. Sempre maggior enfasi fu perciò data alla vaccinazione degli adulti ancora suscettibili, particolarmente se frequentanti comunità. Nel 1990 fu introdotta la schedula vaccinale a due dosi.


L'andamento di generale declino della malattia con sporadici focolai epidemici è stato mantenuto anche negli anni '90. Il controllo della nazionalità di origine dei casi ha fatto notare come la maggioranza di essi riguardasse persone non nate negli Usa, in particolare ispanici: non sono state quindi emesse particolari raccomandazioni, ma è stata rafforzata l'attenzione sulla vaccinazione di adulti nati all'estero. Inoltre Usa e Paho (Pan American Health Organization) hanno iniziato una collaborazione che ha portato ad inserire l'antirosolia tra le vaccinazioni routinarie in 43 nazioni della Paho su 44.


Tutto questo ha determinato un ulteriore discesa dei casi di rosolia e nel 2001 per la prima volta sono stati notificati negli Usa meno di 100 casi (23), nel 2002-3-4 i casi sono stati rispettivamente 18, 7 e 9. Nelle intere Americhe i casi sono scesi da circa 136.000 nel 1998 a meno di 1000 nel 2003. I casi di Crs, che dal '90 al '99 erano stati 117, dal 2001 al 2004 sono stati solo 4. Il basso numero di casi e la loro distribuzione temporale e geografica ha permesso di stabilire che non esistono da più di 12 mesi catene epidemiche statunitensi della malattia e che perciò la rosolia non è più endemica negli Usa.